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Commercio estero, a gennaio saldo in miglioramento

L'Istat stima un avanzo di 514 milioni contro i +325 di gennaio 2019. In crescita entrambi i flussi commerciali, più intensa per le esportazioni (+2,7%) che per le importazioni (+1,7%).

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18 marzo 2020

Nel gennaio scorso il saldo commerciale è aumentato di 217 milioni di euro (da +325 milioni a gennaio 2019 a +542 milioni). Al netto dei prodotti energetici, è pari a +4.059 milioni di euro. E’ la stima dell’Istat, che rileva una crescita congiunturale per entrambi i flussi commerciali con l'estero, più intensa per le esportazioni (+2,7%) che per le importazioni (+1,7%). L'aumento congiunturale dell'export è dovuto prevalentemente al consistente incremento delle vendite verso i mercati extra Ue (+5,4%), determinato in particolare dai beni strumentali, mentre quello verso l'area Ue è meno intenso (+0,7%). Nel trimestre novembre 2019-gennaio 2020, rispetto al precedente, si rileva una contrazione sia delle esportazioni (-1,6%) sia, di minore entità, delle importazioni (-0,6%). A gennaio 2020 la crescita su base annua dell'export è pari a +2,3% ed è determinata dal forte incremento verso l'area extra Ue (+4,4%), mentre l'aumento delle vendite nell'area Ue risulta più contenuto (+0,8%). Analogamente le importazioni sono in aumento (+1,7%) da entrambi i mercati, in misura più ampia da quelli extra Ue (+2,3%) rispetto all'area Ue (+1,2%). Tra i settori che contribuiscono maggiormente alla crescita tendenziale dell'export si segnalano prodotti alimentari, bevande e tabacco (+11,3%), altri mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (+12,3%), prodotti petroliferi raffinati (+24,2%), articoli di abbigliamento, anche in pelle e in pelliccia (+6,5%) e computer, apparecchi elettronici e ottici (+10,8%). In diminuzione, su base annua, le esportazioni di macchinari e apparecchi n.c.a. (-4,2%) e apparecchi elettrici (-8,3%). Su base annua, i Paesi che contribuiscono in misura più ampia all'incremento delle esportazioni nazionali sono Stati Uniti (+9,6%), Belgio (+16,8%), Turchia (+35,1%), Giappone (+33%) e Paesi OPEC (+16%) mentre si registra una flessione delle vendite verso Germania (-2,5%), Cina (-11,9%) e Spagna (-4,1%).

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