(China looks to ease its one-child restriction)
La Cina sta considerando di alzare gradualmente il limite
di figli che una coppia può avere. Sta infatti crescendo una preoccupazione
sulle conseguenze della politica del figlio unico che avrebbe evitato dagli
anni 70 400 milioni di nascite. I funzionari sostengono che se questa politica
ha da un lato alleggerito il peso sull’ambiente e le risorse, dall’altro
determina una diminuzione dei cittadini in etĂ lavorativa che potrebbe avere
come conseguenza il fatto che la Cina “diventerà vecchia prima di diventare
ricca”, nel 2030 infatti si considera che il 20% della popolazione avrà più di
60 anni. Di qui il bisogno di cominciare a rivedere quella politica.
In questi anni gli analisti hanno piĂą volte proposto una
riforma o l’abolizione dell’attuale sistema di controllo della crescita della
popolazione, ma i funzionari hanno sottolineato il bisogno di mantenerlo.
L’alleggerimento delle restrizioni, se ci sarĂ , sarĂ
graduale e prudente per evitare cambiamenti improvvisi. Una delle conseguenze
sarà anche la diminuzione di un senso di risentimento verso l’intrusione nella
vita privata di uno stato comunista che ha altrimenti ampiamente liberalizzato
la politica sociale.
Al momento il 30-40% della popolazione ha il permesso di
avere due o piĂą figli. Nelle aree urbane, genitori che sono figli unici possono
avere due figli mentre nelle aree rurali possono avere un secondo figlio se la
prima era una bambina.
(Financial Times, 29 febbraio 2008, pag. 6)
Si dice che la perdita di
popolarità dell’attuale Presidente francese sia dovuta all’eccessiva
esposizione mediatica della sua vita privata e alle relazioni, troppo
eclatanti, con i suoi amici miliardari. Queste sono, solo in parte, le cause
del “fenomeno Sarkozy”. Un’analisi più approfondita volge lo sguardo alle
funzioni tradizionali che un Presidente francese deve ricoprire. La perdita di
popolaritĂ di Sarkozy sarebbe dovuta principalmente al suo essersi scostato
dalla Figura Ideale di Presidente, imposta all’inizio della V° Repubblica, dal
Général de Gaulle.
Il Presidente Ideale ha 3
funzioni cardini: 1) Presidente Arbitro (non arbitro-spettatore, che si
accontenta di contare i punti, bensì arbitro-attore, che dopo dibattiti e
discussioni, segni la linea da seguire e, in caso di crisi, sappia offrire
delle soluzioni); 2) Presidente Riunificatore (una persona che sappia andare
oltre il suo partito e sia in grado di far convergere i diversi punti di
vista); 3) Presidente dell’Essenziale (nel senso che si occupi delle linee
guida essenziali del Paese).
Sarkozy non segue nessuna delle
tradizionali funzioni: Presenta le sue idee come delle decisioni giĂ prese,
fuorviando le discussioni intermedie; anche dopo essere divenuto presidente,
egli è rimasto leader e tenace rappresentante del suo partito, l'UMP (Union
pour un Mouvement Populaire - partito membro del Partito Popolare Europeo, è
nato nel 2002 dalla confluenza dei neogollisti dell'RPR - Rassemblement Pour la
République -, dei liberali di DL - Démocratie Libérale -, e di una parte dei
centristi dell'UDF - Union pour la Démocratie Française); infine, anziché
fissare chiare ed essenziali prioritĂ per riformare il paese, egli lancia, ogni
giorno, un dibattito nuovo, prima incontrando i sindacati dei tassisti, subito
dopo i rappresentanti dei tabaccai, e promettendo poi aumenti ai titolari dei “minimum vieillesse” (pacchetto servizi rivolto ai pensionati).
PiĂą che un modello presidenziale francese, Sarkozy ricorda Tony Blair, Leader,
nello stesso momento, del suo Paese e del suo Partito. Ma non bisogna
dimenticare che in Francia, i poteri estesi riconosciuti al Presidente sono
consacrati dal voto diretto della popolazione intera e perciò le pratiche
inglesi mal si affiancano alle abitudini della V° Repubblica.
Come reagirĂ dunque
Nicolas Sarkozy di fronte all’impopolarità ? Deciderà di riavvicinarsi al
trittico della V Repubblica, abbandonando di conseguenza parte del suo essere;
oppure proseguirĂ per la sua strada aspettando che i francesi si abituino al
cambiamento da lui imposto?