(Only now is Europe learning to stop fearing the
Germans)
L’Europa si è realmente lasciata alle spalle la questione
tedesca? 60 anni dopo la guerra la paura dei tedeschi è stata effettivamente
superata? Non c’è dubbio che il contenimento della Germania – di solito
definito cortesemente come il bando della guerra dall’Europa – è stato
fondamentale per lo sviluppo della Ue. La moderna Europa ha iniziato a vivere
nel 1950 come un piano per fondere le produzioni tedesche e francesi di acciaio
e carbone. La scelta dei prodotti non era casuale, erano strumenti di guerra.
Lo scopo era quello di assicurarsi che la Ruhr e altre risorse tedesche di
vitale importanza non fossero totalmente sotto il controllo tedesco. Fin dal
principio, la Germania è stata il principale pagatore dell’Europa e la Francia
il principale beneficiario. La volontà della Germania di pagare ha fatto sì che
la Politica Agricola Comune (PAC) fosse in effetti una forma nascosta di
risarcimento di guerra.
Molte delle più importanti politiche europee sono state
puntellate da un radicato sospetto nei confronti della Germania. L’euro è stata
una reazione alle riunificazione della Germania. Il Presidente francese
Mitterand era stato preso dal panico e così Kohl lo persuase che la moneta
unica avrebbe legato irrevocabilmente la Germania all’Europa.
Ma i sospetti francesi continuarono. Nel 2000 furono loro
a opporsi a che la maggiore popolazione della Germania si traducesse in un
maggior potere di voto, insistendo sul fatto che Francia e Germania dovevano
essere uguali all’interno della Ue secondo il patto definito dopo la guerra.
Alla fine i francesi hanno abbandonato la loro opposizione alla grande
Germania, ma il loro ruolo è stato oggi ripreso dalla Polonia. E’ vero che la
Germania ha fatto i conti con il suo passato più di molti altri paesi. Ma la
lezione che ne hanno tratto è diversa ad esempio da quella dei polacchi.
I tedeschi vedono due interpretazioni di quanto accaduto:
da una parte ideologie sbagliate come il nazismo e il militarismo, dall’altra
la competizione fra gli stati europei che ha portato il continente alla guerra
per anni. La soluzione dunque è una salvaguardia vigile della democrazia per
risolvere la questione ideologica e l’unificazione europea per risolvere il
problema nazionale. I polacchi hanno invece una diversa versione di cosa è
andato male in Europa. La Germania e la Russia erano diventate troppo potenti e
troppo pericolose. La cooperazione energetica odierna fra Germania e Russia è
vista dai polacchi come un’alleanza contro di loro. Alcuni pensano anche che i
disastri della guerra fossero causati dal carattere nazionale dei tedeschi.
I polacchi non sono i soli a temere la Germania. C’è una
profonda vena anti tedesca nell’euroscetticismo dell’Inghilterra. Anche i Cechi
nutrono sospetti verso i tedeschi. La differenza è che la Polonia è l’unico
paese in cui queste paure dettano ancora la politica. Nella maggior parte dei
paesi il sospetto è ormai estinto, e temono di più un’economia tedesca debole
che una forte. La Ue è andata avanti dai giorni in cui il contenimento dei
tedeschi era il suo centrale obiettivo.
(Financial Times 17 luglio 2007, pag. 9)