CARO PETROLIO, AFFITTI, TRASPORTI: SI PROFILA ...

CARO PETROLIO, AFFITTI, TRASPORTI: SI PROFILA ...

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13 settembre 2000
02/00

       53/2000       Roma, 13.09.00

 

 

Rischi di una ulteriore frenata dei consumi

 

CARO PETROLIO, AFFITTI, TRASPORTI:

SI PROFILA UN AUTUNNO CALDO

 

 

 

La sensibile crescita dei prezzi dei prodotti petroliferi in atto ormai da oltre un anno - fenomeno amplificato, in particolare negli ultimi mesi, dal sensibile deprezzamento dell’euro nei confronti del dollaro - produrrà nel prossimo quadrimestre effetti negativi sui bilanci delle famiglie: questa la previsione del Centro Studi di Confcommercio, che evidenzia i rischi di uno spostamento da parte dei consumatori di quote di spesa sempre maggiori verso i beni e i servizi essenziali.

 

Nell’ipotesi di una stabilizzazione del prezzo del petrolio al barile su valori prossimi ai 35-36 dollari (l’aumento produttivo deciso negli ultimi giorni non sembra in grado di soddisfare le richieste dei paesi consumatori, ed appare, quindi, inevitabile una ulteriore crescita verso l’alto del prezzo rispetto alle quotazioni attuali) la maggiore spesa sostenuta dalle famiglie italiane nel periodo ottobre 2000 – gennaio 2001 derivante dagli incrementi della benzina, del gasolio e dell’energia elettrica dovrebbe essere di quasi 5000 miliardi (vedi tabella).

 

A questo debbono aggiungersi i probabili aumenti per alcune voci quale il trasporto urbano, in quanto per molte aziende di trasporto locali sta divenendo impossibile continuare a mantenere i prezzi sui livelli attuali.


Bisogna comunque considerare che il permanere da oltre un anno di aumenti per il costo del trasporto e dell’energia comincia a determinare tensioni sui prezzi anche di altri prodotti di largo e generale consumo non immediatamente riconducibili al petrolio, quali la tazzina di caffè, sulla quale sembra giocare un ruolo rilevante l’apprezzamento del dollaro, valuta con la quale la materia prima viene acquistata sui mercati internazionali.

Ulteriori tensioni potrebbero verificarsi a breve anche sull’alimentare e sull’abbigliamento.

 

A questo va aggiunto il maggior costo per gli affitti sostenuto dalle famiglie italiane in conseguenza della più elevata inflazione realizzata.

Il meccanismo di adeguamento che prevede alla scadenza annuale aumenti mensili pari allo 0,75% del tasso di inflazione annuo fa si che l’incremento del costo degli affitti nei prossimi mesi sia pari a quasi il 2% contro l’1,2% previsto. Ciò si traduce in un aggravio di spesa nel prossimo quadrimestre di quasi 120 miliardi.

 

Con questi presupposti diviene difficile ipotizzare entro la fine del 2000 la discesa del tasso d’inflazione al di sotto del 2,5%.

Vi è anche da sottolineare come il maggior costo che dovrà essere sopportato per alcuni beni necessari, affitto, energia, riscaldamento, in presenza di redditi che crescono a tassi più contenuti rispetto all’inflazione, determinerà spostamenti di quote di spesa.

 

Ciò rischia di determinare consumi particolarmente contenuti proprio nel trimestre nel quale tradizionalmente si concentrano le spese, quello a ridosso del Natale. Situazione che rischia di compromettere la redditività di molte aziende commerciali, in particolare quelle di piccola dimensione che hanno già scontato per tutto il 2000 una dinamica dei consumi di beni particolarmente negativa.


 

MAGGIORE SPESA DELLE FAMIGLIE PER ALCUNE VOCI DI CONSUMO 

 (OTTOBRE 2000 - GENNAIO 2001 - MILIARDI)

 PRODOTTI ENERGETICI

 

 Benzina

            3.000

 Gasolio

            1.100

 Energia elettrica

               800

TOTALE

        4.900

 

 

ALTRI

 

TAZZINA DI CAFFE'

               600

TRASPORTO URBANO

               500

AFFITTI

               120

TOTALE

        1.220

 

 

TOTALE PREVISIONE DI MAGGIORE SPESA

        6.120

 

 

NUMERO FAMIGLIE

   21.500.000

AUMENTO DELLA SPESA MEDIA MENSILE

PER FAMIGLIA (in lire)

          71.000

 

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