Confcommercio su orari e chiusure negozi: deroghe certe dentro leggi chiare è la giusta direzione

Confcommercio su orari e chiusure negozi: deroghe certe dentro leggi chiare è la giusta direzione

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23 giugno 2014
116/2014

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Roma, 20.06.2014

 

Per affrontare il tema degli orari degli esercizi commerciali bisogna innanzitutto sgombrare il campo da luoghi comuni e riportare le opinioni di parte nel loro alveo naturale. A cominciare dal provvedimento Monti del 2011 sulla liberalizzazione degli orari e dei giorni di apertura degli esercizi commerciali che, infatti, non è stato di stimolo ai consumi, rimasti drammaticamente fermi al palo, né tantomeno ha favorito la crescita occupazionale e non ha portato alcun ulteriore beneficio ai consumatori. Ma soprattutto, perché il valore del pluralismo distributivo non può essere derubricato a fatto marginale perché questo modello risponde alle mutate esigenze dei consumatori, ai diversi stili di vita e corrisponde alla orografia del nostro paese. Dunque, il tema non è solo economico ma ha anche riflessi di natura sociale che, nel rispetto della nostra cultura, non possono essere ignorati: è quanto afferma in una nota Confcommercio-Imprese per l'Italia in merito alla discussione in corso sul provvedimento in materia di orari di apertura degli esercizi commerciali.

Il commercio, che peraltro continua a scontare gli effetti di una recessione che sembra non finire mai, è un settore già liberalizzato da tempo e che ha lasciato sul mercato solo imprese competitive. Inoltre, rispetto agli altri paesi, il sistema italiano della distribuzione commerciale, fatto di piccole, medie e grandi imprese, assicura ai consumatori livelli di servizio fra i più elevati in Europa e gli esercizi commerciali italiani risultano mediamente più aperti.

In questo quadro – conclude Confcommercio - il nuovo testo unificato presentato dalla Commissione attività produttive della Camera va certamente nella giusta direzione e risponde sostanzialmente alle richieste più volte avanzate da Confcommercio perché coglie l'obiettivo di avere deroghe certe dentro leggi chiare. Infatti, un minimo di regolamentazione certamente contribuisce a consolidare il modello distributivo italiano consentendo ai territori di valorizzare la propria vocazione turistica e commerciale, anche in particolari periodi dell'anno, e alle imprese di contenere i costi e di avere una corretta e certa attività di gestione garantendo, al tempo stesso, un adeguato livello nell'offerta dei servizi ai consumatori.

Confcommercio auspica che il governo metta a disposizione adeguate risorse per il fondo per il sostegno delle micro, piccole e medie imprese del commercio previsto dal nuovo testo unificato, strumento indispensabile per il comparto specialmente in una fase in cui la crisi non è ancora superata.

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