1 – Mandelson
riconsidera la posizione della Ue sul regime del dumping
(Mandelson rethinks EU’s stance on dumping regime)
Il Commissario al commercio della Ue, Mandelson, ha dato
avvio a una revisione delle misure anti dumping seguite finora che si sono
ritorte contro le imprese della stessa comunità europea. Il Commissario sarebbe
incline a aumentare la flessibilità di queste misure dopo che organizzazioni
dei consumatori, dettaglianti e produttori di beni in Asia hanno sostenuto che
l’unione ha fatto un auto gol punendo paesi dove l’Europa ha una crescente
presenza nella produzione di beni. Le misure contro il Vietnam, ad esempio,
rischiano di far perdere il lavoro a migliaia di persone in un paese che riceve aiuti allo sviluppo
sempre dalla Ue.
La revisione potrebbe riaprire il dibattito dello scorso
anno fra paesi più liberali come la Svezia, dove i dettaglianti si sono opposti
all’aumento delle tariffe, e l’Italia che produce ancora scarpe e vuole
proteggere le sue imprese dalle importazioni a buon mercato. Le misure anti
dumping non andrebbero prese nel caso in cui si risolvessero in un danno per le
imprese e i consumatori europei.
FT 8.6.06, pag. 2
(A Chinese boon for italian artisans
Nonostante la concorrenza esercitata dai prodotti cinesi a
poco prezzo, i prodotti di lusso basati su una lunga e radicata tradizione
artigianale sono richiestissimi in Cina. Comprare la moda italiana significa
mostrare che si è raggiunto un certo stato e un certo livello di consumo. Se si
è ricchi e si comprano i prodotti contraffatti si perde la faccia.
La Cina ha una lunga tradizione nell’apprezzamento dei
beni di lusso. La rivoluzione comunista li ha resi tabù per decenni, ma oggi il
paese è il terzo consumatore di prodotti di lusso del mondo, dopo Stati Uniti e
Giappone.
(HT 10-11.6.06, pag. 22