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Appello di Ali per salvare le piccole librerie

In un intervista ad Avvenire il presidente dei librai italiani, Paolo Ambrosoli, sottolinea la necessità di detrazioni fiscali, un patto sulla distribuzione, revisione del "tax credit" per le librerie e modifica della "legge Levi" sugli sconti da applicare ai prezzi di copertina.

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31 dicembre 2020

Detrazioni fiscali, un patto sulla distribuzione, revisione del "tax credit" per le librerie e modifica della "legge Levi" sugli sconti da applicare ai prezzi di copertina. Ecco, secondo il sindacato dei librai Ali-Confcommercio, le possibili soluzioni alla grave crisi del settore: 2332 librerie e cartolerie chiuse dal 2012 al 2017 (fonte Istat), con la perdita nello stesso periodo di 4.596 posti di lavoro. E la "curva" è scesa anche negli ultimi due anni. Gli italiani leggono sempre meno (soprattutto i prodotti di carta), l'online fa una concorrenza "spietata" ai piccoli punti vendita, le grandi catene e i supermercati cannibalizzano il mercato costringendo i librai indipendenti ad abbassare per sempre la saracinesca. “Ci sono timide iniziative pubbliche che non sono riuscite ad incidere, e i dati lo confermano - dice Paolo Ambrosini, presidente dell'Associazione Librai - mentre nell'opinione pubblica si è radicata la convinzione che i libri costano e che per leggere occorra spendere molto, dimenticando che ci sono le biblioteche e che si vendono libri di prezzo molto basso, oltre a occasioni per acquistare a prezzi ridotti”. Bisogna quindi superare questa convinzione assai diffusa nelle famiglie. Ma non basta. “Perché non introdurre anche detrazioni fiscali come si fa per le spese mediche e la palestra?” suggerisce Ambrosini. “Si può iniziare dai testi scolastici come prima forma di attenzione verso le famiglie: sarebbe un'operazione dal costo abbastanza contenuto, circa 160 milioni l'anno”. L'Italia è l'unica in Europa dove i mercato dei libri è di fatto in mano agli editori i quali per legge stabiliscono il prezzo e controllano la produzione, le promozioni, la distribuzione e anche la vendita online al cliente finale con i siti di proprietà...

... Secondo Ali, inoltre, l'attuale sistema distributivo controllato dall'editore non guarda alle reali esigenze del mercato. “Oggi le librerie, che pure si devono confrontare con una concorrenza molto spinta dell'online, non hanno strumenti e garanzie da  parte della distribuzione - afferma Ambrosini - noi da 2 anni chiediamo un accordo nel quale siano riepilogate le condizioni di servizio che la distribuzione è in grado di offrire alla libreria, un patto che diventa anche piattaforma di discussione”. C'è poi la più volte annunciata, e finora non realizzata, modifica della "legge Levi". E necessario, secondo Ali, spostare la promozione del libro dal prezzo ai contenuti. “Con questa modifica- spiega Ambrosini - tutte le librerie indipendenti o di catena sarebbero chiamate a competere sul piano della professionalità e delle competenze». E sarebbe una sfida "quasi" alla pari. Infine, c'è il "tax credit" che, per come è applicato oggi, riguarda solo una piccola parte del mercato delle librerie. “Ne restano fuori tutte quelle aziende che si sono strutturate e riescono quindi ad essere più presenti nel territorio-sostiene il presidente dell'Ali - organizzando eventi o collaborando con scuole e realtà culturali”.

 

Da Avvenire del 31 dicembre 2019

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