Aeroporto di Firenze, "unica scelta possibile per lo sviluppo"

Per Anna Lapini, presidente di Confcommercio Toscana, "chi è contro il progetto si rende complice del grave ritardo infrastrutturale che le nostre imprese scontano ormai da decenni". Cursano (Confcommercio Firenze): "la scelta di puntare su Peretola non è dettata da interessi di qualcuno".

"Le imprese italiane scontano ormai da decenni un ritardo infrastrutturale che si va facendo sempre più grave. Rinunciare all'opportunità di un nuovo aeroporto per Firenze significa diventare complici di questo ritardo, con conseguenze anche pesanti sullo sviluppo economico e turistico della Toscana. Chi è contro a questo progetto deve assumersi questa precisa responsabilità nei confronti del sistema economico": così Anna Lapini, presidente di Confcommercio Toscana, che continua: "la questione ‘aeroporto sì - aeroporto no' non può trasformarsi in alcun modo in una lotta di classe", prosegue Anna Lapini, "dobbiamo anzi sottrarla con forza agli interessi di parte e alle faziosità, per riportarla invece al centro di una discussione quanto più possibile obiettiva e razionale, l'unica capace di individuare il merito effettivo di questo progetto a medio e lungo termine". "Ci vuole meno ideologia e più pragmatismo. Da imprenditori, noi siamo abituati a ragionare sui numeri, con lo sguardo sempre rivolto al futuro. E i numeri previsionali ci confermano che l'ipotesi del nuovo aeroporto porterebbe benefici su molti fronti. È l'unica scelta possibile da fare se vogliamo per la Toscana un futuro di lavoro, occupazione e benessere", conclude la presidente di Confcommercio Toscana.  Sulla stessa lunghezza d'onda è anche Aldo Cursano, presidente della Confcommercio fiorentina, che sottolinea la straordinaria unità di intenti sul tema aeroporto dell'intero sistema economico fiorentino: "sul sostegno all'aeroporto e il suo potenziamento esiste una convergenza di opinioni tra tutte le associazioni di categoria del commercio, dell'artigianato e dell'industria come forse su nessun altro tema. È la dimostrazione che la scelta di puntare su Peretola non è dettata da interessi di qualcuno ma da una generale strategia comune: dotare Firenze di infrastrutture a livello del suo prestigio e della sua storia".