(China growth is expected to slow but stay strong)
Secondo un recente rapporto
della Banca Mondiale, intitolato “Prospettive dell’economia globale per il
2007: Gestire la nuova ondata della globalizzazione”, l’economia cinese rallenterĂ
nei prossimi due anni ma resterĂ forte e spingerĂ la crescita economica in Asia
Orientale.
La Banca ha anche avvertito che
un rallentamento negli U.S.A. potrebbe danneggiare le economie dell’Asia
Orientale che dipendono dalle esportazioni, ma che un sana domanda dall’interno
della regione dovrebbe compensare il rallentamento. La flessione della domanda
in Europa e negli U.S.A. sarĂ parzialmente controbilanciata da una crescente
domanda di importazioni da parte della Cina, dalla crescita delle esportazioni
in altri paesi a rapido sviluppo.
L’economia cinese dovrebbe
espandersi del 9.6% l’anno prossimo e dell’8.7% nel 2008, in flessione rispetto
alle previsioni del 10.4% di quest’anno.
Le autoritĂ cinesi hanno cercato
di rallentare il boom nell’edilizia e nei prestito bancari, temendo che le
imprese e i prestatori potessero ritrovarsi con grossi debiti. Finora i segnali
di un rallentamento dell’economia sono stati scarsi.
Segnali di surriscaldamento sono
limitati a settori specifici dell’economia cinese. Alti tassi di investimento e
capacitĂ produttiva inutilizzata in numerosi settori dominati da imprese di
stato lasciano aperta la possibilitĂ che si verifichi un drastico declino degli
investimenti. Tuttavia, la robusta domanda di investimenti e i consumi privati
manterranno l’economia forte.
L’Asia Orientale e il Pacifico
cresceranno dell’8.7% l’anno prossimo, in flessione rispetto alla previsione di
quest’anno del 9.2%. La crescita sarà aiutata da modesti benefici provenienti
dalla stabilizzazione del prezzo mondiale del petrolio e dalle facilitazioni
della politica monetaria.
Altri paesi dell’area hanno
mostrato una forte crescita, come il Vietnam, il cui 8% è sostenuto da forti
esportazioni, consumi domestici e investimenti. La Banca prevede anche per il
Vietnam un rallentamento al 7.5%.
Il PIL del Sue est Asiatico,
sostenuto dall’India, dovrebbe crescere del 7.5% l’anno prossimo, dopo aver
toccato l’8.2% quest’anno. L’economia indiana dovrebbe espandersi dell’8.7%
quest’anno e del 7.7% l’anno prossimo grazie soprattutto a una crescita non
agricola, bassi tassi di interesse e un aumento dei risparmi familiari.
L’inflazione nella regione è cresciuta in media dal 3.8% nel 2003 al 7.8% a
settembre.
(The Wall Street Journal, 14.12.2006, pag.13)
(U.K. wakes up to coffee)
Floride catene vedono uno spazio
di crescita: una via d’ingresso in Europa?
Un’insaziabile sete di espresso
ha creato un fiorente mercato per le catene di caffè nel Regno Unito che ora
cercano di espandersi nelle cittĂ piĂą piccole. Nonostante la sua reputazione di
possedere un caffè che sembra tè e un tè che sa di caffè, l’Inghilterra è oggi
il secondo grande mercato per le catene di caffè e rappresenta la metà delle
vendite europee, secondo l’ufficio di consulenza Allegra Strategies.
I bar che vendono un caffè in
stile americano hanno cominciato a comparire qui alla fine degli anni 80 quando
la Starbucks ha acquistato 65 negozi. Oggi la competizione è feroce. Ma i due
attori principali, Sturbucks e Costa Caffè possiedono ciascuno solo la metà dei
punti vendita che la Sturbucks possiede da sola negli USA, e la maggior parte
degli analisti è concorde nel ritenere che c’è ampio spazio di crescita per i
due e per il gruppo Caffè Nero.
Le imprese stanno cercando siti
appropriati nelle cittĂ piĂą piccole e nei suburbi di Londra. Allegra Strategies
si aspetta che le entrate raddoppino nei prossimi 5 anni dai 2,38 miliardi di
dollari di quest’anno. Le compagnie stanno cercando di entrare in Europa
continentale benché fattori culturali renderanno più arduo lo sviluppo in quei
paesi.
Il Presidente della Sturbucks
per l’Europa, il Medio oriente e l’Africa afferma che cinque anni fa la gente
diceva che il mercato era saturo, e invece la Sturbucks prevede di aprire 5.000
bar in un futuro molto prossimo, dai 1000 che possiede oggi. Il Regno Unito è
sempre stato piĂą disponibile del mercato europeo ad accettare i concetti
americani, ma c’è una lunga storia di marchi americani che hanno raggiunto
l’Europa continentale attraverso l’Inghilterra.
Certo il mercato inglese è
diverso da quello americano. La maggior parte dei clienti consuma nel bar
piuttosto che portarsi in giro il caffè, ma il manager di Costa Caffè è
convinto che la percentuale della clientela da asporto può aumentare,
aumentando così il numero dei clienti. Le catene stanno cercando di impiantare
le attivitĂ dove la gente tenderĂ a portare via la sua bevanda puntando
specialmente sugli impiegati pendolari. Costa Caffè progetta di quadruplicare
il numero dei suoi negozi portandoli a
2000 entro i prossimi 5 anni e per ora si è focalizzata sul Regno Unito,
l’Europa Orientale e l’Asia. Vede invece difficile ripetere i successi avuti in
Inghilterra negli altri paesi dell’Europa Occidentale, dove più forte è la
concorrenza locale e troppo diverse le abitudini al consumo di caffè.
Sturbucks pensava di iniziare
aprendo in Germania ma riconosce che le previsioni di crescita nei paesi
dell’Europa Occidentale sono scarse. In Italia ad esempio dove normalmente il
caffè si beve in piedi , il prezzo è regolato dal governo. L’Italia sarà in
fondo alla lista delle loro priorità , ma Allegra sostiene che il caffè in stile
anglo-americano ha delle potenzialitĂ anche in Italia, se le imprese
assoceranno al loro marchio l’esperienza e il relax urbano.
In ultima analisi non è di caffè
che si tratta.
(The Wall Street Journal, 20.12.2006, pag. 4)