(Nicolas Sarkozy annone de nouvelles mesures pour aider
les PME et souvenir leur développement)
Le PMI hanno un gran bisogno di
capitali. Per rimediare a questa situazione, lo Stato darà altri 1.650 miliardi
di euro alle PMI e a imprese di taglia intermedia i cui effettivi arrivino a
5.000 salariati.
Sommati ai precedenti 350 milioni di
euro già impegnati per le PMI, si arriva a 2 miliardi di euro. Queste misure
non aumenteranno il debito pubblico perché saranno prelevate dal Fondo
Strategico d’Investimento (FSI) e da quello dell’Oseo, l’agenzia pubblica di
finanziamento alle PMI.
Una parte di questi 2 miliardi, 650
milioni, sarà erogata in due forme. La metà (circa 300 milioni di euro) sarà
investita nelle PMI in obbligazioni convertibili per un ammontare massimo di 4
milioni di euro per impresa. Queste obbligazioni, emesse per una durata da 5 a
7 anni, saranno remunerate a un tasso compreso fra il 5% e il 9%. Il tasso di
conversione varierà a seconda delle imprese. Il FSI si impegna a rispondere in
meno di un mese alle imprese desiderose di beneficiare di questo finanziamento.
Dei fondi del FSI, 95 milioni andranno a
costituire il fondo di consolidamento annunciato dal Ministro Fillon.
L’altro miliardo sarà gestito dalla Oseo
tramite la concessione di prestiti partecipativi che hanno la particolarità di
venir remunerati in base ai risultati dell’impresa, il finanziatore è
interessato agli utili. Questi prestiti avranno un tasso fisso compreso fra il
6% e il 9,5%. Saranno disponibili fra un mese.
Per i presidente dell’Associazione delle
PMI (Cgpme), Roubaud, queste misure saranno utili per superare la crisi ma non
sono sufficienti. Chiede che gli utili delle imprese che vengono reinvestiti
nella medesima impresa siano tassati meno e che le banche accordino più
facilmente i prestiti.
(Le Monde 5.10. 2009, edizione on line)