(Italian veteran brings
Espresso a shot of energy)
Carlo De Benedetti è diventato lo scorso mese il
presidente del gruppo Espresso dopo la fuoriuscita di Carlo Caracciolo.
Nonostante un percorso composta da molti alti e bassi, il celebre imprenditore
è stato spesso un precursore e ha capito prima degli altri le tendenze del
mercato. La vendita di libri abbinati al giornale, idea originaria della
Spagna, ma ben sfruttata da La Repubblica, è stata un grande successo e ha dato
ossigeno all’intero gruppo. Il gruppo ha venduto 50 milioni di libri, circa un
libro per ogni italiano, un record per un paese di lettori deboli.
L’enciclopedia ha venduto 520.000 copie rispetto ad una media di 6.000
all’anno. “Molta gente non compra i libri perché sono diffidenti delle
librerie, se trovano un libro dal giornalaio, aiuta” sostiene De Benedetti.
In futuro prevede non acquisti di giornali all’estero, ma
innovazione in Italia.
(FT 29.5.06, pag. 6)
(Hard truth for Italy)
In Italia continua la tendenza a parlar
chiaro. Mario Draghi ha sostenuto ieri che al paese serve una manovra di circa
28 miliardi di euro per rispettare gli obblighi con la UE, attraverso tagli
alla spesa pubblica o aumento delle tasse a fine anno. Ora la questione è se il
nuovo governo Prodi può trovare il sostegno politico necessario per far
approvare le dolorose riforme di cui l’Italia ha tanto bisogno.
Se il governo si focalizza sull’aumento delle tasse in una
situazione di crescita stagnante e la politica monetaria europea si stringe,
rischia di mettere in stallo un tentativo di ripresa, oltre che ottenere una
riduzione del deficit inferiore ai bisogni.
Poiché al contrario il governo mira a una riduzione del
costo del lavoro, l’accento andrà messo sulla riduzione della spesa pubblica.
Cosa non semplice, anche perché, per gli standard europei, la spesa pubblica
italiana non è così alta.
Tanto Draghi che il nuovo ministro Padoa Schioppa sono
consapevoli della posta in gioco.
L’Italia ha bisogno di un’azione onnicomprensiva. Deve
combinare la stretta fiscale con misure macroeconomiche che favoriscano
l’aumento dell’impiego e la crescita, in particolare un mercato del lavoro più
flessibile e più competitività. Questo richiederà privatizzazione e meno
barriere all’apertura di nuove imprese. Più entrate potranno essere realizzate
con la lotta all’evasione fiscale piuttosto che ricorrere ai condoni.
Prodi dovrà presentare un piano credibile, ma la piaga
italiana è tale che potrebbe fallire anche cercando di fare del suo meglio. Ma
non ha alternative: l’inazione è la garanzia del fallimento.
(FT 1.6.06, pag. 12)