Confcommercio su indicatore consumi: resta fragilità

Recupero ancora lento

Confcommercio su indicatore consumi: resta fragilità

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13 ottobre 2017
149/2017

149/2017
Roma, 13.10.2017

L'indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) ha registrato a settembre 2017[1] un calo dello 0,4% rispetto ad agosto e un aumento dello 0,3% su base annua (tabb. 1 e 2). In termini di media mobile a tre mesi questo andamento ha determinato un contenuto ripiegamento (fig. 2), a segnalare il permanere di difficoltà sul versante dei consumi. Nonostante il graduale recupero in atto dalla seconda metà del 2014, la domanda delle famiglie non ha mai mostrato segnali di deciso miglioramento mantenendosi ancora molto distante dai livelli pre-crisi.

La presenza di dinamiche della domanda delle famiglie non particolarmente accentuate conferma la prudenza già espressa nel valutare le prospettive future, malgrado i principali indicatori congiunturali (qualitativi e quantitativi) continuino a mostrare dinamiche più favorevoli rispetto al passato.

In particolare sembra che la crescita del clima di fiducia nei mesi estivi stenti, almeno per adesso, a tradursi in più vivaci consumi.

Il netto miglioramento è risultato, a settembre, anche il sentiment delle imprese tornato sui valori del periodo pre-crisi. A questo andamento hanno fatto eccezione solo gli operatori dei servizi di mercato.

Alla fiducia manifestata dagli operatori del manifatturiero si continua ad associare un'evoluzione positiva della produzione industriale che ad agosto ha registrato un incremento del 1,2% rispetto a luglio. La tendenza al miglioramento dovrebbe proseguire, stando all'indagine di Confindustria, anche nei prossimi mesi con un incremento a settembre, in termini congiunturali, dell'1,0% della produzione industriale e dell'1,5% degli ordini.

La presenza di un quadro produttivo in consolidamento, pur continuando a produrre effetti positivi sui livelli occupazionali – ad agosto gli occupati sono aumentati di 36mila unità in termini congiunturali e di 375mila unità su base annua - non sembra sufficiente a intaccare in misura significativa la vasta area della disoccupazione. La riduzione registrata ad agosto sia in termini congiunturali (-42mila unità), che tendenziali (-60mila unità) non ha di fatto modificato una situazione che vede da ormai due anni il numero di persone in cerca di occupazione attestato su valori prossimi ai 3 milioni.

A completare il quadro del mercato del lavoro si evidenzia come anche ad agosto le ore di CIG autorizzate abbiano registrato, nel confronto annuo, un calo del 36,6% (-41,4% nel complesso degli otto mesi).

FIG. 1

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio

FIG. 2

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio

LE DINAMICHE CONGIUNTURALI

Il calo dello 0,4% dell'ICC registrato a settembre è derivato da una riduzione della spesa di beni (-0,6%) e da una stabilità della domanda relativa ai servizi.
Per quanto riguarda le singole macro-funzioni di spesa gli unici rialzi, seppur di modesta entità, hanno riguardato la spesa per i beni e i servizi ricreativi (+0,3%), per i beni e i servizi per la cura della persona (+0,1%) e la spesa relativa all'abbigliamento e alle calzature (+0,1). La domanda per gli alberghi, i pasti e le consumazioni fuori casa è risultata stabile.

La flessione più significativa si è registrata per i beni e servizi per la casa (-1,9%), risultato sui cui ha influito in misura significativa la minore domanda di energia da parte delle famiglie. In riduzione è risultata anche la domanda di beni e di servizi per la mobilità (-0,8%), evoluzione a cui ha contribuito il rallentamento delle vendite di auto e moto ai privati. Un calo contenuto ha interessato la domanda per beni e i servizi per le comunicazioni (-0,1%) e la spesa per gli alimentari, le bevande e i tabacchi (-0,1%).

TAB. 1 -ICC IN QUANTITA' - VARIAZIONI CONGIUNTURALI (dati destagionalizzati)

 

2016

 

 

2017

 

 

 

 

 

 

 

 

 

OTT

NOV

DIC

GEN

FEB

MAR

APR

MAG

GIU

LUG

AGO

SET

SERVIZI

0,5

0,2

0,2

-0,1

0,0

0,7

0,2

-0,4

1,0

0,1

0,2

0,0

BENI

-0,1

0,1

0,0

0,2

-0,3

-0,1

-0,8

0,5

0,2

-0,2

0,4

-0,6

  di cui alimentari e bevande

0,4

-0,6

-0,2

0,5

-0,5

0,2

0,0

-0,3

0,2

-0,1

0,0

-0,2

TOTALE

0,1

0,1

0,1

0,1

-0,2

0,2

-0,5

0,2

0,5

-0,1

0,3

-0,4

Beni e servizi ricreativi

0,3

0,0

-0,1

-0,1

0,0

0,4

-0,2

-0,8

1,2

-0,1

0,0

0,3

Alberghi, pasti e consumazioni fuori casa

0,8

0,2

0,2

-0,2

0,1

0,9

0,4

-0,3

0,8

-0,2

0,2

0,0

Beni e servizi per la mobilità

-1,4

1,3

1,4

-0,6

-0,3

-0,1

-3,0

1,9

-0,1

0,1

1,0

-0,8

Beni e servizi per le comunicazioni

0,5

0,8

-0,1

0,6

-0,3

0,0

-0,2

0,7

0,1

0,1

-0,3

-0,1

Beni e servizi per la cura della persona

0,1

0,2

-0,2

0,0

-0,3

0,1

-0,3

0,2

0,2

-0,3

-0,2

0,1

Abbigliamento e calzature

0,2

-0,3

-0,2

0,1

0,0

0,0

-0,2

0,1

-0,1

-0,2

-0,3

0,1

Beni e servizi per la casa

0,1

0,4

-0,5

0,6

-0,8

-0,2

-0,1

0,3

0,8

-0,4

1,5

-1,9

Alimentari, bevande e tabacchi

0,1

-0,8

-0,1

0,4

0,0

0,0

-0,3

0,0

0,2

-0,1

-0,1

-0,1

 

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio

LE DINAMICHE TENDENZIALI

La dinamica tendenziale dell'ICC ha registrato a settembre una crescita dello 0,3%, in rallentamento rispetto al mese di agosto. Questo risultato è la sintesi di un incremento sostenuto della domanda di servizi (+2,6%) e di un calo della spesa per i beni (-0,7%).

Andamenti positivi si sono rilevati per la domanda per gli alberghi, i pasti e le consumazioni fuori casa (+2,9%), per i beni e i servizi per le comunicazioni (+1,7%) e, con un incremento di minore entità, per i beni e i servizi ricreativi (+1,0%).

Proseguendo la tendenza al ridimensionamento, già evidenziata nei mesi precedenti, si è ridotta anche a settembre sia la spesa per l'abbigliamento e le calzature (-0,9%), sia la spesa per gli alimentari, le bevande e i tabacchi (-0,8%). In calo è risultata anche la domanda di beni e di servizi per la mobilità (-0,7%) che ad agosto era rimasta invariata. Di lieve entità è stata la riduzione della spesa per beni e servizi per la cura della persona (-0,3%) e per i beni e i servizi per la casa (-0,2%).

TAB. 2 - ICC IN QUANTITA' - VARIAZIONI TENDENZIALI (dati destagionalizzati)

 

2016

2017

 

 

 

 

 

 

Anno

I Trim

II Trim

III Trim

Lug

Ago

Set

SERVIZI

1,1

2,5

3,9

3,0

3,4

3,2

2,6

BENI

0,7

-0,2

-0,8

-0,5

-0,4

-0,3

-0,7

TOTALE

0,9

0,6

0,7

0,6

0,8

0,8

0,3

Beni e servizi ricreativi

-2,1

0,9

0,9

0,6

0,5

0,4

1,0

Alberghi, pasti e consumazioni fuori casa

1,8

3,0

5,4

3,6

4,2

3,8

2,9

Beni e servizi per la mobilità

8,6

1,0

-1,4

0,0

0,8

0,0

-0,7

Beni e servizi per le comunicazioni

-1,6

2,0

2,1

2,1

2,8

1,9

1,7

Beni e servizi per la cura della persona

0,3

-0,2

-0,5

-0,5

-0,4

-0,7

-0,3

Abbigliamento e calzature

-0,5

-0,6

-0,5

-1,1

-0,9

-1,5

-0,9

Beni e servizi per la casa

-0,7

0,3

0,2

0,6

0,2

1,7

-0,2

Alimentari, bevande e tabacchi

-0,7

-1,0

-1,1

-0,8

-0,8

-0,7

-0,8

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio

LE TENDENZE A BREVE TERMINE DEI PREZZI AL CONSUMO

Sulla base delle dinamiche registrate dalle diverse variabili che concorrono alla formazione dei prezzi al consumo[2], per il mese di ottobre 2017 si stima, rispetto a settembre, una variazione dello 0,1%. Nel confronto con ottobre del 2016 l'inflazione dovrebbe attestarsi al +1,3%, in moderata risalita rispetto al mese precedente.

STIMA DELL'INFLAZIONE

 

 

di cui

 

 

 

 

INDICE GENERALE

Prodotti alimentari e bevande analcoliche

Abitazione, acqua, elettricità e combustibili

Trasporti

Servizi ricettivi e di ristorazione

 

 

VARIAZIONI CONGIUNTURALI

 

Ott. '16

-0,1

0,1

0,1

-0,3

-0,4

Nov

-0,1

0,5

0,1

-0,4

-1,3

Dic

0,4

0,5

0,1

1,4

-0,2

Gen.'17

0,3

1,3

0,7

-0,1

0,1

Feb. 

0,4

1,4

0,5

0,7

0,1

Mar

0,0

-1,2

0,2

0,6

0,4

Apr

0,4

-0,4

0,2

1,7

2,0

Mag

-0,2

0,1

0,0

-1,4

0,6

Giu

-0,1

-0,8

0,0

0,2

0,4

Lug

0,1

-0,8

-0,2

0,4

0,3

Ago (*)

0,3

0,2

-0,1

2,2

-0,1

Set (**)

0,0

0,1

0,0

-0,5

0,1

 

 

VARIAZIONI TENDENZIALI

   

Ott. '16

-0,2

-0,2

-1,9

0,2

-0,3

Nov

0,1

0,0

-1,9

0,7

0,7

Dic

0,5

0,8

-1,8

2,2

0,7

Gen.'17

1,0

2,3

-0,5

3,2

1,1

Feb. 

1,6

3,8

0,0

4,9

1,1

Mar

1,4

2,8

0,2

4,6

1,2

Apr

1,9

2,2

3,0

5,6

1,8

Mag

1,4

1,9

3,0

3,7

1,9

Giu

1,2

1,0

3,0

3,0

2,2

Lug

1,1

0,9

2,6

2,3

2,2

Ago (*)

1,2

0,8

2,5

3,7

2,2

Set (**)

1,4

1,0

1,6

4,5

2,0

(*)  Il dato ISTAT di agosto è definitivo.
(**) Previsioni.
Fonte: Istat e previsioni Ufficio Studi Confcommercio

 

Beni e servizi ricreativi Servizi postali
Cinema, sport e altri spettacoli Servizi per le comunicazioni
Concorsi e pronostici Beni e servizi per la cura della persona
Cartoleria, libri, giornali e riviste Sanità
Cartoleria, libri, giornali e riviste Prodotti farmaceutici e terapeutii
Foto-ottica e pellicole, compact disk, supporti magnetici Prodotti di profumeria e cura della persona 
Audio, video e  strumenti musicali Abbigliamento e calzature
Altri prodotti Abbigliamento, pellicce e pelli per pellicceria
Alberghi, pasti e consumazioni fuori casa Calzature, articoli in pelle e da viaggio
Alberghi  Beni e servizi per la casa
Pubblici esercizi Affitti
Beni e servizi per la mobilità Energia elettrica 
Motocicli Mobili, articoli tessili, arredamento per la casa 
Automobili Elettrodomestici, radio, tv, registratori
Carburanti Generi casalinghi durevoli e non durevoli
Pedaggi Utensileria per la casa e ferramenta
Trasporti aerei Alimentari, bevande e tabacchi
Beni e servizi per la comunicazione Alimentari e bevande
Telecomunicazioni, telefonia e dotazioni per l'informatica Tabacchi


FONTI: AISCAT, AAMS, ANCMA, ASSAEROPORTI, FEDERALBERGHI, FIPE, FIT, ISTAT, MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, SIAE, SITA, TERNA, UNRAE 

CONSUMI & PREZZI è uno strumento di analisi congiunturale che Confcommercio mette a disposizione dei propri associati e di tutti coloro che sono interessati alla dinamica di breve periodo della spesa reale delle famiglie e dei prezzi delle principali voci di consumo.
Per raggiungere tali obiettivi si utilizzano informazioni mensili fornite da istituti ed organizzazioni pubbliche e private e dati provenienti dalle diverse indagini congiunturali condotte dall'ISTAT.
I gruppi di prodotti e di servizi osservati sono attualmente 29, che complessivamente rappresentano, nell'anno 2016, il 53,7% del valore dei consumi effettuati sul territorio. Per i servizi l'incidenza è del 32,0% e per i beni è del 78,1%. Escludendo le spese relative i fitti figurativi dal totale dei consumi e dei servizi di Contabilità Nazionale la rappresentatività, stimata, sale al 62,8% per il totale dei consumi e al 44,0% per i servizi.
La banca dati utilizzata si basa su serie mensili (primo dato gennaio 2000) dei livelli di spesa in valore ed in quantità da cui si desumono gli indici di prezzo. Nel caso di informazioni trimestrali si è proceduto all'interpolazione dei dati mancanti.
La base per i livelli in volume è rappresentata dall'anno 2015. Come indici di prezzo delle serie elementari si è utilizzato il relativo NIC a base 2015. Per l'abbigliamento e le calzature le serie elementari sono deflazionate con l'IPCA (base 2015).
Le serie sono destagionalizzate con la procedura TRAMO-SEATS.
Per ulteriori informazioni sulla metodologia di costruzione dell'ICC si rimanda alla nota pubblicata il 28 marzo 2011. Per la metodologia di stima dell'indice dei prezzi si rimanda alla nota pubblicata il 6 settembre 2011 (Sito Confcommercio > Ufficio Studi)

PROSSIMA USCITA: 10 novembre 2017


[1] I dati dell'ultimo mese devono essere considerati come stime provvisorie in quanto ottenuti attraverso l'integrazione dei dati disponibili con uno specifico modello di previsione ARIMA applicato alle singole serie mensili che compongono l'ICC.

[2] Stima mensile sull'andamento dei prezzi nel mese in corso relativa al NIC (Numero indice dei prezzi al consumo per l'intera collettività). Il dato è riferito ad un insieme più ampio di beni e servizi considerati nell'ICC.

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