Confcommercio su Corte dei Conti. oltre certa soglia, tasse mortificano crescita

Confcommercio su Corte dei Conti. oltre certa soglia, tasse mortificano crescita

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25 giugno 2015
107/2015

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Roma, 25.06.2015

 

 

 

CONFCOMMERCIO SU CORTE DEI CONTI:

OLTRE CERTA SOGLIA, TASSE MORTIFICANO CRESCITA

 

 

L'Italia si colloca ormai ai vertici mondiali per carico fiscale, sia sulle famiglie sia sulle imprese. Quel che è peggio è che negli ultimi 15 anni, a fronte di riduzioni della pressione fiscale in molti paesi appartenenti o meno al sistema dell'euro, l'Italia ha seguito un percorso di chiaro incremento del peso dei tributi a fronte di innumerevoli, confusi e parziali interventi legislativi, spesso attraverso l'inopportuna decretazione d'urgenza, che hanno minato alle fondamenta il rapporto tra istituzioni e contribuenti. E', dunque, evidente che, oltre che ‘intollerabile' come affermato dalla Corte dei Conti, superata una certa soglia, la pressione fiscale mortifica la crescita: questo il commento dell'Ufficio Studi Confcommercio in occasione del Giudizio della Corte dei conti sul Rendiconto generale dello Stato.

Oltre a ridurre il peso del carico fiscale – prosegue Confcommercio - è necessario restituire stabilità, certezza e durevolezza alle norme fiscali, secondo principi costituzionali fondativi e non mutevoli, in modo tale da ridurre il costo dell'obbligazione per tutti i contribuenti e favorire l'emersione di base imponibile. L'altro presupposto per una riduzione del carico fiscale è la riduzione degli sprechi nella spesa pubblica, a partire dallo sfoltimento delle circa 40mila partecipazioni detenute da circa 6.300 enti pubblici in oltre 7.300 società partecipate.

Non appare invece condivisibile- conclude la nota - il cenno che la Corte dei Conti fa alla necessità di modificare le tariffe dei servi pubblici nella direzione di una proporzionalità alla capacità contributiva degli utenti. Il sistema delle aliquote e degli scaglioni dell'Irpef già assicura la progressività, tanto che oggi l'1% dei percettori paga quasi il 13% di tutta l'imposta sul reddito. Sarebbe fortemente dannosa un'operazione di inasprimento della stessa progressività, ipotesi che potrebbe costituire un nuovo incentivo a nascondere base imponibile con riflessi perniciosi sugli obiettivi di gettito.

 

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