1 - Wal-Mart cerca confezioni
piccole
(Big Box looks to small packages)
Nell’industria dei consumi americana si sta assistendo al
sorgere di un interesse verso prodotti e confezioni compatibili con l’ambiente.
Un esempio è la vendita di cartucce che una volta diluite in casa nel vecchio
contenitore forniscono la quantità originaria di prodotto pulente per i vetri.
Il prodotto costa di meno e si riduce la quantità di rifiuti di plastica e di
carburante e viaggi di camion necessari a trasportarlo.
E se da un lato i consumi diminuiscono per via della
recessione, la spinta a ridurre le confezioni è motivata dal risparmio dei
costi e dagli interessi dei consumatori.
Oltre ai liquidi concentrati, si sono adottate anche
confezioni più piccole e più leggere di detersivi. Il piano della Wal-Mart è di
ridurre del 5% per il 2013 l’ammontare dei materiali delle confezioni.
Molti consumatori non hanno dato il benvenuto al
cambiamento, l’innovazione cozza contro le vecchie abitudini. La catena
distributiva sostiene che può convincere i clienti a utilizzare i nuovi
prodotti, come è stato nel caso delle lampadine a basso consumo, più care ma
più durevoli. “Essere più all’avanguardia e identificare i bisogni futuri della
clientela”.
(Financial Times 4 novembre 2008, pag. 12)
2 - Un
asse che ha bisogno di essere oliata
(An axis in need of oiling)
Un nuovo asse, dopo quello “del male” coniato da Bush, si
è recentemente formato, unito dall’opposizione all’America e dal montare del
prezzo del petrolio composto da Iran, Russia e Venezuela. La Russia ha venduto
gran quantità di armi al Venezuela e ha impedito drastiche sanzioni contro
l’Iran, a cui vende anche sistemi di difesa anti aerea.
Anche in questo caso però l’idea di un “asse” è esagerata,
ciascun componente del trio ha i suoi interessi. Il Venezuela vuole creare un
blocco anti americano in America Latina; la Russia ama giocare la carta
iraniana sempre in funzione anti americana: se l’America vuole aiuto nel Medio
Oriente deve ritirarsi dalla Georgia, ma non vuole che l’Iran abbia la bomba
atomica.
Gli interessi comuni sono tattici, non strategici.
L’abbassamento drastico del prezzo del petrolio e dunque
delle loro entrate, aumenta le differenze fra i tre paesi. La Russia si
concentrerà di più sui paesi vicini e meno in Venezuela, che fra l’altro avrà
meno soldi per comprare le sue armi. Il petrolio rappresenta il 90% delle
esportazione del Venuzuela e l’abbassamento del prezzo implicherà diverse
politiche nazionali e internazionali. La Russia sembra poter affrontare meglio
le difficoltà, ma si trova di fronte anche il problema di una riduzione della
capacità produtti di petrolio a meno che non faccia grandi investimenti. L’Iran
è il meno esposto all’economia mondiale grazie alle sanzioni. Ma l’abbassamento
del prezzo rappresenta un duro colpo, l’80% delle entrate derivano da esso e
mina l’economia interna. I paesi dell’asse del petrolio cercheranno ora di far
risalire il prezzo del petrolio (Iran e Venezuela sono membri dell’OPEC)m
riducendo la produzione. Ma anche questa non è una battaglia molto conveniente
per loro.
Alti prezzi del petrolio non sono un sostituto per il buon
governo.
(The Economist 25 ottobre
2008)