Un patto tra le filiere per rilanciare il sistema agroalimentare

Un patto tra le filiere per rilanciare il sistema agroalimentare

L'Assemblea Fipe 2021 è stata dedicata alla filiera dell’agroalimentare e del turismo. Presentata la Carta dei valori della ristorazione italiana. Stoppani: "Ristoratori, produttori e agricoltori uniti per rispondere alle sfide del futuro". 

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18 novembre 2021

La Fipe ha celebrato la sua Assemblea 2021 dedicandola alla filiera dell’agroalimentare e del turismo elementi fondamentali per il rilancio del sistema Paese dopo la pandemia e anche per rafforzare il brand Italia. Nel corso dell’evento è stata presentata la Carta dei valori della ristorazione italiana (documento pdf) che è stata sottoscritta dagli ospiti presenti. Ad aprire i lavori sono stati gli interventi del presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli e del ministro del Turismo, Massimo Garavaglia e a seguire la relazione del “padrone di casa” il presidente Fipe, Lino Enrico Stoppani. A concludere il programma della giornata si è tenuta una tavola rotonda sul tema con Marilisa Allegrini, Cantine Allegrini; Livia Iaccarino, Ristorante Don Alfonso 1890; Massimiliano Giansanti, Presidente Confagricoltura; Marco Lavazza, Presidente Unione Italiana Food; Giulio Rapetti Mogol, Presidente SIAE; David Granieri, Vice Presidente Coldiretti.

Consumi fuori casa: nel 2021 ancora venti miliardi in meno rispetto al periodo pre-Covid

Nel 2021 la spesa degli italiani per consumi alimentari fuoricasa (il cosiddetto Horeca) tornerà ad oltre 63 miliardi di euro, con un incremento del 17,2% rispetto al 2020, ma ancora sotto i livelli pre-Covid per oltre 20 miliardi di euro. L'impatto della pandemia sulla ristorazione è stato   devastante anche a livello internazionale: in tutti i Paesi del vecchio continente la flessione dei consumi è stata superiore al 30%, con punte di oltre il 40% in Spagna. Strettamente connesso con la ristorazione il turismo: prima della pandemia la sola spesa turistica destinata alla ristorazione valeva 18,5 miliardi di euro, con 8,4 miliardi di euro garantiti dal   turismo straniero, con un valore aggiunto pari a circa 7 miliardi.

Sangalli: "Collaborazione, competenze, cultura e coraggio ingredienti fondamentali per la ripartenza del Paese"

Nel suo intervento, il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha sottolineato che la Fipe è “un simbolo dell'economia di socialità, un'economia diffusa che scandisce i tempi delle comunità, dai piccoli centri alle metropoli”. Sangalli ha poi ricordato come le recenti manifestazioni no vax abbiano rappresentato un grave danno per le imprese ed in particolare per i pubblici esercizi che hanno dovuto chiudere e hanno anche subito danni. “L’insoddisfazione è un diritto – ha detto il presidente di Confcommercio – ma bisogna rispettare anche i diritti degli altri”. Sangalli ha ricordato la manifestazione pacifica della Fipe durante il lockdown: "tutta la Confcommercio è scesa in piazza con il mondo della ristorazione e lo abbiamo fatto in modo pacifico". “Noi abbiamo lanciato una petizione contro le proteste violente che paralizzano i centri cittadini, ci siamo anche attirati delle critiche ma siamo convinti che è il Covid il nemico comune e non le soluzioni per combatterlo come abbiamo ricordato anche in una recente intervista sul Corriere della Sera”. “Questi anni – ha osservato Sangalli - ci hanno cambiato nel profondo come solo le grandi cesure storiche fanno nella società. L'Italia è un paese provato dalla pandemia, nel 2021 la crescita del PIL si attesterà al 6%, corriamo è vero, ma per recuperare nel 2022 i livelli prepandemici del 2019 che era già un anno debole per crescita rispetto al 2017. Per i consumi bisognerà invece attendere il 2023. L'inflazione e l'aumento delle spese obbligate rischiano di ridurre i consumi nei prossimi mesi”. “Siamo convinti – ha aggiunto Sangalli - che bisogna prestare più attenzione all'eredità della pandemia sul tessuto delle imprese e in particolare sul terziario. Non c'è una formula magica, ma una buona ricetta per la crescita esiste ed è quella che riassumo con 4 C, come le vitamine per l'economia: collaborazione, competenze, cultura e coraggio”.

 

Garavaglia: "Serve un piano strategico dell'enogastronomia"

Il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, ha voluto lanciare un “messaggio di ottimismo” e di “vicinanza al settore” nel corso del suo intervento all’Assemblea della Fipe. “Quest’anno – ha detto Garavaglia - il Pil crescerà molto, abbiamo avuto un calo molto forte ma avremo anche un bel rimbalzo credo anche nell’ordine del 6,6%. Però dobbiamo porre le basi perché questa crescita diventi duratura. Dobbiamo spendere in maniera efficace i fondi del Pnrr”. “Come ministero – ha aggiunto -  cerchiamo di risolvere i problemi che abbiamo sul tavolo: la Bolkestein prima di tutto, dobbiamo cercare una soluzione definitiva e abbiamo il dover di trovarla consentendo a chi deve investire certezza delle regole. Ci sono poi i fondi del recovery dove è coinvolta anche la ristorazione. Importante sarà la velocità e l’efficacia dei provvedimenti”. Garavaglia ha poi sottolineato la necessità di “adottare un piano strategico dell’enogastronomia per porci degli obiettivi chiaro per valorizzare una delle nostre più grandi potenzialità. In Italia si svolgerà il sesto congresso mondiale dell’Onu sull’enoturismo che coinvolge 160 nazioni. Dobbiamo mostrare al mondo le potenzialità del nostro sistema Paese”. Il problema però è che manca forza lavoro in particolare nel settore turismo. “Bisogna intervenire velocemente con regole che sistemino questa anomalia anche con la decontribuzione ma soprattutto serve formazione". Il ministro ha chiuso il suo discorso con una richiesta al settore dell’agroalimentare: "Chiedo che i fondi del turismo restino al turismo, c'è un residuo molto importante del bonus vacanze, la cosa peggiore sarebbe mandarle in economia e perderli. C'è un emendamento al Senato sul decreto fiscale, vi chiediamo di darci una mano a fare pressione e a farlo passare in modo che resti al settore turismo per risolvere tanti grossi problemi".

 

Stoppani: "Ristoratori, produttori e agricoltori uniti per rispondere alle sfide del futuro"

"La nostra Assemblea torna con un tema particolare: un patto tra le filiere per il Paese, che risponde alla necessità di rafforzare una visione comune e condivisa sui grandi temi dell’enogastronomia e del turismo del nostro Paese". Il presidente della Fipe, Lino Enrico Stoppani, ha iniziato la sua relazione (documento integrale in pdf) sottolineando la necessità di un patto tra ristoratori, produttori e agricoltori "che è anche un appello alla politica". Stoppani che ha ricordato le parole di Papa Francesco sulla necessità di costruire insieme senza nascondersi, ha voluto evidenziare che il mondo Fipe è pronto a fare la sua parte in uno "spirito di collaborazione a cui anche i diversi settori economici sono oggi chiamati per curare, da una parte, le dolorose ferite che la pandemia lascia e, dall’altra, per affrontare le sfide dei cambiamenti, accelerati proprio dall’emergenza, sui modelli di consumo, sugli stili di vita, sulla transizione digitale ed ecologica". "Siamo davanti - ha aggiunto Stoppani - a nuovi scenari che comportano anche nuove opportunità che, tuttavia, richiedono cambiamenti complessi e invasivi. La pandemia ha devastato la ristorazione e ha scosso nel profondo la rete dei Pubblici Esercizi italiani: al riguardo basta rifarsi ai “bollettini di guerra” di Fipe, come li chiamò in modo molto incisivo il Ministro Giorgetti dopo un nostro incontro in primavera". "Eppure, quasi paradossalmente, il nostro settore in queste difficoltà inaudite ha anche rafforzato il suo ruolo e la sua funzione, economica e sociale. Innanzitutto, anche se l’avremmo volentieri evitato, abbiamo avuto la dimostrazione tangibile che, spegnendo i Pubblici Esercizi, si sono spente le nostre città, offrendo un desolante panorama, foriero di pericolose patologie e quel disagio sociale che indebolisce poi la qualità della vita delle persone, la vivibilità, il decoro e la sicurezza dei luoghi". Stoppani ha osservato che "la ristorazione è il terminale diffuso di una lunga filiera fatta di agricoltori, allevatori, pescatori, casari, vignaioli e tanti altri produttori agricoli, artigianali e industriali, da cui acquistava, prima della pandemia, circa 20 miliardi di euro di materie prime. Se siamo orgogliosamente l’ultimo miglio della filiera enogastronomica italiana, d’altra parte, la ristorazione ha anche la responsabilità di fondamentale componente intermedia di un’altra catena del valore, anzi due: quella turistica e quella del Made in Italy."  "In generale - ha precisato il presidente Fipe - è necessario, e urgente, che il Paese si doti di una politica di sistema sulla ristorazione, seguendo il virtuoso esempio di tanti altri paesi che, pur non avendo la nostra storia e le nostre eccellenze, hanno investito sul comparto, perché consapevoli del suo grande valore economico, identitario ed attrattivo".

 

a cura di 

Ugo Da Milano

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