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Cnel: allarme delle parti sociali, "non restringere la democrazia"

Tutti contro la chiusura del Cnel: ben 17 organizzazioni sindacali e datoriali hanno firmato un comunicato per contestare l'abolizione del Cnel prevista in prima lettura nel progetto costituzionale approvato in Commissione al Senato. La cancellazione del Consiglio nazionale del lavoro - scrivono Cgil, Cisl, Uil, Confindustria, Cia-Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti, Confetra, Confitarma, Acli, Arci, Mcl e Compagnia delle Opere - "può restringere gli spazi di democrazia e di partecipazione delle parti sociali nel nostro Paese, che la Carta costituzionale aveva previsto proprio a garanzia del ruolo indispensabile delle associazioni dirappresentanza nella vita democratica, bloccando anche il processo di autoriforma avviato per rafforzarne la funzione consultiva rispetto al Governo, alle Camere e alle Regioni".  "Siamo convinti - prosegue il comunicato - che il Cnel possa svolgere un ruolo utile per il Paese nell'attuale contesto, in cui alle richieste di ampliamento della partecipazione popolare alla vita democratica si accompagnano istanze di coesione e giustizia sociali, che possono trovare risposte adeguate anche attraverso un rinnovato protagonismo dei corpi intermedi". La presenza nel Cnel di tutte le maggiori organizzazioni rappresentative dei lavoratori, delle imprese e del terzo settore "lo caratterizza come strumento di proposta, confronto e dialogo sociale, così come peraltro garantito in tutti i Paesi dell'Unione europea".

27 giugno 2019