Indicatore consumi Confcommercio: negli ultimi 20 mesi 17 variazioni negative

Non tengono nemmeno le comunicazioni e l'ICT domestico

Indicatore consumi Confcommercio: negli ultimi 20 mesi 17 variazioni negative

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6 giugno 2013
102/2013

 

 

102/13
Roma, 6.6.2013

 

 

Non tengono nemmeno le comunicazioni e l'Ict domestico

 

INDICATORE CONSUMI CONFCOMMERCIO: NEGLI ULTIMI 20 MESI 17 VARIAZIONI NEGATIVE

 

 

L'Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) registra ad aprile 2013 una diminuzione del 3,9% in termini tendenziali e una riduzione dello 0,1% rispetto a marzo (tabb. 2 e 3) confermando come il deteriorarsi delle condizioni occupazionali e reddituali delle famiglie stia determinando una dinamica della domanda, in questa prima parte del 2013, ancora più negativa rispetto a quanto rilevato nei primi mesi del 2012. Nel primo quadrimestre dell'anno in corso, infatti, l'indicatore ha registrato una flessione del 4,4% a fronte del 3,3% rilevato nell'analogo periodo dello scorso anno. In termini di media mobile a tre mesi l'indicatore, corretto dai fattori stagionali, segnala un nuovo arretramento (fig. 2).

Stando all'indagine rapida di Confindustria, a maggio la produzione industriale ha registrato, in termini congiunturali, un modesto arretramento (-0,1%), dopo il +0,2% di aprile. I dati degli ultimi mesi lasciano presupporre un'attenuazione nella caduta della produzione, anche se le indicazioni provenienti dagli ordini (in calo dello 0,4% a maggio), non lasciano spazi per ipotizzare, a breve, un significativo miglioramento dell'attività produttiva. In questo contesto, il clima di fiducia delle imprese, pur risultando ancora ai minimi, è leggermente migliorato a fronte di un deterioramento di quello relativo alle famiglie.

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio

 

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio

 

Ad aprile 2013 il mercato del lavoro ha registrato, sia in termini congiunturali che tendenziali, un nuovo peggioramento. Rispetto a marzo 2013 gli occupati sono diminuiti di 18mila unità ed i disoccupati sono aumentati di 23mila unità. Su base annua gli andamenti dei due aggregati sono risultati speculari, con una riduzione di 373mila tra gli occupati ed un analogo aumento delle persone in cerca di occupazione. Le informazioni sulla CIG relative ad aprile segnalano l'accentuarsi delle difficoltà del mercato del lavoro. Nei primi quattro mesi dell'anno le ore autorizzate hanno mostrato un aumento del 13,1% rispetto all'analogo periodo dello scorso anno, con una punta del 63,8% per la CIG straordinaria. Va anche considerato che nello stesso periodo i ritardi nel rifinanziamento delle risorse hanno portato ad una netta riduzione delle ore richieste per la CIG in deroga (-54,4% nel primo quadrimestre), situazione destinata a modificarsi nei prossimi mesi.

La dinamica tendenziale dell'ICC di aprile riflette una diminuzione del 2,2% della domanda relativa ai servizi e del 4,6% della spesa per i beni. Nel mese di aprile 2013 tutte le funzioni di consumo hanno evidenziato una diminuzione dei volumi acquistati dalle famiglie. Anche i beni e servizi per le comunicazioni, che nei mesi precedenti avevano segnalato una certa dinamicità hanno mostrato una contenuta flessione della domanda nei confronti dell'analogo mese del 2012 (-0,1%). Tale andamento ha riflesso l'attenuarsi dei tasso di crescita dei prodotti. Il dato più negativo è ancora quello relativo ai beni e servizi per la mobilità la cui domanda registra una contrazione del 7,5% su base annua. Riduzioni dei consumi particolarmente significative hanno interessato anche l'abbigliamento e le calzature (-6,7%) e gli alimentari, le bevande ed i tabacchi (-6,2%).

 

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio

 

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio

 

LE DINAMICHE CONGIUNTURALI

I dati destagionalizzati mostrano ad aprile una riduzione dello 0,1% rispetto a marzo. La contrazione della spesa reale pur avendo assunto negli ultimi mesi toni meno intensi rispetto alla seconda parte del 2012 non evidenzia segnali di una possibile inversione di tendenza nel breve periodo (tab. 3). La distanza con i volumi pre-crisi, ultimo trimestre del 2007, supera ormai gli 11 punti percentuali. Nel mese di aprile, a fronte di aumento della domanda per servizi (+0,5%) i beni hanno mostrato una flessione dello 0,4%. A livello di singole macro-funzioni di spesa, i dati indicano dinamiche abbastanza articolate. Le diminuzioni più significative si registrano per i beni e servizi per le comunicazioni (-2,5%) e per i beni e servizi per la mobilità (-1,5%). Solo per i beni e servizi ricreativi si rileva, su base congiunturale, un aumento apprezzabile (+2,0%), dato che appare come un tentativo di recupero dei livelli di consumo per alcune delle voci che lo compongono.

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio

 

LE TENDENZE A BREVE TERMINE DEI PREZZI AL CONSUMO

Sulla base delle dinamiche registrate dalle diverse variabili che concorrono alla formazione dei prezzi al consumo, per il mese di giugno si stima una variazione congiunturale dell'indice dei prezzi al consumo dello 0,2%, con un tasso di crescita tendenziale pari all'1,3%, in contenuto aumento dall'1,2% di maggio. La modesta ripresa registrata, negli ultimi due mesi, dal tasso d'inflazione, riflette sia il venir meno dell'effetto statistico, dato dal confronto con i primi mesi del 2012 in cui le tensioni sulle materie prime energetiche avevano assunto toni abbastanza sostenuti, sia il manifestarsi di alcune tensioni sui prezzi degli alimentari freschi derivanti da condizioni meteorologiche non particolarmente favorevoli.

(*) Tra parentesi le forecast del mese precedente; il dato ISTAT di maggio è provvisorio.
(**) Previsioni.
Fonte: Istat e previsioni Ufficio Studi Confcommercio

 

PRODOTTI E SERVIZI CONSIDERATI

 

Beni e servizi ricreativi

Servizi postali

Cinema, sport e altri spettacoli

Servizi per le comunicazioni

Concorsi e pronostici

Beni e servizi per la cura della persona

Cartoleria, libri, giornali e riviste

Sanità

Compact disk, supporti magnetici audio, video e

Prodotti farmaceutici e terapeutici

strumenti musicali

Prodotti di profumeria e cura della persona

Giochi, giocattoli, articoli per lo sport ed il campeggio

Abbigliamento e calzature

Altri prodotti

Abbigliamento, pellicce e pelli per pellicceria

Alberghi, pasti e consumazioni fuori casa

Calzature, articoli in pelle e da viaggio

Alberghi

Beni e servizi per la casa

Pubblici esercizi

Affitti

Beni e servizi per la mobilità

Energia elettrica

Motocicli

Mobili, articoli tessili, arredamento per la casa

Automobili

Elettrodomestici, radio, tv, registratori

Carburanti

Generi casalinghi durevoli e non durevoli

Pedaggi

Utensileria per la casa e ferramenta

Trasporti aerei

Alimentari, bevande e tabacchi

Beni e servizi per la comunicazione

Alimentari e bevande

Telecomunicazioni, telefonia e dotazioni per l'informatica

Tabacchi

Foto-ottica e pellicole

 

 

FONTI: AISCAT, AAMS, ANCMA, ASSAEROPORTI, FEDERALBERGHI, FIPE, FIT, ISTAT, MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, SIAE, SITA, TERNA, UNRAE.

 

CONSUMI & PREZZI è uno strumento di analisi congiunturale che Confcommercio mette a disposizione dei propri associati e di tutti coloro che sono interessati alla dinamica di breve periodo della spesa reale delle famiglie e dei prezzi delle principali voci di consumo.

Per raggiungere tali obiettivi si utilizzano informazioni mensili fornite da istituti ed organizzazioni pubbliche e private e dati provenienti dalle diverse indagini congiunturali condotte dall'ISTAT.

I gruppi di prodotti e di servizi osservati sono attualmente 29, consistenti, nell'anno 2012, al 57,0% del valore dei consumi effettuati sul territorio. Per i servizi l'incidenza è del 33,1% e per i beni è dell'82,8%. Escludendo le spese relative i fitti figurativi dal totale dei servizi di Contabilità Nazionale la rappresentatività, stimata, sale al 65,5% per il totale dei consumi e al 45,2% per i servizi.

La banca dati utilizzata si basa su serie mensili (primo dato gennaio 2000) dei livelli di spesa in valore ed in quantità da cui si desumono gli indici di prezzo. Nel caso di informazioni trimestrali si è proceduto all'interpolazione dei dati mancanti.

La base per i livelli in volume è rappresentata dall'anno 2010. Come indici di prezzo delle serie elementari si è utilizzato il relativo NIC a base 2010. Per l'abbigliamento e le calzature le serie elementari sono deflazionate con l'IPCA riportato a base 2010.

Le serie sono destagionalizzate con la procedura TRAMO-SEATS.

Per ulteriori informazioni sulla metodologia di costruzione dell'ICC si rimanda alla nota pubblicata il 28 marzo 2011. Per la metodologia di stima dell'indice dei prezzi si rimanda alla nota pubblicata il 6 settembre 2011 (www.confcommercio.it/ufficio-studi)

 

PROSSIMA USCITA: 4 luglio 2013

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