(Europe needs a joint response to Russia)
La UE dovrebbe trovare una risposta unitaria
all’imperialismo della Russia su petrolio e gas. La Germania e altri paesi
preferiscono invece trattare con la Russia sulla base di rapporti bilaterali a
detrimento di una politica europea. La Germania, che resta il partner favorito
della Russia, sostiene il progetto per un oleodotto baltico, una joint venture
fra la Gasprom russa e le BASF e Eon tedesche. L’idea è di rifornirsi di gas russo
direttamente, bypassando la Polonia e altri paesi dell’Est Europa. Non c’è
dubbio che il progetto renderà i vicini est europei della Russia più dipendenti
economicamente e più insicuri politicamente.
La UE dovrebbe sforzarsi di far ratificare alla Russia la
carta sull’energia che stabilisce le norme di base per il commercio e il
trasporto dell’energia in Europa. L’accordo è stato stabilito da 49 paesi nel
1994 ma la Russia si rifiuta di ratificarlo perché respinge la bozza di
protocollo che riguarda il transito. Questo obbligherebbe la Russia a aprire
gli spazi disponibili dei gasdotti a fornitori stranieri.
La UE dovrebbe accordarsi su un meccanismo di mutuo
soccorso, grazie al quale, se la Russia dovesse interrompere la fornitura di
gas a uno dei paesi europei, gli altri sarebbero obbligati a garantire il
rifornimento. E dovrebbe anche assicurarsi altre vie di rifornimento, come la
già pianificata conduttura dal bacino del Caspio e investire nel gas naturale
liquefatto che è più semplice da trasportare.
L’affidamento che la Russia fa sulle entrate del petrolio
e del gas l’hanno distratta dalle riforme economiche e hanno contribuito alla
posizione più autoritaria.
Purtroppo la UE si trova oggi in una fase di ricaduta nel
patriottismo economico.
FT 8.5.06, pag. 13
(Laggards Italy and France blemish EU growth outlook)
La prospettiva di una migliore situazione economica in
Europa è macchiata dalla “debolezza strutturale” dell’Italia e dal fallimento
da parte di Francia e Italia di controllare i deficit di bilancio. La
Commissione ha previsto una crescita del 2.3% quest’anno contro l’1.6% dello
scorso anno, ciò nonostante resterà sensibilmente dietro al resto del mondo.
Nel rapporto presentato a Brussel, l’Italia è stata
confermata il “malato” dell’Europa, dopo la stagnazione del 2005, la UE si
aspetta quest’anno una crescita dell’1.3%. Anche il bilancio dell’Italia è nel
mirino, avendo previsto al 4.1% il deficit di quest’anno. Anche il defic di
bilancio della Francia è previsto cresca.
Il miglioramento generale dell’anno in corso è dovuto a
forti e continui investimenti del settore privato, crescita delle esportazioni
e la spinta della Germania.
FT 9.5.06, pag.1
(EU draft law to encourage more open contract bidding)
La UE mira a creare migliori condizioni perché le imprese
che desiderano partecipare ai bandi di gara per le forniture di beni e servizi
ai governi e alle altre autorità statali non vengano discriminate o subiscano
trattamenti non equi.
La nuova normativa proposta dal Commissario per il Mercato
interno, McCreevy, mira a creare un regime più aperto in modo da favorire
l’efficienza delle imprese europee e allo stesso tempo aiutare i governi a
risparmiare.
Secondo le stime della UE, le commesse pubbliche ammontano
al 16% del PIL della UE.
La proposta di legge mira a eliminare un punto debole
della vigente normativa, dando la possibilità alle imprese di ricorrere contro
l’assegnazione illegale di un contratto pubblico e di evitarlo.
Le autorità, secondo la nuova proposta, devono aspettare
10 giorni prima di concludere il contratto con l’impresa che l’ha ottenuto. In
questo tempo devono informare le altre imprese che hanno partecipato al bando e
dar loro la possibilità di ricorrere contro la decisione e chiedere la
sospensione del contratto.
FT 11.5.06, pag.2