Guida alla certificazione verde

Guida alla certificazione verde

Informazioni utili sulla certificazione verde Covid-19: che cos'è, come ottenerla, in quali occasioni è obbligatorio utilizzarla e quali sono le differenze con il green pass europeo.

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25 giugno 2021

Si parla sempre più spesso di certificazione verde Covid-19, ma che cos'è? Cosa c'è da sapere al riguardo e soprattutto, chi è incaricato di rilasciarla? Di seguito vi forniamo un quadro più preciso e completo sull'argomento, con i riferimenti per scaricare il proprio "green pass".

Indice

La certificazione verde, comunemente chiamata certificazione verde Covid-19, è il lasciapassare che consente di muoversi liberamente tra regioni rosse e arancioni non soltanto per esigenze lavorative certificate, motivi di salute o di necessità. Nonostante al momento tutta Italia sia in zona bianca, si parla ancora di certificazione verde. Ma perché?

A dichiararlo è stato il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) in un comunicato stampa, in cui sottolinea che la certificazione verde oltre a permettere spostamenti tra regioni di colori diversi, garantisce il libero accesso nelle RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali) e consente di prendere parte ad eventi pubblici come congressi, fiere, manifestazioni sportive e feste conseguenti a cerimonie civili o religiose.

In attesa dell’arrivo, il 1° luglio, del Digital Green Certificate e, dunque, di un adeguamento dell’Italia alla legislazione europea per gli spostamenti, il Servizio Sanitario Regionale o la struttura sanitaria di competenza, rilasciano un certificato, valido solo sul territorio nazionale, in grado di comprovare una delle seguenti condizioni:

  • stato di avvenuta guarigione dal virus SARS-CoV-2 (ovvero il termine dell’isolamento necessario e riscontro di un tampone positivo) con certificazione rilasciata dalla ASL di riferimento;
     
  • stato di avvenuta vaccinazione contro il SARS-CoV-2;
     
  • test antigenico rapido o di un tampone molecolare effettuato nelle 48 ore precedenti e con risultato negativo al virus SARS- CoV-2.

È il decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52 recante "Misure urgenti per la graduale ripresa delle attività economiche e sociali nel rispetto delle esigenze di contenimento della diffusione dell’epidemia da COVID-19", ad attestare le condizioni sopra citate per il rilascio della certificazione verde.

È il caso di specificare che quando si parla di vaccinazioni si fa riferimento solo alle immunizzazioni effettuate nell’ambito del Piano strategico nazionale dei vaccini per la prevenzione delle infezioni da SARS-CoV-2. Un altro aspetto, poi, di cui tener conto a proposito dei test anti Covid, è che non tutti sono utili ai fini della certificazione verde. Sono, infatti, esclusi i test sierologici dalle varie possibilità di rilascio del "green pass italiano".

Ad essere validi sono, invece, il test molecolare riconosciuto dall’autorità sanitaria e da soggetti reputati idonei dal Ministero della Salute e il test antigenico rapido che si basa sull’individuazione delle proteine virali (antigeni) tramite immunodosaggio a flusso laterale. In entrambi i casi i test devono essere eseguiti, con rilascio di un referto, da operatori sanitari o altri soggetti reputati idonei dal Ministero della salute.


A cosa serve: cosa possiamo fare con la certificazione verde

Come già sappiamo, il decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52 prevede la possibilità di spostarsi tra regioni (rosse e arancioni) per motivi di salute, circostanze di necessità o per comprovate esigenze di lavoro. Limitazioni che possono essere superate se in possesso di certificazione verde.

Ora, seppur al momento gli obblighi per gli spostamenti tra Regioni sono decaduti poiché nessuna è in zona arancione o rossa e tutta Italia è in zona bianca, le certificazioni verdi continuano ad essere essenziali per poter accedere in strutture sanitarie assistenziali, le cosiddette RSA. E non solo, perché il possesso del “green pass” garantisce la possibilità di godere appieno delle riaperture e della ripresa delle attività, consentendo di partecipare a cerimonie civili o religiose (matrimoni, battesimi, comunioni e cresime), anche al chiuso, nel rispetto dei protocolli e delle linee guida del governo. A sancirlo è il decreto-legge 18 maggio 2021, n. 65, che dal 15 giugno 2021, dà il via libera a feste anche al chiuso con l’obbligo dei partecipanti di essere muniti di “green pass”.


Quanto dura la certificazione

La validità della certificazione verde non è uguale per tutti poiché la durata è variabile e può essere di 9 mesi, 6 mesi o 48 ore. Da cosa dipende? Semplicemente dalla circostanza per cui viene rilasciata.

La durata più lunga, 9 mesi, vale per tutti coloro che portano a compimento l’intero ciclo vaccinale, sia nel caso di cicli da una dose che da due dosi. In realtà quando il ciclo vaccinale si compone di due dosi, dopo quindici giorni la somministrazione della prima si può già richiedere una certificazione che dura fino al compimento della seconda dose.

Diverso nel caso di guarigione da virus SARS-CoV-2, in cui la certificazione ha una validità di sei mesi dalla fine dell’isolamento. Infine, ultimo caso, la certificazione rilasciata a seguito di un test molecolare o antigienico rapido ha una durata di 48 ore dal prelievo del materiale biologico.


Dove trovarla e come scaricarla

È il Ministero della Salute a rilasciare la certificazione verde Covid-19 sulla base dell'invio dei dati relativi a vaccinazioni, guarigioni e test molecolari o antigienici che vengono trasmessi dalle Regioni e Province autonome.

Come fare ad ottenerla? Può essere scaricata da un sito web? Occorre lo SPID per autorizzare il download oppure è possibile anche senza? In realtà questo tipo di documento può essere acquisito sia in formato cartaceo che digitale, attraverso un QR code salvato e visibile sul proprio dispositivo mobile.

La certificazione può essere acquisita tramite:

  • medico generale, farmacista o pediatra di libera scelta;
  • sito web dedicato;
  • fascicolo sanitario elettronico;
  • Immuni;
  • App IO.


Rilascio del certificato cartaceo

Per i meno pratici del web il sistema offre la possibilità di ottenere una documentazione cartacea anziché digitale. In questo caso si deve far riferimento al proprio medico generico, al pediatra di libera scelta o al farmacista per il recupero della certificazione. Grazie ai dati della Tessera Sanitaria e al codice fiscale, gli autorizzati potranno scaricare e stampare (o inviare tramite email) la certificazione al cliente attraverso il Sistema Tessera Sanitaria.


La certificazione in formato digitale: richiesta con SPID

L’acquisizione della certificazione avviene diversamente se si passa per le vie "digitali". È lo SPID o la CIE (Carta di Identità Elettronica) che permettono il riconoscimento della propria identità digitale e il download della certificazione dal sito Digital Green Certificate.

Entra con SPID o CIE


Richiesta con Tessera Sanitaria

Se non si è in possesso dello SPID si può inserire il numero, la data di scadenza della propria tessera sanitaria e il codice AUTHCODE, ovvero il codice che viene inviato via e-mail o tramite sms a seguito della prestazione sanitaria. In alternativa al codice AUTHCODE è possibile inserire uno dei codici relativi alla prestazione: tampone molecolare (CUN), certificato di guarigione (NUCG) e tampone antigienico rapido (NRFE).

Ottieni la certificazione verde con Tessera Sanitaria


Richiesta senza Tessera Sanitaria

Qualora non si fosse provvisti di tessera sanitaria perché non iscritti al Sistema Sanitario Nazionale, si può utilizzare il documento d’identità che è stato fornito al momento della prestazione. In questo caso occorre inserire il tipo e il numero di documento, la data di scadenza e uno dei codici relativi alla prestazione effettuata: CUN per tampone molecolare, NRFE per tampone antigienico rapido, NUCG per il certificato di guarigione oppure il codice AUTHCODE ricevuto via sms o email.

Ottieni la certificazione verde senza Tessera Sanitaria


Fascicolo Sanitario Elettronico

È possibile acquisire la certificazione verde anche accedendo al proprio Fascicolo Sanitario Elettronico, rispettando le modalità indicate dalla propria Regione di appartenenza. Una volta eseguito l'accesso sul proprio profilo si potrà scaricare in formato PDF e stampare la certificazione verde Covid-19.

Accedi al Fascicolo Sanitario Elettronico della tua Regione


Immuni

I più avvezzi al digitale, invece, potranno usufruire dell’app IO e di Immuni per entrare in possesso del proprio “lasciapassare”. Per quanto riguarda Immuni, la certificazione verde potrà essere mostrata direttamente dal proprio smartphone, anche in modalità offline, attraverso un codice QR salvato sul dispositivo. Dopo essere entrati nell’apposita sezione dell’app ("EU digital COVID certificate"), si dovrà procedere seguendo specifiche indicazioni: inserimento delle ultime 8 cifre del numero identificativo della tessera sanitaria, la data di scadenza e uno dei codici univoci ricevuti con la prestazione (CUN, NRFE, NUCG, AUTHCODE).

Per maggiori informazioni consulta il sito Immuni


App IO

L’acquisizione della certificazione è resa ancora più semplice dall’app IO. Si potrà, infatti, ricevere la certificazione direttamente tramite messaggio ogni qualvolta la piattaforma rilascerà un certificato. In questo modo si eviterà ogni volta di effettuare l'accesso e acquisire le certificazioni tramite codici e tessera sanitaria (o documento d’identità), perché il sistema invierà in automatico un messaggio all'utente nel momento in cui ne sarà pronta una nuova. Unica condizione è aver fatto l’accesso all’app, almeno una volta, con CIE o SPID. Quando si riceverà il messaggio, basterà aprirlo per visualizzare il QR Code relativo alla certificazione e mostrarlo direttamente dal dispositivo mobile. Inoltre il certificato con il QR Code può essere fruibile anche se offline perché viene salvato nella memoria locale del proprio dispositivo.

Visita la sezione dedicata al green pass


FAQ

Che differenza c’è tra certificazione verde e green pass?

La principale differenza tra green pass e certificazione verde è il territorio in cui sono validi i due documenti. La certificazione verde, infatti, è rilasciata in ambito regionale ed è valida solamente all’interno del territorio italiano. Una situazione che resterà tale fin quando entrerà in vigore il Digital Green Certificate, rilasciato da una piattaforma nazionale del Ministero della Salute e valido in tutti i Paesi Europei. Il premier Draghi ha approvato nell'ultimo DPCM l’attivazione di una piattaforma che, dal 1° luglio, validerà la certificazione verde Covid-19 come EU digital COVID certificate, un pass con cui poter viaggiare in modo più semplice all'interno dell’Unione Europea durante il periodo di pandemia.

Chi è guarito deve fare la certificazione verde?

, anche in una situazione di guarigione dal virus SARS-CoV-2 è necessaria la certificazione verde per gli spostamenti tra regioni rosse e arancioni, per partecipare a feste conseguenti cerimonie civili o religiose come matrimoni, battesimi, comunioni, cresime e per accedere alle RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali).

Inoltre una delle circostanze in cui può essere rilasciata la certificazione verde è proprio l'avvenuta guarigione del paziente. In questo caso la certificazione ha una validità di 6 mesi ed è rilasciata, su richiesta dell'interessato, in formato cartaceo o digitale, dalla struttura presso la quale è avvenuto il ricovero; oppure, ai pazienti non ricoverati, possono rilasciare la certificazione anche i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta. È, poi, disponibile anche nel fascicolo sanitario elettronico dell'interessato. La certificazione cessa di avere validità se, nell’arco dei sei mesi previsti, l'interessato viene nuovamente identificato come positivo al SARS-CoV-2.

Serve anche per la zona bianca?

La zona bianca non prevede limitazioni per le aperture o chiusure delle attività commerciali (incluse quelle all’interno dei centri commerciali), ma è necessaria la certificazione verde per la partecipazione a feste successive a cerimonie civili o religiose, come ad esempio i matrimoni. A confermarlo sono stati il Ministero della Salute e la Conferenza delle Regioni in una nota congiunta:

"Le feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose, anche al chiuso devono svolgersi nel rispetto di protocolli e linee guida adottati ai sensi dell'articolo 1, comma 14, del decreto-legge n. 33 del 2020 e con la prescrizione che i partecipanti siano muniti di una delle certificazioni verdi Covid-19 di cui all'articolo 9 del decreto-legge n. 52 del 2021 anche in zona bianca, in quanto previsto dal decreto del governo. Il comma 2 dell'articolo 9 del DL 65/2021 si limita a stabilire l'anticipazione della possibilità di tali feste in zona gialla al 15 giugno, ma restano ferme le modalità di svolgimento indicate nella stessa norma".

News e aggiornamenti: cosa cambia dal 1° luglio

Ancora per pochi giorni la certificazione verde è valida solo nel territorio nazionale. Dal 1° luglio, invece, l’emissione e la validazione delle certificazioni verdi Covid-19 spetterà alla piattaforma nazionale DGC (Digital Green Certificate), un sistema informativo nazionale predisposto per rilasciare, verificare e accettare le certificazioni Covid-19 valide non solo sul territorio nazionale ma anche a livello europeo.

Il sistema è stato elaborato sulla base del Sistema Tessera Sanitaria, dalla società di cui all’articolo 83, comma 15, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e gestito dalla stessa società per conto del Ministero della salute, titolare del trattamento dei dati raccolti e generati dalla stessa piattaforma.

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