Alimentare e somministrazione, a Treviso accordo tra controllori e controllati

Intesa tra Fida, Fipe e Ulss 2 Marca Trevigiana: i controlli igienico sanitari nei pubblici esercizi e nei negozi di alimentari diventano un'occasione di crescita, di messa a punto delle buone prassi e di business.

I controlli igienico sanitari nei pubblici esercizi e nei negozi di alimentari diventano un'occasione di crescita, di messa a punto delle buone prassi e di business. Ciò grazie al progetto Stile Italiano, nato circa due anni fa grazie ad una proficua collaborazione tra Ulss 2 Marca Trevigiana e Confcommercio, che ha coinvolto aziende della somministrazione e dell'alimentare, che si sono impegnate nei progetti formativi previsti ottenendo così un marchio che è garanzia di qualità, tipicità, tracciabilità. A rompere completamente il tabù del controllo, trasformandolo in occasione di crescita e di maggiore efficienza per l'impresa, è un nuovo accordo siglato dalle categorie Fida e Fipe di Confcommercio ed Ulss 2 Marca Trevigiana, che si rivolge potenzialmente ad una platea di 4mila imprese del comparto alimentare e della somministrazione e che  integra il progetto Stile Italiano. L'accordo rientra nel quadro più ampio delle azioni intraprese dalla Ulss 2 Marca Trevigiana che, a partire dal luglio del 2017, ha dato il via al progetto sperimentale di semplificazione del sistema di autocontrollo delle microimprese del settore alimentare. Un titolo che sta ad indicare non solo un progetto, ma una vera rivoluzione, che pone le istituzioni a fianco delle imprese, per costruire insieme una migliore e più efficace cultura della salute, col risultato di sburocratizzare i controlli, di renderli più semplici ma altamente efficaci e puntuali, di calendarizzare meglio la formazione e di trasformare le microimprese in agenzie virtuose che dispensano cibo salutare e sicuro e veicolano messaggi di prevenzione della salute. In sostanza un progetto per trasformare obblighi in qualità.

L'accordo prevede che l'azienda richieda, tramite l'Associazione di categoria, una visita dell'Azienda sanitaria con la modalità dell'audit. Ciò prevede la verifica di tutte le situazioni potenzialmente critiche e la formazione periodica relativa per il personale dipendente ed i titolari, con conseguente messa a regime delle buone prassi. Per chi aderisce, scatta anche il meccanismo incentivante ed è possibile ottenere un contributo economico di 100 euro da EBiCom per la formazione. Un bonus sicurezza alimentare mai applicato prima d'ora che segna un passo in avanti nella costruzione di una cultura della sicurezza comune.

"L'auspicio - spiega la presidente di Fipe Confcommercio, Dania Sartorato - è quello di ottenere il maggior numero di aziende che sposano il concetto di qualità. Ognuna di esse, avrà fatto un percorso formativo e di autovalutazione e sottoponendosi al controllo, si impegna a mantenere il rispetto delle regole e l'attuazione di buone prassi. Più si diffonde questa convinzione, più alto sarà il livello  di qualità e responsabilità dei locali della nostra provincia e più si diffonderà la cultura della sicurezza alimentare. Non è solo un bollino di qualità, ma un marchio di consapevolezza, un'innovazione straordinaria che speriamo di far comprendere anche al consumatore."

Per Riccardo Zanchetta, presidente di Fida Confcommercio, "questo accordo garantisce una gestione corretta anche alle aziende di piccola dimensione che in questo modo hanno la possibilità di organizzare e risolvere le criticità, accedendo ad un percorso formativo mirato ed incentivato. E nel nostro territorio, sono le microimprese la spina dorsale dei piccoli paesi e dei centri urbani. La trasformazione del controllo da momento repressivo a momento incentivante diventa una leva di crescita e cambiamento fondamentale."

In sintesi, per raggiungere l'obiettivo "O O"  che sta per zero tossinfezioni e zero sanzioni, la semplificazione è la carta vincente. Tre ore all'anno di formazione bastano per apprendere un bagaglio di nozioni e competenze che salva la salute dei consumatori, tutela i redditi dell'impresa e fa risparmiare tempo. Quindi: meno carte, meno crocette, meno moduli più formazione e poche semplici regole: cuoci, separa, conserva, pulisci. Che significa in breve: pulizia del servizio igienico "vero biglietto da visita del locale", lavello con comando non manuale e lavaggio mani approfondito (fino al gomito), gestione dello starnuto (coprirsi con la piega del gomito), abbigliamento adeguato (capelli e scarpe), conoscenza dei prodotti sanificanti e dei rispettivi tempi di posa, temperatura sempre controllata, cambio taglieri, controllo etichettatura e tracciabilità, protezione dei cibi, massima attenzione agli allergeni e conseguente comunicazione degli stessi ai consumatori, corretta gestione del ciclo dei rifiuti. Il tutto rispettando i passaggi della mondatura, lavaggio, cottura, impiattamento, uscita, in un percorso di marcia in avanti per evitare qualsiasi contaminazione.

Questo accordo consolida ulteriormente la collaborazione sulla salute già in atto tra Ulss 2 e Confcommercio nei  numerosi  progetti di prevenzione: il pane mezzo sale, la merenda sana, mamma beve bimbo beve, mangia sano in pausa pranzo, pasto salutare. Di progetto in progetto, al banco del bar, tra gli scaffali dei panifici o dei fruttivendoli, al tavolo del ristorante, l'attenzione alla salute è sempre più alta e cresce di pari passo con la cultura dei consumatori, sempre più attenti al cibo che si mangia, a dove si mangia, a come viene servito e da dove viene.

07 ottobre 2019