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Centinaio: "i pubblici esercizi devono diventare parte integrante del sistema turismo"

Il ministro delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio, è intervenuto all'Assembea Fipe sottolineando che "agricoltura, turismo e cibo sono la nostra quotidianità. Sono le tre eccellenze più usate nelle nostre giornate che ci possono permettere di fare un salto di qualità, sono l'essenza di tutti noi, è l'italiano, è l'Italia. Per questo abbiamo voluto che fossero parte di uno stesso progetto che fa capo al mio Ministero". Primo impegno è la lotta all'abusivismo: "il nostro obiettivo è regolamentare il più possibile, visto che l'Italia è il Paese al mondo con più abusivismo. E' una lotta che deve essere seria, costante e quotidiana anche sul fronte dell'agricoltura e del cibo: sono troppe le contraffazioni di prodotti italiani nel mondo, parliamo di 100 miliardi di valore per il cibo ‘italian sounding' contro i 42 che noi esportiamo oggi. Penso ad atti concreti di tutela per chi lavora in modo onesto, servono strumenti legislativi di lotta alla contraffazione". Il tutto va accompagnato dalla promozione turistica all'estero del nostro Paese "in modo differente da come lo stiamo facendo attualmente, cioè in modo disarticolato. Seguiamo piuttosto l'esempio di Francia, Spagna e Germania, copiamo da chi fa bene. L'obiettivo è poche cose, ma concrete". Per Centinaio, poi, "i pubblici esercizi devono diventare parte integrante del sistema turismo, per questo sono molto favorevole alla proposta fatta dal presidente Stoppani (un tavolo di concertazione su pubblici esercizi e ristorazione italiana, ndr). Deve essere un tavolo serio e concreto, che dia risultati: apriamolo velocemente, entro fine anno. Da parte nostra pensiamo già a un bollino di qualità per i ristoranti". Dopo un momento di autocritica dell'operato del governo ("concedere i voucher solo nelle strutture ricettive con massimo 8 persone non è dare una risposta al turismo"), e una presa di posizione decisa sulla Bolkestein ("gli stabilimenti balneari non sono servizi, in Europa se ne facciano una ragione"), il ministro ha concluso sottolieando che "il governo del cambiamento vuol dire che ogni tanto bisogna fare un passo indietro dando risposte a chi ha bisogno di risposte. In questo momento c'è bisogno di unirci, di fare sintesi, di dare qualità per il bene del nostro Paese. L‘auspicio è che ci siano sempre più imprenditori di qualità nel nostro Paese, il turista che entra nel nostro Paese non può essere fregato come succede spesso". 

15 novembre 2018