(EU, US trade rivalry grows)
La spinta da parte della UE di assicurarsi accordi
bilaterali di libero mercato riflette la competizione con gli USA per ottenere
un migliore accesso ai mercati in via di sviluppo, mentre i due blocchi si preparano
a un possibile fallimento dei negoziati mondiali del Doha Round.
I 27 paesi membri della UE hanno votato a favore
dell’iniziativa di Peter Mandelson, conferendo al Commissario al commercio
l’autorità di negoziare accordi commerciali separati con la Corea del Sud,
l’India e un gruppo di paesi asiatici, compresi la Malesia e la Tailandia. La
UE sta anche lavorando a una serie di accordi commerciali con paesi del Medio
Oriente e del Sud America.
Il voto europeo segue un accordo commerciale tra USA e Corea
del Sud annunciato il mese scorso e un accordo tra USA e Giappone dovrebbe
venir discusso nel prossimo incontro di Camp David.
I negoziatori del mondo stanno tentando di fare un ultimo
sforzo per cercare di salvare il Doha Round, che coinvolge i 150 paesi del WTO.
Ma si trovano davanti un scadenza politica molto stretta e fissata al mese di
giugno, quando decadrà l’autorità speciale di Bush di negoziare gli accordi
commerciali.
In gioco ci sono opportunità commerciali molto lucrative
con i mercati a rapido sviluppo. Lo scorso anno ad esempio, gli USA hanno
esportato verso l’India per un totale di 10 miliardi dollari, meno di quanto
esportano in Svizzera o Belgio, mentre le esportazione UE in India hanno
raggiunto 28 miliardi di dollari. E anche se hanno esportato di più della Ue in
Corea del Sud, è sempre una cifra (28,2 miliardi di dollari) molto al di sotto
delle loro potenzialità.
I nuovi accordi stipulati dalla UE aumenteranno le
esportazioni verso i paesi asiatici di piccoli del 24%, verso l’India del 57% e
verso la Corea del Sud del 48%.
Il commercio è molto importante per la UE poiché le sue
grandi economie, come la Germania, dipendono per la loro crescita più sulle
esportazioni che sul consumo domestico. Ma per la UE potrebbe essere più
difficile che per gli USA negoziare accordi bilaterali.
L’UE, invece di cercare semplicemente una riduzione delle
tariffe, che è il principale obiettivo dell’amministrazione Bush, intende
promuovere un “commercio sostenibile”, impegnando i paesi in via di sviluppo non
solo ad abbassare le imposte ma a rispettare gli standard del lavoro e
dell’ambiente.
Mandelson ha detto che gli accordi bilaterali ottenuti
dalla UE saranno da complemento per un accordo realizzato nell’ambito del Doha
Round.
Wall Street Journal 24.04.07,
pag. 10