1 - Adesso compri anche alle due e mezza
I primi
grandi magazzini a Berlino hanno sfruttato da subito le possibilità offerte dai
nuovi orari, e tenuto aperto tutta la notte: quella di Berlino è la prima
amministrazione che ha liberalizzato gli orari di apertura, dopo la riforma del
federalismo. Ma quanti useranno effettivamente i nuovi orari? Un conto è il
Kulturkaufhaus nel centro di Berlino, altro è un grande magazzino, che forse
terrà aperto, quando si avvicina il weekend, fino a mezzanotte.
Handelsblatt.com, 18.11.06
2 - Comprare nelle 24 ore - Anche l’Assia vuole eliminare le
chiusure dei negozi
Dopo
Berlino, Sassonia-Anhalt, Renania settentrionale-Westfalia e
Renania-Palatinato, l’Assia sarebbe per ora l’ultimo Land della Germania
Federale che, se tutto va secondo quanto previsto dal relativo disegno di
legge, avrà l’ampliamento degli orari di apertura dei negozi. Sassonia e Bassa
Sassonia dovrebbero seguire, nel 2007.
La
riforma del federalismo ha prodotto in Germania uno spostamento della
responsabilità di queste regolamentazioni al diversi Laender della Repubblica
e, dallo scorso fine settimana, a Berlino, si sono già avuti gli effetti della
nuova normativa locale, la più liberale finora. Nella capitale infatti i
negozianti possono tenere aperti i loro esercizi fino a dieci domeniche e
festività all’anno, oltre a potere tenere aperto 24 ore su 24 nei giorni
lavorativi. Si ritiene però che si avvarranno di questa possibilità soprattutto
nel prossimo periodo natalizio.
Handelsblatt.com, 17.11.06
3 - Chiusura dei negozi: riesci ancora a capire?
La Bild Zeitung saluta la
caduta di orari di chiusura predeterminati definendoli “nemici del cliente”,
domandandosi però perché mai la nuova regolamentazione sia così caotica. Ogni
Land fa di testa sua, sostiene, con svantaggi per i consumatori. Ad esempio
Sassonia e Renania Palatinato, a differenza di quanto si è visto per Berlino,
permettono l’apertura nei giorni lavorativi dalle 6 alle 22. Anche per le aperture
domenicali e festive si lamentano notevoli differenze.
La Bild riferisce come
Pellenghar, il portavoce dell’Associazione nazionale dettaglianti HDE, esprima
il notevole disagio apportato alla clientela e auspichi orari di apertura
unitari, in pratica: “nessuna limitazione di sorta dal lunedì alla domenica”
4 - Signor Thatcher?
Le riforme potrebbero finalmente
diventare popolari in Italia
Il cinismo sulla politica italiana è facile, ma a volte
mal riposto. L’11 novembre Francesco Rutelli ha pubblicato un progetto per le
liberalizzazioni. Alcuni punti sembravano piuttosto triviali, tipo la
deregulation degli autobus scolastici, dei servizi navetta per gli alberghi e
delle limousine. Ma altri volavano alto: un po’ più di concorrenza nell’energia
e nelle ferrovie, facendo sì che i fornitori dei pubblici servizi si
sottopongano alle gare di appalto e misurare la loro efficienza in base alla
soddisfazione del consumatore.
Rutelli è noto per essere più un abile manovratore che un
politico di convinzioni. In origine era un Radicale anti-clericale, poi è
diventato un Verde poco prima di spostarsi verso il centro. Nell’attuale
governo è visibilmente sotto impiegato, con un ministero che include la cultura
e il turismo.
Anche se, come è stato fatto notare, il piano di Rutelli
non comprende nulla di nuovo rispetto a quanto già suggerito in precedenza da
prodi, è tuttavia rilevante. In una società in cui l’opinione pubblica ha
sempre favorito la regolamentazione e la cartellizazione, un politico dotato di
fiuto invoca riforme liberali. Anche le reazioni al precedente decreto Bersani
sono state positive. Potrebbe trattarsi di un cambiamento storico.
I liberalizzatori però hanno bisogno di un forte sponsor.
La finanziaria 2007 privilegia l’aumento delle tasse piuttosto che il taglio
delle spese, sotto l’influenza della sinistra. Ma è previsto che una volta
approvata la legge finanziaria, Prodi sosterrà le riforme. Se il governo pensa
veramente di attuare le riforme, prima o poi si troverà a dover affrontare
l’opposizione dei potenti sindacati italiani. Benché il piano Rutelli offra
delle reti di protezione a chi sarà danneggiato dalle liberalizzazioni,
qualcuno dovrà indurire la fermezza del governo.
Rutelli vuole quel lavoro. E’ stato un sindaco di Roma
efficiente e di grande effetto. Ora un ruolo maggiore lo chiama.
The Economist, 18.11.06,
pag 30