Confcommercio su stop aumento limite contante: danno per l'economia, imprese lontane da Europa

Confcommercio su stop aumento limite contante: danno per l'economia, imprese lontane da Europa

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7 agosto 2013
161/2013

 

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Roma, 07.08.2013

 

 

 

CONFCOMMERCIO SU STOP AUMENTO LIMITE CONTANTE:
DANNO PER L'ECONOMIA, IMPRESE LONTANE DA EUROPA

 

Un danno per l'economia e un'occasione persa per portare il nostro Paese sullo stesso piano degli altri paesi europei, consentendo alle imprese di operare con maggiore concorrenzialità, e favorire il comparto turistico e commerciale: questo il commento di Confcommercio all'emendamento al "Decreto Fare" di elevare il limite a 3.000 euro per la circolazione del contante presentato oggi dai senatori D'Alì e Bonfrisco e respinto dal Senato.

L'attuale soglia a 1.000 euro, introdotta dal decreto Salva Italia a fine 2011, rappresenta un freno per quelle realtà imprenditoriali, soprattutto nel commercio e nel turismo, in cui i pagamenti in contanti risultano "fisiologici" e ha comportato difficoltà operative e perdita di opportunità economiche per le imprese operanti in aree transfrontaliere, considerando che negli altri Paesi dell'UE vigono soglie per l'utilizzo del contante più elevate. Per questo, l'innalzamento della soglia a 3.000 euro, pur posizionandosi ai livelli più bassi in Europa, avrebbe comunque consentito alle imprese una maggiore concorrenzialità rispetto ai soggetti operanti negli altri Paesi dell'UE con ricadute positive, in particolare, nei settori del commercio e del turismo.

Dispiace, dunque, che non sia stata colta questa opportunità – conclude Confcommercio – un tema che resta di cruciale importanza per il quale è indispensabile che si affronti il nodo delle necessarie modifiche alla normativa antiriciclaggio per consentire un livello di utilizzo del contante coerente con le esigenze delle transazioni commerciali.

 

 

 

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