ICC luglio 2014: consumi in movimento ma quadro economico resta debole e contradditorio

ICC luglio 2014: consumi in movimento ma quadro economico resta debole e contradditorio

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4 settembre 2014
168/2014

 

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Roma, 4.9.2014

 

 

L'indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) registra a luglio una crescita dello 0,3% rispetto a giugno e un calo dello 0,1% tendenziale (tabb. 1 e 2). In termini di media mobile a tre mesi l'indicatore, posto 100 l'ultimo quarto del 2007, rimane stabile (fig. 2). Tutto questo, anche in considerazione di un quadro congiunturale che resta fiacco e ricco di contraddizioni, indica che è ancora prematuro parlare di inizio di una fase di recupero della spesa delle famiglie. Infatti, i deboli segnali di miglioramento sul versante dei consumi sono offuscati dal terzo calo consecutivo della fiducia, con l'indice che torna nel mese di agosto sui valori di marzo; la produzione industriale non mostra un deciso recupero e i dati mensili sull'occupazione sono caratterizzati da una perdurante alternanza valori positivi e negativi; inoltre, il sentiment delle imprese ad agosto è tornato a scendere, condizionato dalle aspettative negative manifestate dagli operatori di tutti i settori economici, dopo che a luglio aveva registrato un significativo miglioramento.

La debolezza dell'attività produttiva continua a determinare un'evoluzione del mercato del lavoro che, seppure meno negativa rispetto al biennio precedente, presenta molti elementi di criticità. A luglio 2014 sembrano essersi attenuati i segnali di moderato miglioramento che si erano registrati nei mesi precedenti. Gli occupati sono diminuiti di 35mila unità rispetto a giugno, collocandosi sui livelli di gennaio. Il confronto su base annua segnala una riduzione di 71mila unità. Nello stesso mese si è registrato un significativo aumento dei disoccupati (+69mila unità rispetto a giugno, +143mila su base annua). Queste dinamiche hanno portato, a luglio, ad un innalzamento del tasso di disoccupazione dal 12,3% al 12,6%.

Modesti segnali positivi sembrano emergere dalla CIG che evidenzia, anche a luglio, una marcata riduzione delle ore autorizzate (-25%, rispetto all'analogo mese del 2013). A questa tendenza fa eccezione solo la componente relativa alla CIG straordinaria (+18%).

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio

 

LE DINAMICHE CONGIUNTURALI

Rispetto a giugno l'ICC mostra un modesto incremento (+0,3%, tab. 1). Questo risultato deriva da un aumento dello 0,6% della domanda per la componente relativa ai beni, mentre la componente relativa ai servizi ha evidenziato un calo della spesa dello 0,2%.

Relativamente alle singole macro-funzioni di spesa aumenti significativi, rispetto a giugno, si registrano per i beni e servizi per la mobilità (+1,9%) e per gli alimentari e bevande e tabacchi (+0,9%). In lieve incremento i beni e servizi per le comunicazioni (+0,4%), i beni e servizi ricreativi (+0,3%), i beni e servizi per la cura della persona (+0,2%) e l'abbigliamento e le calzature (+0,1%). Si è, invece, ridotta a luglio la spesa per gli alberghi, pasti e consumazioni fuori casa (-0,4%) e per i beni e servizi per la casa (-0,3%). 

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio

 

LE DINAMICHE TENDENZIALI

La dinamica tendenziale dell'ICC di luglio, che mostra una diminuzione dello 0,1%, sintetizza una modesta crescita dello 0,1% della domanda relativa ai servizi, mentre la spesa per i beni ha registrato un calo dello 0,2%.

A luglio 2014, variazioni positive, su base annua, si rilevano per i beni e servizi per le comunicazioni (+5,2%), per i beni e servizi per ricreativi (+0,9) e per i beni ed i servizi per la mobilità (+0,3%). Su questo segmento ha inciso il miglioramento delle vendite di auto a privati; dinamica che, stando ai dati di agosto, non sembra preludere ad una vera ripresa del mercato. Un aumento, seppur modesto, si è registrato anche per gli alimentari, bevande e tabacchi (+0,2%).

Una riduzione dei consumi ha interessato i beni e servizi per la casa (-1,7%), gli alberghi, pasti e consumazioni fuori casa (-1,1%), l'abbigliamento e le calzature (-1,1%) che permangono in territorio negativo nonostante il periodo dei saldi. 

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio

 

LE TENDENZE A BREVE TERMINE DEI PREZZI AL CONSUMO

Sulla base delle dinamiche registrate dalle diverse variabili che concorrono alla formazione dei prezzi al consumo, per il mese di settembre 2014 si stima una riduzione dell'inflazione in termini congiunturali dello 0,2% con un tasso di crescita tendenziale dei prezzi al consumo pari a zero. E' presumibile che nei prossimi mesi, in virtù del confronto statistico, i prezzi mostrino, anche in presenza di una sostanziale invarianza, una modesta crescita in termini tendenziali.

(*)  Il dato ISTAT di agosto è provvisorio. Tra parentesi le previsioni del mese precedente.
(**) Previsioni.
Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio

 

CONSUMI & PREZZI è uno strumento di analisi congiunturale che Confcommercio mette a disposizione dei propri associati e di tutti coloro che sono interessati alla dinamica di breve periodo della spesa reale delle famiglie e dei prezzi delle principali voci di consumo.

Per raggiungere tali obiettivi si utilizzano informazioni mensili fornite da istituti ed organizzazioni pubbliche e private e dati provenienti dalle diverse indagini congiunturali condotte dall'ISTAT.

I gruppi di prodotti e di servizi osservati sono attualmente 29, consistenti, nell'anno 2012, al 57,2% del valore dei consumi effettuati sul territorio. Per i servizi l'incidenza è del 33,7% e per i beni è dell'82,9%. Escludendo le spese relative i fitti figurativi dal totale dei servizi di Contabilità Nazionale la rappresentatività, stimata, sale al 66,4% per il totale dei consumi e al 45,9% per i servizi

La banca dati utilizzata si basa su serie mensili (primo dato gennaio 2000) dei livelli di spesa in valore ed in quantità da cui si desumono gli indici di prezzo. Nel caso di informazioni trimestrali si è proceduto all'interpolazione dei dati mancanti.

La base per i livelli in volume è rappresentata dall'anno 2010. Come indici di prezzo delle serie elementari si è utilizzato il relativo NIC a base 2010. Per l'abbigliamento e le calzature le serie elementari sono deflazionate con l'IPCA riportato a base 2010.

Le serie sono destagionalizzate con la procedura TRAMO-SEATS.

Per ulteriori informazioni sulla metodologia di costruzione dell'ICC si rimanda alla nota pubblicata il 28 marzo 2011. Per la metodologia di stima dell'indice dei prezzi si rimanda alla nota pubblicata il 6 settembre 2011 (www.confcommercio.it/ufficio-studi

PROSSIMA USCITA: 9 ottobre 2014

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