1 -           Distribuzione. Carrefour si impone in Cina adattando il suo
modello
Il gruppo ha aperto il suo 85°
ipermercato cinese.
(En adaptant son modéle, Carrefour s’impose en Chine)
Carrefour ha aperto il suo 85° ipermercato cinese in una
città satellite della capitale Pechino. La Cina è il paese in cui Carrefour è
cresciuto più rapidamente da quando vi si è installato nel 1995, e quest’anno
dovrebbe realizzare una cifra d’affari di 2,5 miliardi di euro. Il gruppo ha
raddoppiato in tre anni il numero dei suoi centri, l’obiettivo è di arrivare nel
2007 a 120.
Fare i distributori in Cina non è un lungo fiume
tranquillo. I gruppi occidentali devono muoversi in accordo con le autoritĂ
locali e con i partner locali (grossisti statali, societĂ fondiarie
parapubbliche …).
Carrefour deve dunque adattare costantemente la sua
strategia alla politica portata avanti dalle autoritĂ cinesi, che negli ultimi
tempi stanno cercando di riequilibrare lo sviluppo economico del paese a favore
delle regioni del centro e dell’ovest, meno sviluppate delle zone costiere.
Accettando di investire in queste zone, Carrefour si
garantisce il sostegno dell’amministrazione, che consente al gruppo di ottenere
nuove autorizzazioni per aprire nelle grandi cittĂ , come Pechino e Shanghai.
Per investire nelle zone meno sviluppate, dove i clienti spendono il 40% meno
di quelli delle aree più sviluppate, è stato necessario trovare un modello
economico che rendesse comunque redditizia l’apertura degli ipermercati.
Carrefour è presente in 31 città . Il gruppo vuole evitare
di cadere nella trappola di una gara con il suo grande concorrente Wal-Mart,
che ha recentemente acquistato la cinese Trust-Mart per 1 miliardo di dollari e
che potrebbe detronizzarlo in numerosi centri.
Il gruppo si è fatto le ossa in Brasile e Argentina, e
nonostante la forte concorrenza guadagna in Cina a partire dal 2001 e la sua
filiale si auto finanzia, il che significa che i 150 milioni di euro investiti
ogni anno (su un totale di 3 miliardi per il gruppo) sono sostenuti da
Carrefour Cina.
Il gruppo assume oggi 10.000 dipendenti in Cina e aumenta
i suoi effettivi a un ritmo di 20% all’anno. Oltre ai problemi relativi alla
formazione, si trova davanti un turn-over importante che raggiunge il 40%.
“Non dobbiamo bruciare le tappe, ma stabilizzare l’attuale
ritmo di crescita” afferma M.Duran, presidente di Carrefour.
Giro d’affari: le vendite mondiali del ramo ipermercati di
Carrefour rappresentano 49.5 miliardi di euro. In Cina, rappresentano 2,06
miliardi di euro (2005).
Dipendenti: Carrefour impiega 40.000 persone in Cina.
Numero di negozi: il gruppo aprirĂ 100 nuovi centri nel
mondo, di cui 25 in Cina dove giĂ conta 85 ipermercati Carrefour e 253 negozi
Dia (maxidiscount). Ha 188 milioni di clienti.
Concorrenti: In Cina, i principali concorrenti sono l’americano
Wal-Mart e il britannico Tesco e Auchan.
Le Mpnde 30.10.06, pag. 10
2 -Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Economia
albanese - Finalmente arrivano i bei tempi
(Good times, at last)
In Albania le cattive notizie sono all’ordine del giorno:
il paese è corrotto, lo stato è debole e il crimine organizzato è forte. Eppure
negli ultimi cinque anni c’è stato un notevole cambiamento passato inosservato.
C’è nell’aria un certo rinascimento: nuovi palazzi, strade in costruzione o
riparazione, posti degradati in ripresa.
Il traffico dei clandestini è stato scoraggiato e una
parte dei suoi profitti sono finiti nelle costruzioni e in affari legali. Con
la riduzione dell’illegalità , alberghi e ristoranti attraggono vacanzieri albanesi
dai vicini Kosovo e Macedonia.
La relativa stabilitĂ degli anni passati, ha aiutato
l’Albania a attrarre banche straniere che hanno introdotto novità come i mutui,
che a loro volta hanno promosso il boom delle costruzioni.
Un terzo della popolazione è emigrata e invia soldi a casa
che hanno contribuito a finanziare le costruzioni e i consumi. Come i profitti
del crimine organizzato, benché la polizia sostiene che una serie di campagne
educative hanno notevolmente ridotto il fenomeno delle ragazze vendute
all’estero come prostitute.
La disoccupazione è attorno al 15%, ma in Kosovo e
Macedonia ha un tasso ancora superiore, del doppio se non di piĂą.
Oggi le grandi preoccupazioni sono il futuro dell’economia
– le rimesse potrebbero non bastare a creare lavori sostenibili – e
l’atteggiamento del Primo Ministro, Sali Berisha, accusato dai critici di
ingerenze sulla vita pubblica. Ma l’impressione è che alcune istituzioni
albanesi siano oggi piĂą in grado di resistere alle pressioni che nel passato.
Nei prossimi mesi la tensione nei Balcani crescerĂ quando
il Kosovo, abitato prevalentemente da albanesi, andrà verso l’indipendenza. Ma
in Albania c’è poco interesse verso la creazione di un Grande Stato albanese.
Dato che il collasso del 1997 ha avuto un impatto diretto sullo scoppio della
guerra in Kosovo, maggiori ricchezza e stabilitĂ in Albania sono importanti per
chiunque nei Balcani.
The Economist
28.10-3.11.06, pag. 42
(Le président chinois Hu Jintao annonce que la Chine
doublera son aide à l’Afrique)
La Cina, secondo le parole pronunciate il 4 novembre dal
presidente Hu Jintao, offrirĂ cinque miliardi di dollari fra prestiti e crediti
ai paesi africani nel corso dei prossimi tre anni, raddoppiando così il suo
aiuto al continente africano. Sono state queste le conclusioni del vertice
sino-africano organizzato a Pechino e che riuniva i rappresentanti di una
cinquantina di stati africani. “La popolazione cinese e africana sommate costituiscono
oltre un terzo della popolazione mondiale. Se non ci sono pace e sviluppo in
Cina e Africa, non ci saranno pace e sviluppo nel mondo” ha sostenuto il
presidente cinese.
Le Monde 6.11.06, pag. 5