(Sarkozy wants Franchman at IMF’s helm)
Il Presidente francese, Nicolas Sarkozy, sta cercando di
mettere un francese a capo del FMI, allo scopo di rafforzare l’influenza della
Francia all’estero e il suo prestigio in patria.
Ma la proposta di nominare l’ex ministro delle finanze
Dominique Strass-Kahn a capo del FMI potrebbe incontrare una resistenza
dall’Italia, che aveva sperato di vedervi installato un italiano.
Secondo Sarkozy, il suo candidate è il più adatto a
ricoprire il ruolo e si sta già muovendo per vagliare la posizione degli altri
paesi.
L’Italia non ha designato un candidato ufficiale, ma ha
fatto capire che vorrebbe il posto, soprattutto in considerazione del fatto che
non l’ha mai ricoperto e non ha funzionari in posizioni di vertice in nessun
altra istituzione internazionale. Fra i possibili candidati italiani ci
potrebbero essere Mario Draghi, Tommaso Padoa-Schioppa.
Il FMI, assieme alla Banca Mondiale, è una delle due
istituzioni create dopo la seconda guerra mondiale allo scopo di mantenere un
ordine finanziario mondiale stabile. Per tradizione, a capo del FMI c’è stato
un europeo, mentre un americano è stato a capo della Banca Mondiale.
La proposta di nominare il socialista Dominique
Strass-Kahn, che si era presentato alle primarie delle elezioni presidenziali
ma era stato battuto dalla Royal, è un’abile mossa di politica interna da parte
di Sarkozy, che in questo modo può ulteriormente destabilizzare il partito di
opposizione.
(The Wall Street Journal 9 luglio 2007, pag. 3)
(World will face oil crunch in five years)
Le risorse petrolifere del mondo potrebbe scarseggiare fra
cinque anni, cosa che farà salire I prezzi a livelli da record e aumenterà la
dipendenza dell’occidente dai paesi dell’Opec. L’Agenzia Internazionale
dell’Energia (AIE) ha annunciato che la situazione si farà tesa fra cinque anni
e che fra dieci sarà il turno del mercato del gas.
Le scorte stanno diminuendo più velocemente del previsto
in aree come il Mare del Nord e il Messico, mentre nuovi progetti di
trivellazione, tipo quello nell’est della Russia, vanno a rilento.
Contemporaneamente i consumi aumentano per via dei paesi in via di sviluppo.
Nei prossimi anni l’Opec sarà costretto ad aumentare la
sua produzione. L’unico modo per equilibrare il mercato sarà aumentare i prezzi
e diminuire i consumi. La domanda crescerà nei prossimi cinque anni del 2,2 %
invece che del 2% stimato. L’aumento sarà determinato dalla crescita della
Cina, del Medio Oriente e delle altre economie emergenti.
(Financial Times 10 luglio 2007, pag. 1)