CONFCOMMERCIO – IMPRESE PER L’ITALIA
OSSERVATORIO STAMPA ECONOMICA
INTERNAZIONALE
Rassegna di economia e politica internazionale a cura
dell’Area Politiche per lo Sviluppo -
Settore Internazionalizzazione
Numero: 9
1 - L’Italia
si batte per imporre la disciplina alle regioni
(Italy battles to impose
discipline on its regions)
Mentre Brussel si sforza di
imporre una disciplina fiscale sulla lontana Atene, il governo italiano si
batte per controllare le finanze pesantemente indebitate delle sue regioni.
L’Italia è come un microcosmo dell’Europa, nota Stefano Manzocchi, un
economista della Luiss, pensando alle discrepanze di ricchezza e entrate fra il
nord e il sud, e i problemi che deve affrontare un debole governo centrale nella gestione di un sistema quasi
federale mentre il debito nazionale sale alle stelle. Tre regioni hanno pesanti
debiti: Lazio, Calabria e Campania. Dati della Banca d’Italia mostrano che i
prestiti richiesti dalle autorità locali sono aumentati di 7.1 miliardi di Euro
nel 2009. Le 20 regioni incidono per l’80% sul totale delle spese. La sanità,
gestita dalle regioni, incide sui loro bilanci per il 64% e continua a
crescere. Alcune regioni si comportano bene, altre no. Nel sud i soldi vengono
spesi principalmente per tener fede alle promesse elettorali o in corruzione,
con il settore sanitario che diventa un grande contribuente alle entrate della
mafia. Le limitazioni budgetarie costringeranno le regioni ad aumentare le
tasse. Il progetto di legge per il federalismo fiscale dovrebbe mettere ordine
nelle finanze delle regioni. Contemporaneamente lo Stato sta classificando le
proprietà nazionali (edifici e risorse naturali) suddividendole fra stato,
regioni e province. Stabilire chi possiede cosa porterà alla vendita di
gioielli come caserme e fari per ridurre il debito.
(Financial Times, 24 maggio 2010, pag.2)
2
- Crisi agricola: i distributori “si impegnano” a ridurre i loro margini
(Crise agricole: les
distributeurs “s’engagent” à réduire leurs marges)
La grande distribuzione si
impegnerà a ridurre i suoi margini in caso di crisi nel settore frutta e
legumi, l’annuncio è stato fatto dalla Federazione delle imprese del commercio
e della distribuzione (FCD) a poche ore da una riunione con il Capo dello Stato
sulla materia.
Ogni insegna firmerà il suo
impegno individualmente. Sarkozy ha minacciato di aggiungere una tassa sulla
superficie commerciale alle imprese che non si impegneranno in questo senso.
La FDO si dice contraria
all’introduzione di una tassa perché sostiene che in ultima istanza sono sempre
i consumatori a pagare. Secondo la legge, spetta al governo indicare quando
frutta e legumi sono in stato di crisi, e la situazione è tale per il calo dei
consistente dei prezzi rispetto alla media degli ultimi cinque anni.
(Le Monde 17 maggio 2010, edizione online)