Caro bolletta, in settimana la prima risposta del Governo

Caro bolletta, in settimana la prima risposta del Governo

Il provvedimento per rendere meno pesante l'aumento atteso per la settimana prossima, possibile un taglio agli oneri di sistema. Le ragioni del rincaro e la situazione in Italia. Confcommercio: "crisi energetica senza paragoni, servono misure urgenti".

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20 settembre 2021

 

A dieci giorni dal temuto, temutissimo forte aumento delle bollette elettriche dal Governo dovrebbe arrivare in settimana, indicativamente tra mercoledì e venerdì, un primo intervento via decreto che permetterebbe di rendere meno pesante il salasso, che sarà poi seguito da altri correttivi, probabilmente inseriti nella manovra economica. In concreto si parla di un taglio degli oneri di sistema, ovvero la tassazione presente all'interno delle diverse tariffe e non, come pure si era immaginato, di una taglio dell'aliquota Iva, che invece potrebbe appunto essere previsto in manovra.

 

Cingolani: "la bolletta aumenterà del 40%"

Dal primo ottobre "la bolletta elettrica aumenta del 40%". La dichiarazione del ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, ha avuto l’effetto di una vera “bomba”, tanto più in un periodo sì di ripresa dell’economia ma durante il quale sono in tanti a fare ancora pesantemente i conti con l’uragano coronavirus. "Lo scorso trimestre la bolletta elettrica è aumentata del 20%, il prossimo trimestre aumenta del 40%. Queste cose vanno dette, abbiamo il dovere di affrontarle", ha spiegato il ministro. Poi ha spiegato il perché della stangata in arrivo: "succede perché il prezzo del gas a livello internazionale aumenta e perché aumenta anche il prezzo della CO2 prodotta". Nulla di veramente inatteso, basta confrontare quanto il risultato del Monitoraggio Costo Energia Terziario di Confcommercio del luglio scorso. Il responsabile della Transizione ecologica ha poi comunque tentato di rassicurare: "il governo è fortemente impegnato per la mitigazione dei costi delle bollette dovuti a queste congiunture internazionali e per fare in modo che la transizione verso le energie più sostenibili sia rapida e non penalizzi le famiglie".

Perché il gas aumenta

Il rincaro del gas ha una ragione semplice: l’economia è in forte ripresa e le aziende tornano quindi a lavorare a pieno regime generando una forte aumento della domanda. Di conseguenza il costo del gas, principale componente della produzione di elettricità, aumenta. A questo si aggiunge l'aumento del prezzo della CO2: le aziende che producono anidride carbonica vengono "tassate" con l'obbligo di acquisto di quote di emissioni nel sistema europeo Ets, un prezzo che aumenta gradualmente per sollecitare le aziende stesse alla decarbonizzazione. Ciò comporta però anche un aumento dei costi di produzione e di conseguenza delle tariffe in bolletta.

La situazione in Italia

È l'Arera, l'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente che nel nostro Paese fissa ogni trimestre i prezzi del metano e della corrente sul mercato tutelato. Nell'ultimo trimestre, quello tra aprile e giugno scorsi, il costo dell'elettricità è aumentato del 9,9% e quello del gas del 15,3%. Se però il governo non fosse intervenuto, la bolletta elettrica sarebbe aumentata addirittura del 20%. Ma come ha fatto? L'esecutivo ha usato 1,2 miliardi ricavati dalla vendita di quote di emissioni nel sistema Ets per abbassare il costo per i cittadini. Per il prossimo trimestre, il quarto del 2021, Arera dovrà di nuovo aggiornare le tariffe tenendo conto che il prezzo del gas e le tariffe del carbonio sono di nuovo salite rispetto al primo luglio scorso. Cosa farà il governo? La strada più semplice sarebbe è quella di usare di nuovo gli introiti dell'Ets. In alternativa potrebbe essere tagliati gli oneri di sistema, ovvero la tassazione sulle bollette di luce e gas per "attività di interesse generale per il sistema elettrico". Nel calderone troviamo di tutto: bonus elettrico, incentivi alle rinnovabili, agevolazioni tariffarie per il sistema ferroviario, copertura delle agevolazioni per le imprese a forte consumo, costi per lo smantellamento delle centrali nucleari.

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