Editoria scolastica, grido d'allarme delle librerie

Editoria scolastica, grido d'allarme delle librerie

Le cinque richieste dell'Associazione dei librai per aiutare per aiutare le attività che fanno fatica a sopravvivere e per denunciare l’urgenza di una riforma dell’editoria scolastica.

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5 agosto 2022

L’’Associazione Librai Italiani tramite il suo presidente, Paolo Ambrosini, torna a far sentire la sua voce per mettere in evidenza le criticità del settore dei libri di testo. “La rete delle librerie e cartolibrerie – ha detto Ambrosini - è oggi messa a rischio dalla bassa marginalità sui libri scolastici riconosciuta dagli editori ai librai. Una contrazione costante negli anni iniziata dopo la denuncia nel 1991 da parte di Aie degli accordi economici con Ali che regolavano il rapporto editore-libreria per i libri di testo”. “Da allora – ha sottolineato il presidente Ali - in trent’anni, le librerie hanno perso il 40% della marginalità passando da un margine del 25% previsto nell’accordo a un valore medio che ora si attesta attorno al 16% e che per la rete commerciale più di prossimità è anche inferiore al 13%. Di fatto sono fuori mercato dato che l’attuale legge consente la vendita di libri di testo con sconto al pubblico fino al 15% del prezzo di copertina”.

Come se non bastasse poi, la riduzione di margine è stata solo in minima parte compensata da un miglior servizio alle librerie, e così si opera ancora in assenza di informazioni strutturate sulla disponibilità del prodotto e sui tempi della sua reperibilità.

La distribuzione intermedia dei libri registra un blocco limitato nel periodo estivo, mentre nel caso dei libri di testo le attività distributive vengono sospese per circa tre settimane con pesanti ricadute sul servizio in vista dell’avvio del nuovo anno scolastico. Questo accade ancora in un anno nel quale tutti gli editori lamentano difficoltà nella produzione per colpa del caro carta e la difficoltà del suo reperimento, e dopo una chiusura di campagna scolastica nel 2021 fortemente segnata da ritardi distributivi tanto da impegnare il ministro alla Cultura, Dario Franceschini, in un question time alla Camera.

Il rapporto commerciale – ha osservato Ali  oltre ad essersi deteriorato per la riduzione di marginalità, ha tolto al libraio alcune leve competitive rispetto ai nuovi canali di commercializzazione, che spesso usano il libro come “articolo civetta” offrendolo però solo per un periodo limitato e potendo così rinunciare alla totalità del margine in cambio della vendita di altri beni e servizi (cross merceologico)”.

E se tutto questo già non fosse sufficiente per determinare una situazione di grande difficoltà c’è anche il tema della concentrazione per quel che riguarda la produzione editoriale con 4 gruppi editoriali che oggi controllano circa l’80% del mercato. “Un fatto – ha detto Ambrosini - che  determina una riduzione della competitività all’interno della filiera e espone maggiormente gli operatori commerciali librai, e non solo, a politiche commerciali imposte”.

La riduzione della marginalità e il ritardo nell’adeguamento del servizio distributivo, oltre alla forte
concorrenza sul prezzo di fatto “avallata” dagli editori, ha nel tempo determinato una rarefazione
della rete commerciale. Come risulta dal nostro Osservatorio sulle librerie circa il 28,8% di quante
fanno scolastica se dovesse rinunciare alla scolastica dovrebbe chiudere, mentre il 21,3% dovrebbe intervenire su struttura e organizzazione.

Le proposte di Ali

Sono cinque le richieste che l’Associazione dei Librai Italiani, insieme a Federcartolai, la Federazione nazionale cartolai aderente a Confcommercio, hanno fatto alle istituzioni per aiutare le librerie che fanno fatica a sopravvivere e per denunciare l’urgenza di una riforma dell’editoria scolastica.

Le proposte avanzate sono le seguenti:

  • Detrazione fiscale;
  • Aggio minimo del 25% per i libri scolastici di adozione;
  • Sconto per il consumatore finale al 5% anche sui libri scolastici di adozione ( ora al 15%);
  • Servizi distributivi : maggiore celerità nelle consegne, un’unica piattaforma per gli ordini con disponibilità del prodotto visibile online, riduzione del fermo distributivo estivo;
  • Blocco delle vendite dirette nel scuole da parte di collaboratori degli editori
  • Introduzione di un vincolo di utilizzo per i fondi statali trasferiti ai comuni per i libri di testo e riconoscimento degli operatori commerciali tra i creditori privilegiati dei comuni in caso di loro dissesto.

Secondo Ambrosini, "i tempi ormai siano maturi per intervenire: da oltre un anno abbiamo presentato queste richieste alle commissioni Cultura di Camera e Senato, ora è arrivato il momento di renderle note alla stampa e ai consumatori. Proprio perché con il suo intervento relativo alle adozioni dei libri e ai prezzi determina di fatto il valore del mercato dell'editoria scolastica, lo Stato adesso non può più girarsi dall'altra parte".

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