Abi: “il debito pubblico non può crescere all'infinito”

Abi: “il debito pubblico non può crescere all'infinito”

A Roma l’Assemblea annuale dell’ Associazione bancaria italiana. Patuelli: “serve una ripresa cospicua e duratura dello sviluppo”. Sangalli: “bene i richiami alla stabilità finanziaria e al ruolo dell’Italia in Europa”.

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9 luglio 2024

"La ripresa cospicua e duratura dello sviluppo e la lotta all'evasione fiscale sono indispensabili anche per ridurre i debiti pubblici che non possono crescere all'infinito". Lo ha sottolineato il presidente dell’Associazione bancaria italiana, Antonio Patuelli, nella sua relazione di apertura dell'Assemblea annuale, durante la quale ha poi sottolineato che "la transizione verso un'economia sociale di mercato più sostenibile va realizzata senza ritardi, oltranzismi ed eccessi  di burocratizzazione, con uguali regole in tutta la Ue, non  caricando sulle banche compiti impropri, indirizzando equilibrati e mirati incentivi fiscali verso crescenti standard di qualità e sostenibilità".

Da sottolineare anche il richiamo alla necessità che all’Italia, nella formazione della nuova Commissione Europea, vada un commissario con responsabilità in materia economica: "il nostro Paese deve essere fra i protagonisti della nuova Commissione europea, con un’importante responsabilità in materia economica e una vicepresidenza". E parlando ancora di Europa, Patuelli ha aggiunto che "occorre trovare lo slancio imposto dai tempi più duri, con una nuova strategia europea, con nuovi Trattati e una vera Costituzione, con norme per la parità concorrenziale nel mercato interno e per lo sviluppo di tutte le aree d’Europa, innanzitutto le svantaggiate come il Mezzogiorno".

Qua to in fine al ruolo degli istituti bancari, il presidente dell’Abi ha rilevato che "quasi un decennio di inediti tassi a zero della Bce, e negativi per i depositi delle banche in Bce, ha prodotto forti cambiamenti nel far banca e nelle mentalità dei cittadini. La lotta all'inflazione ha fatto mutare le politiche delle Banche centrali, riducendo la liquidità: da novembre i tassi di mercato si sono ridotti. Servono banche inclusive e sostenibili, sempre con cospicua liquidità, redditizie e ben capitalizzate, impegnate di continuo nell'innovazione tecnologica per l'efficienza, la sicurezza e a servizio dei clienti".

Sangalli: “bene i richiami alla stabilità finanziaria e al ruolo dell’Italia in Europa”

“Relazione condivisibile, a cominciare dai rischi di un possibile restringimento dello spazio di una società aperta, rischio che anche come rappresentanza d’impresa dobbiamo contrastare, e dal richiamo alla necessità di una stabilità finanziaria legata inscindibilmente agli stimoli allo sviluppo e all’occupazione. Bene, poi, la sottolineatura del rilievo politico dell’Italia in Europa, perché è proprio nell’Europa prossima ventura il luogo dove costruire crescita robusta, duratura e inclusiva”: così il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli.

Giorgetti: “non siate algoritmo, servono intelligenza e cuore”

"La banca non è un algoritmo e non lo deve essere. E soprattutto non può esserlo il banchiere". Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, nel suo intervento all'assemblea dell'Abi. Giorgetti ha anche ricordato che le banche "sono e continueranno ad essere il braccio operativo dell'economia italiana, degli imprenditori che ogni giorno rischiano per fare impresa e rendere il nostro Paese competitivo. Sono uomini e donne in carne ed ossa. Quindi vorrei dirvi che la banca non è un algoritmo e non lo deve diventare e soprattutto non può esserlo neanche il banchiere. Metteteci intelligenza e cuore e anche i  risultati saranno migliori".

Panetta: “guardiamo avanti con fiducia ma senza eccessivo ottimismo”

"L'irrobustimento delle imprese, la solida posizione finanziaria delle famiglie e la forza delle banche ci consentono di guardare avanti con fiducia, ma non devono indurre a un eccessivo ottimismo". Lo ha affermato il governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta, intervenendo all'Assemblea annuale dell'Abi. "Il protrarsi  della debolezza del credito inciderebbe su un contesto che  come in altri Paesi è esposto a vulnerabilità, nel quale sarebbe difficile immaginare interventi pubblici come quelli eccezionalmente generosi varati dopo la pandemia", ha concluso.

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