Bankitalia: “danni di lungo periodo per il settore dei servizi” - Asset Display Page

Bankitalia: “danni di lungo periodo per il settore dei servizi”

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29 maggio 2020

Le imprese italiane affrontano la crisi del coronavirus "partendo da una struttura finanziaria più solida rispetto all'avvio della precedente recessione". Lo afferma Bankitalia nel bollettino economico, secondo cui "dalle informazioni raccolte attraverso la rete territoriale della Banca emerge che nel terziario le misure di contenimento hanno pressoché azzerato il fatturato di gran parte del commercio al dettaglio non alimentare, di alberghi, bar e ristoranti e delle aziende operanti nel turistico e che si sono arrestate le attività edili".  "Segnali analoghi - aggiunge la Banca d'Italia - sono desumibili per la spesa in servizi dall'indicatore dei consumi Confcommercio, che si è ridotto a partire da febbraio, a seguito del forte calo della domanda nei settori ricettivo e alberghiero".

"A differenza di altri shock all'economia globale, quello attuale sta colpendo più il terziario che l'industria, soprattutto nei servizi di ristorazione, intrattenimento e accoglienza. Rispetto al consumo di beni - che potrebbe venire solamente procrastinato - la riduzione della domanda di questi servizi sarà verosimilmente molto persistente a causa delle restrizioni alla mobilità delle persone. Sulla distribuzione dell'impatto economico della crisi tra i vari paesi influirà anche l'eterogeneità con la quale tali settori contribuiscono alla crescita del prodotto", continua Via Nazionale.

Quanto al Pil, sarà "fortemente" negativo nel primo semestre del 2020, ma è atteso un recupero nella seconda metà dell'anno e una ripresa "accentuata" nel 2021. "Tutti gli attuali scenari sull'andamento del Pil incorporano un'evoluzione fortemente negativa nella prima metà dell'anno, seguita da un recupero nella seconda metà e da un'accentuata ripresa dell'attività nel 2021. Il ventaglio delle valutazioni degli analisti è tuttavia molto ampio", dice Banjitalia. Dopo un crollo del 5% stimato nei primi tre mesi del 2020, "il protrarsi delle misure di contenimento dell'epidemia comporterà verosimilmente una contrazione del Pil anche nel secondo trimestre, che dovrebbe essere seguita da un recupero nella seconda parte dell'anno".

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