(WTO’ Lamy is optimistic Doha trade talks will reopen)
Il capo dell’OMC, Pascal Lamy,
spera che USA e Europa siano pronte a fare concessioni riguardo ai tagli agli
aiuti all’agricoltura sufficienti per riaprire il Doha Round che giace in
condizione di stallo.
Se le trattative, moribonde da
luglio, riprendessero, Lamy sostiene che le realtà politiche detterebbero
un’agenda molto stretta. Tutte le grosse questioni dovrebbero venir risolte
entro giugno di modo che il Presidente Bush possa offrire un quadro chiaro al
Congresso quando chiederà un estensione della sua autorità a negoziare gli
accordi commerciali senza bisogno che i legislatori rivedano frase per frase,
un’autorità che appunto scade a giugno.
Un accordo finale dovrebbe
essere a quel punto pronto per venir adottato dagli USA alla fine del 2008 o ai
primi del 2009.
L’ostacolo maggiore resta
l’agricoltura. Il Doha Round venne lanciato nel 2001 allo scopo di aprire le
economie più ricche a maggiori importazioni di cibo in cambio di un maggiore
accesso ai mercati dei servizi e dei prodotti industriali dei paesi in via di
sviluppo (PVS).
Finora i negoziati non sono
andati oltre una disputa fra USA e Europa su quanto aprire i loro settori
agricoli. Gli USA sostengono che la UE non offre sufficienti tagli alle sue
tariffe. La UE dice che il governo USA fornisce sussidi troppo alti. Lo scorso
anno i negoziatori non sono riusciti a trovare un compromesso.
Lamy spera che il Commissario
Mandelson riesca a risolvere le dispute all’interno della UE e che gli
agricoltori americani possano venir resi più flessibili dalle promesse di
aprire più mercati alle esportazioni di prodotti importanti come la soia e il
cotone.
Risolvere la questione agricola
comunque sposterà l’attenzione su altri temi che potrebbero essere similmente
spinosi. Ad esempio, dettaglianti europei e americani come Tesco, Carrefour e
Wal Mart non possono costruire in India; i paesi ricchi vorrebbero esportare di
più in Brasile, che però applica ai prodotti non agricoli una tariffa tre volte
maggiore di quella europea (3.9%). Poi c’è la questione, importante per
l’Italia, degli “indicatori geografici” che identificano il luogo in cui il
prodotto è stato fabbricato. USA, Canada e Australia si rifiutano di inserire
questo diritto d’autore (ad es., Prosciutto di Parma) del cibo e delle bevande
tradizionali nella normativa dell’OMC. In Canada il “Prosciutto di Parma” è
un’etichetta che appartiene a un’impresa, la Maple Leaf Foods. La UE vorrebbe
metterla fuori mercato, ma il governo canadese si oppone.
Se la scadenza di giugno verrà
saltata, il Doha Roun fallirà una seconda volta e potrebbe venir abbandonato.
Wall Street Journal, 1.03.07, pag. 2
(Moscou se dote d’une nouvelle doctrine militaire)
Di fronte al rafforzamento
delle forze militari dei paesi della NATO, Mosca ha deciso di cambiare la sua
vecchia politica militare, in vigore da sette anni, con una nuova, ha
annunciato il Consiglio di sicurezza russo il 5 marzo. L’annuncio fa seguito
alle recenti tensioni con gli Stati Uniti. L’inquietudine delle autorità
politico-militari di Mosca non ha fatto che aumentare dopo l’annuncio degli
Stati Uniti di voler dispiegare uno scudo antimissile in Europa centrale (Polonia
e Repubblica Ceca).
Gli Stati Uniti hanno tentato di
sottolineare che lo scudo non è contro la Russia ma vuole proteggere gli stati
dell’Europa centrale dagli eventuali attacchi dell’Iran e della Corea del Nord,
ma i russi non ci credono e minacciano di riprendere la produzione di missili a
medio raggio se lo scudo viene installato in quella che continuano a
considerare una loro zona di influenza.
Con l’ambizione di ridiventare
un attore di peso sul palcoscenico internazionale e controbilanciare il potere
americano, la Russia, forte dei suoi petrodollari, cerca di modernizzare il suo
equipaggiamento militare Da oggi al 2015 prevede di spendere 144 miliardi di
euro per modernizzare i suoi armamenti.
Presunto candidato alle elezioni
presidenziali del 2008, il vice Primo Ministro Ivanov, vecchio collaboratore di
Putin al KGB, è stato recentemente riconfermato a capo di questo settore.
Ivanov ha annunciato il lancio di un programma di armamenti di quinta
generazione nel campo degli antimissili e della difesa spaziale per il
2007-2015. Ma forse non è molto credibile come piano visto che il ritardo che
devono colmare è di oltre venti anni.
Le
Monde, 7.03.07, pag. 4