Alloggi turistici, Ascom Padova lancia l'allarme terrorismo

Bertin: "per i molti che rispettano le regole ce ne sono altri che ritengono di poter sfruttare le maglie larghe dei controlli per eludere non solo le norme di natura fiscale, ma soprattutto quelle sulla comunicazione dei nominativi degli ospiti".

L'arresto da parte dei Carabinieri della compagnia di Abano Terme di due ladri albanesi scovati dai militari dell'Arma in un B&B dei colli patavini fa rilanciare all'Ascom l'avviso: attenzione alle strutture ricettive come i bed & breakfast e agli alloggi turistici, ovvero a quelle stanze e a quegli appartamenti cresciuti come funghi nell'ultimo periodo. I numeri, in proposito, sono estremamente interessanti: a fronte di circa 300 alberghi operanti in provincia (una cinquantina in città, un centinaio nell'area termale ed il resto negli altri comuni), le strutture cosiddette "complementari" (vale a dire affittacamere, case vacanze e B&B) raggiungono la ragguardevole cifra di 300. Niente però in confronto alle locazioni turistiche (per intenderci, gli Airbnb) che nel breve volgere di un paio d'anni sono letteralmente "esplosi" raggiungendo la cifra di oltre 750. "Per i molti che rispettano le regole – mette in guardia il presidente Patrizio Bertin – ce ne sono altri che ritengono di poter sfruttare le maglie larghe dei controlli per eludere non solo le norme di natura fiscale, ma soprattutto quelle che afferiscono la comunicazione alle autorità di pubblica sicurezza dei nominativi degli ospiti". "E' da tempo – continua Bertin – che sospettavamo che più di qualcuno evitasse di comunicare all'autorità di pubblica sicurezza i dati degli ospiti, ma da quando la magistratura, nelle scorse settimane, ha documentato la ‘copertura' offerta a bande di malviventi che razziavano il territorio, siamo tornati sull'argomento. E ci siamo tornati "approfittando" degli incontri di presentazione che ho avuto il piacere di avere col nuovo comandante provinciale dei Carabinieri, colonnello Oreste Liporace, e col nuovo Questore Paolo Fassari al quale, peraltro, hanno inviato una lettera in tal senso anche i nostri albergatori preoccupati per una concorrenza economicamente sleale ma, sotto un profilo di ordine pubblico, estremamente pericolosa". La domanda, a questo punto, è quella che tutti si pongono: ma se al posto dei ladri, nella ricettività "nera", si nascondessero anche terroristi? "L'ipotesi non è affatto peregrina – conclude Bertin – e se anche non dovessimo arrivare a tanto, è comunque fonte di grave inquietudine, da parte non solo degli operatori ma soprattutto dei cittadini. Per questo chiediamo che, a fonte di palesi e gravi violazioni delle norme, come può essere la mancata comunicazione degli ospiti, si perseguano i responsabili con assoluta severità".

21 dicembre 2017