(The Phenom)
Il crescente successo di Barak Obama è un notevole evento
politico.
Il suo successo deriva dal bisogno di “cambiamento”di un
elettorato insoddisfatto e dalla sua capacità di intercettarlo. Il suo
messaggio per una politica ottimista, postpartigiana, postrazziale non mira
tanto a sconfiggere la Clinton, ma a trascenderla. Per la Clinton è un vero
incubo che il successo di Obama è più radicato nel suo stile che nella sua
sostanza. E’ improvvisamente diventato un fenomeno, di quelli che la cultura
pop produce a piè sospinto ma che la politica produce raramente.
Il suo successo comunque deve qualcosa ai Clinton e alla
loro strategia. Ad un elettorato che che cerca nuove idee i Clinton promettono
un “ritorno al futuro”: hanno impostato la campagna su un ritorno alla pace e
alla prosperità degli anni 90 dimenticando quello che in quel decennio è
accaduto: la sconfitta dei Democratici al Congresso, gli scandali, il sorgere
di al Qaeda. La sensazione è che i Clinton vorrebbero una seconda opportunità
per completare quello che non hanno fatto all’epoca, mentre nel paese si pensa
che avendo già avuto la loro occasione, è meglio cambiare. I Democratici
americani si stanno convincendo che non sono solo i Clinton a poter battere i
Repubblicani, e che Obama è abbastanza duro e forte da potercela fare.
(Wall Street Journal 14
febbraio 2008, pag.11)
2 - 20 nazioni
europee respingono il nuovo sforzo per raggiungere un accordo sul commercio
(20 EU nations reject new effort to reach trade deal)
20 nazioni europee hanno respinto l’ultima proposta
dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) per un accordo sul commercio
mondiale sostenendo che era troppo dannosa per l’agricoltura europea.
“Preferiamo che non ci sia un accordo, piuttosto che avere un cattivo accordo”
ha detto il Ministro francese dell’agricoltura. La reazione dei ministri UE ha
messo in luce la divisione tra paesi ricchi e paesi poveri all’interno dell’
OMC che negli ultimi mesi non sono riusciti a superare i loro punti di
disaccordo.
(International herald
Tribune 19 febbraio 2008, pag. 9)