Argomenti: Articolo 

Chiusure domenicali: le reazioni

Meloni: "No a provvedimenti ideologici"

Una delegazione parlamentare di Fratelli d'Italia presieduta da Giorgia Meloni ha incontrato una rappresentanza nazionale di Confcommercio guidata dal Direttore Generale Francesco Rivolta, per discutere dei provvedimenti di chiusura domenicale degli esercizi commerciali annunciati dal governo. "Iniziamo oggi una fase di ascolto con le categorie interessate, nella speranza che anche il governo voglia fare altrettanto, senza calare sulla testa di centinaia di migliaia di imprese l'ennesima decisione dirigista e ideologica. Così come eravamo contrari alla deregulation di Monti, oggi siamo fortemente critici sulla logica del "tutto chiuso" di Di Maio.
Nelle prossime settimane presenteremo le nostre proposte sul tema, che avranno al centro la tutela dell'impresa e del lavoro", ha commentato il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni. Nell'occasione sono stati affrontati anche altri temi di interesse per le aziende. "Abbiamo ribadito la nostra contrarieta' alle norme stanga-imprese del decreto Dignita' e garantito il nostro impegno per inserire nella prossima legge di bilancio provvedimenti concreti per diminuire la tassazione e la burocrazia che taglieggiano il nostro tessuto produttivo", ha spiegato Meloni. All'incontro hanno preso parte i Capigruppo di Camera e Senato Francesco Lollobrigida e Luca Ciriani, insieme ai parlamentari Carlo Fidanza, Daniela Santanche', Riccardo Zucconi e Marco Silvestroni.

Bernini-Gelmini: "No a chiusure domenicali"

"La proposta di Di Maio e dei Cinquestelle di chiudere i centri commerciali e le catene della grande distribuzione la domenica e nei giorni festivi è da respingere al mittente. Per risolvere le problematiche degli addetti legate alle turnazioni per il lavoro festivo esistono altre strade da percorrere come già avviene in altri comparti. Non si possono mettere a rischio circa 150 mila posti di lavoro o l'attività di migliaia di esercizi che operano collateralmente ai grandi centri commerciali, non si può rinunciare a una fetta di Pil per esaudire un'idea balzana che non sta davvero in piedi. Pochi sanno, ad esempio, che chiudendo i centri commerciali alla domenica verrebbero meno buona parte degli acquisti non programmati, cosiddetti d'impulso, che rappresentano ormai il 70/80 per cento del totale degli acquisti". Lo dichiarano in una nota congiunta le capogruppo di Forza Italia al Senato e alla Camera, Anna Maria Bernini e Mariastella Gelmini, che giovedì 20 settembre terranno, presso la sala Nassirya del Senato, alle ore 10.30, una conferenza stampa – insieme ai membri della Commissione Industria, Commercio e Turismo di Palazzo Madama e della Commissione Attività produttive di Montecitorio – per annunciare le iniziative di Forza Italia sull'attività dei centri commerciali. "A noi appare scontato - aggiungono Bernini e Gelmini - che la proposta di Di Maio sia tesa piuttosto a stornare l'attenzione dall'incapacità del governo di affrontare tematiche ben più importanti, ad esempio, il taglio del cuneo fiscale e a realizzare una maggiore flessibilizzazione del lavoro che viene vista dal M5S come fumo negli occhi o peggio, sia giustificata dalla volontà di favorire i giganti delle vendite sul Web che già attuano una concorrenza spietata e non sempre corretta ai centri commerciali. Giovedì prossimo insieme con altri colleghi parlamentari - concludono - ne parleremo in conferenza stampa al Senato".

Boccia: "Chiusure domenicali? detassiamo i piccoli"

"Detassiamo i piccoli commercianti e facciamo aprire anche loro di domenica". Lo ha detto il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, durante un convegno sull'editoria a Salerno. "Non è che per difendere i piccoli esercenti - ha proseguito Boccia - bisogna far chiudere la domenica anche i grandi così. Detassiamo il lavoro ai piccoli commercianti e facciamo aprire anche loro. E' un bel modo di
essere concreti, invece, di essere negativi. E costruire una società aperta che dà lavoro alla gente". 

Farinetti: Chiusura domenicale sarebbe apocalittica"

La chiusura domenicale dei negozi avrebbe conseguenze "apocalittiche". Ne è convinto il fondatore di Eataly Oscar Farinetti, che a Circo Massimo, su Radio Capital, boccia la proposta del governo: "Sarebbe un grave errore", dice Farinetti - Perderemmo un sacco di posti di lavoro. I negozi fisici vanno tenuti aperti quando la gente ha tempo di venire. Altrimenti vincerà l'online. Ho parlato con i giovani che lavorano da Eataly, al 90% giudicano una follia chiudere i negozi alla domenica e sono pronti a lavorare, anche perché si guadagna un po' di più, mi sembra il 30%".

 

Federdistribuzione, "Turnazione al 25% altera la concorrenza"

"L'idea di aprire un negozio su quattro ci preoccupa, perché introdurrebbe un sistema arbitrario di decisione su chi, dove e quando possa rimanere aperto". Questo altererebbe "un regime concorrenziale che in questo momento vige nel settore della Dmo  (Distribuzione Moderna Organizzata, ndr)". E' quanto sottolinea Claudio Gradara, presidente di Federdistribuzione. La proposta del vicepremier Luigi Di Maio prevederebbe comunque un sistema di turnazione che mantenga aperti il 25% dei negozi. "Chi sarà  chiamato a decidere come distribuire le aperture domenicali - continua  Gradara - avrebbe un enorme potere discrezionale: si creerebbero tensioni che nulla hanno a che fare con la logica di servizio ai   cittadini, che dovrebbe essere il principio ispiratore dell'agire del commercio". Il presidente di Federdistribuzione affronta anche il tema occupazionale, sostenendo come ai lavoratori impiegati durante le domeniche e i giorni festivi venga riconosciuto un 30% di maggiorazione salariale. Quest'ultima sarebbe "molto in aumento in caso di presenza di un contratto integrativo. In questo modo, in un momento di grande crisi del Paese, la Dmo ha distribuito ogni anno 400 milioni di maggiori salari ed ha assunto migliaia di persone". Gradara conclude parlando dell'apprezzamento dei cittadini italiani per la liberalizzazione del commercio:"Sono 19,5 milioni le famiglie che acquistano la domenica e per 15 milioni di esse questo acquisto è diventata ormai un'abitudine consolidata".  

 

Eurospin controcorrente: "Nettamente a favore delle chiusure domenicali"

Eurospin si smarca da altri player del commercio, dicendosi a favore del piano di stop domenicale portato avanti dal ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio. Per esprimere la sua posizione la catena di discount ha acquistato una pagina sul Corriere della Sera, proprio il quotidiano che ospita una intervista al presidente dei Federdistribuzione, l'associazione di ipermercati e centri commerciali, secondo cui il progetto mette a rischio 40 mila posti di lavoro.  "Ci sembra importante prendere una posizione netta a favore della chiusura domenicale - affermano invece da Eurospin -. Siamo convinti che l'iniziale diminuzione delle vendite sarà presto compensata dall'apertura di nuovi negozi".    

Camusso, "un buon provvedimento"
 
Arrivare ad un provvedimento per regolare le aperture dei negozi è "molto importante": lo sostiene la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, ricordando la lunga battaglia messa in campo dal sindacato. "Il nostro sindacato da lungo tempo conduce una battaglia sul tema della regolazione delle aperture dei negozi, anche perché la totale liberalizzazione ha determinato condizioni di lavoro molto difficili. Che si arrivi quindi ad un provvedimento di regolazione credo sia molto importante", ha detto Camusso, ospite della trasmissione 'Omnibus'su La7.  "E' inoltre importante - ha aggiunto - garantire a tutti i lavoratori del commercio l'applicazione dei contratti nazionali e integrativi. E' sbagliata l'idea che pur di avere un lavoro lo si può fare a qualsiasi condizione senza avere le giuste retribuzioni e le giuste condizioni".
 
Cisl, "Di Maio apra tavolo con parti sociali"

 

"Siamo molto attenti alla posizione del Governo che sembra intenzionato ad affrontare il tema delle chiusure domenicali dei centri commerciali, dopo anni di battaglie della nostra categoria dei servizi e del commercio , la Fisascat Cisl". Lo sottolinea il segretario confederale della Cisl, Andrea Cuccello, responsabile del settore del terziario e dei servizi.  "La nostra non è mai stata una battaglia di retroguardia. La liberalizzazione del governo Monti - ha spiegato il sindacalista -  non ha portato alcun vantaggio concreto da nessun punto di vista: non ha prodotto maggiore fatturato per le aziende, nè un numero maggiore di posti di lavoro e non ha contribuito ad aumentare i salari. La Cisl registra da tempo una grande insofferenza tra la forza lavoro, impegnata nei vari punti vendita. Ricordiamo che il lavoro domenicale o festivo non viene retribuito, ma recuperato nei periodi di minor lavoro, ovvero si sta a casa, molte volte in maniera forzata, in momenti meno pregiati dell'anno". 

Filcams-Cgil, "deregulation non ha aumentato posti"

 "In questi anni l'occupazione non è  aumentata per effetto delle liberalizzazioni e quindi non si  rischia di perderla. Non è migliorata la qualità del lavoro, ma  solo contratti a termine e precari". E' quanto afferma la  segretaria generale della Filcams-Cgil, Maria Grazia Gabrielli,  a proposito degli effetti della legge introdotta dal governo  Monti che ha liberalizzato gli orari e le aperture dei negozi.   

Codacons, "chiusure domeniche spingerà ad acquisti online"

Secondo il Codacons, il divieto di aperture dei  negozi nei giorni festivi determinera' la morte di migliaia di  piccoli esercizi, con effetti negativi sul Pil e sull'occupazione  e un sensibile spostamento degli acquisti verso l'e-commerce.   "Dodici milioni di italiani fanno acquisti la domenica e i giorni  festivi rappresentano per loro l'unica occasione per dedicarsi  allo shopping e alle compere - spiega il presidente Carlo Rienzi -  Privarli di tale possibilita' attraverso misure che bloccano le  aperture domenicali, equivale a dirottare gli acquisti dei  consumatori verso l'e-commerce che, a differenza dei negozi  tradizionali, non subisce alcun vincolo o limitazione".  In base alle proiezioni del Codacons il settore delle vendite  online, che cresce in Italia a ritmi elevatissimi (+13,6% a  luglio) e che nel 2017 ha registrato nel nostro paese un giro  d'affari pari a 23,6 miliardi, sara' l'unico a beneficiare delle  chiusure domenicali dei negozi, con un incremento del giro  d'affari pari a +2,7 miliardi solo nel primo anno e come effetto  diretto di un eventuale divieto di apertura nei giorni festivi per  gli esercizi tradizionali.    

Federconsumatori, "necessaria una norma condivisa"
 
Per l'apertura domenicale dei negozi serve una "norma condivisa" che "rispetti le esigenze di consumatori e lavoratori". E' il parere di Federconsumatori, che in una nota osserva: "l'intervento del Governo che intende di superare il Decreto Monti che ha predisposto la liberalizzazione degli orari di apertura dei negozi e' giusto, ma avviene senza un reale coinvolgimento dei soggetti interessati. Non c'e' stato alcun incontro con l'obiettivo di mettere insieme i pareri dei sindacati delle associazioni dei consumatori e delle associazioni di rappresentanza delle aziende". Per Emilio Viafora, presidente della Federconsumatori, "e' necessario tenere conto che discutiamo di un settore dove operano piccoli esercizi, grandi distributori e piattaforme digitali. Il rischio e' che misure non condivise, non ponderate e che non nascono da una costruzione partecipata, diano mano libera alle grandi piattaforme dell'e-commerce". 

 

Unc, "proposta Di Maio assurda e anacronistica"

"Una proposta assurda. Torniamo  all'epoca dell'economia dirigista, quando a decidere se restare  aperto erano i Comuni in riunioni fiume con commercianti,  sindacati e associazioni di consumatori": così Massimiliano  Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, commenta  le parole del vicepremier Luigi Di Maio sulle aperture  domenicali. "Invece di lasciare libertà di scelta ad ogni  singolo commerciante, che autonomamente puo' ora decidere se  aprire o restare chiuso a seconda delle sue esigenze e  convenienze, si impone una scelta dall'alto", conclude Dona. 

Della Vedova: "Irrazionale imporrre chiusure domenicali"

"Imporre la chiusura domenicale agli esercizi  commerciali e' una misura irrazionale, anti-investimenti,  anti-crescita e anti-occupazione (basta vedere le decine di  migliaia di nuovi assunti nella grande distribuzione dopo il salva  Italia del 2012). Ed e' anche classista perche' sono moltissimi i  consumatori delle fasce meno agiate che scelgono la domenica per  gli acquisti con la famiglia nei centri commerciali". Lo scrive su  Facebook il coordinatore di +Europa, Benedetto Della Vedova. "Se  Di Maio ritiene che servano ulteriori garanzie e benefici per chi  presta lavoro festivo, da Ministro del Lavoro proponga nuove  misure piu' efficaci. Ma Di Maio Ministro dello Sviluppo  Economico, chiudendo negozi e centri commerciali la domenica,  penalizza l'economia italiana e favorisce Amazon, Alibaba e gli  altri colossi del commercio online i cui negozi virtuali non  chiudono mai. E, infine, Di Maio - conclude Della Vedova -  chiudera' anche i negozi di stazioni, porti e autogrill?". 

Siri (Lega), "Io terrei aperto la domenica"

"Se avessi un negozio e dei clienti che  me lo chiedono, lo terrei aperto la domenica. Dopodiche'  dobbiamo anche dare ascolto alle tante richieste che abbiamo  ricevuto in campagna elettorale e trovare una soluzione a  questo problema dei turnisti, gente in difficolta' che non  riesce a stare la domenica con i propri familiari". E' quanto  ha affermato il sottosegretario alle Infrastrutture Armando  Siri, interpellato dall'AGI.      "Ma io sono per la liberta', normare per legge lo stop  all'apertura domenicale mi sembra fare un salto indietro:  questa pero' e' la mia posizione personale, decidera' il  partito". 

Toti: "Chiusura? Non è una buona idea"

"Ma siamo sicuri che sia una buona  idea chiudere i negozi la domenica? Penso proprio di no: perché  poliziotti, carabinieri, infermieri e medici, giornalisti,  guardie giurate, operatori ecologici, chi lavora nei cinema, in  albergo, in un ristorante può fare turni festivi e chi lavora in  un negozio e in un supermarket no? E' una discriminazione  doppia".  "Non solo i lavoratori hanno  diritti diversi - scrive Toti - ma chi ha libera solo la  domenica non potrà più neppure andare a fare la spesa con la  famiglia, e le località turistiche? In un Paese dove il tasso di disoccupazione è ben sopra la media europea è normale pensare di  perdere tutti questi posti di lavoro? Mentre nel mondo ormai i  negozi stanno aperti giorno e notte, da noi si chiudono".

Renzi, "chiusura domenica assurda, Di Maio su Marte"

"Obbligare tutti alla chiusura  domenicale, come vuole Di Maio, è assurdo: significa  semplicemente far licenziare tanti ragazzi". Lo scrive su  Facebook il senatore del Pd Matteo Renzi. "Fateci caso: come per  il decreto dignità, Di Maio tira fuori queste idee quando è in  crisi di visibilità. Gli serve tenere l'attenzione su di lui,  altrimenti fagocitato da Salvini. Ma per inseguire i post di  Salvini, Di Maio distrugge posti di lavoro. Sostenere che le  famiglie si separino perché si lavora anche di domenica  significa vivere su Marte. Di Maio si conferma il ministro della  disoccupazione: se questo provvedimento sarà approvato, tanti  ragazzi perderanno il posto di lavoro. Tanto fanno il reddito di  cittadinanza, no?", aggiunge.

Rosato (Pd), "Così Di Maio favorisce Amazon"

"Amazon ringrazia! E già, perché dopo  i licenziamenti per legge delle maestre fatto nel decreto  dignità adesso, grazie a Di Maio, arriva quello di chi lavora la  domenica nel commercio". Lo scrive su Facebook il vicepresidente  della Camera Ettore Rosato del Pd.     "Una migliore regolamentazione a tutela dei lavoratori e dei  piccoli commercianti si deve fare, giusto. Pensare di fissare  per legge le abitudini di milioni di famiglie che sfruttano il  giorno libero per lo shopping, vuol dire proprio fare un regalo  alle vendite online e rendere la vita più complicata a tanti. Ci  sono in gioco posti di lavoro - sottolinea - 40.000 stimano le  aziende coinvolte". "Ma tanto, il lavoro non conta! - conclude  Rosato - arriva per tutti un bel sussidio: un ottimo ministro  della disoccupazione".