Indicatore Consumi Confcommercio: a settembre andamento lento

In aumento l'Ict domestico (+0,5%), stabili gli altri comparti

Indicatore Consumi Confcommercio: a settembre andamento lento

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5 novembre 2015
178/2015

 

178/15                                                                                                    Roma, 5.11.2015

 

L'indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) registra a settembre 2015 un calo dello 0,1% rispetto ad agosto ed una crescita dell'1,9% tendenziale (tabb. 1 e 2). La stima per il mese di agosto è rivista al rialzo da -0,3% a -0,1% rispetto a luglio. In media mobile a tre mesi la tendenza resta orientata al miglioramento (fig. 2). Il dato congiunturale si inserisce in un contesto in cui la ripresa stenta ad assumere maggiore dinamicità. Le famiglie, seppure orientate all'ottimismo, continuano ad essere vincolate da dinamiche reddituali in crescita contenuta.

Anche le imprese hanno evidenziato, ad ottobre, una crescita della fiducia a cui hanno contribuito le aspettative positive soprattutto da parte degli operatori del commercio, mentre nel manifatturiero e nei servizi di mercato il miglioramento dei giudizi è stato modesto. Solo gli imprenditori delle costruzioni segnalano un peggioramento dei clima di fiducia.

A questo miglioramento complessivo del sentiment si associa un'evoluzione positiva della produzione. Stando alle stime elaborate da Confindustria, anche ad ottobre è proseguita la fase di recupero dei livelli produttivi (+0,2% sul mese precedente). La tendenza, come emerge dagli ordini (+0,6% ad ottobre rispetto a settembre), dovrebbe proseguire anche nei mesi finali del 2015.

Qualche elemento d'incertezza è emerso sul versante dell'occupazione. Dopo un trimestre di ripresa dei livelli occupazionali a settembre il numero di persone occupate, valutate al netto dei fattori stagionali, è diminuito di 36mila unità rispetto ad agosto (+192mila su base annua). Nel complesso dei nove mesi, l'incremento degli occupati è pari a 199mila unità. Più positivo è risultato l'andamento della disoccupazione con una riduzione, rispetto ad agosto, delle persone in cerca di occupazione di 35mila unità e di 264mila su base annua. Nel complesso dei nove mesi del 2015 i disoccupati sono diminuiti di 92mila unità. Il combinarsi di queste dinamiche ha determinato, a settembre, un ulteriore modesto ridimensionamento del tasso di disoccupazione sceso all'11,8%. Un dato che va letto, però, con molta cautela in considerazione dell'aumento del numero di persone inattive, fenomeno a cui potrebbe aver contribuito il maggior numero di pensionamenti rilevato negli ultimi mesi, con un possibile sfasamento temporale tra cessazioni dei rapporti di lavoro e assunzioni. Segnali positivi continuano ad emergere dalla CIG, a segnalare una maggiore richiesta di lavoro da parte delle imprese. A settembre è continuata la fase di ridimensionamento delle ore autorizzate (-38,1% su base annua), con un dato, per il complesso dei primi nove mesi, inferiore del 32% rispetto all'analogo periodo del 2014.

LE DINAMICHE CONGIUNTURALI

A settembre l'ICC registra, rispetto al mese precedente, un modesto calo (-0,1%) in linea con la flessione riscontrata anche ad agosto. Il risultato deriva da una stabilità della domanda relativa ai servizi e da un lieve ridimensionamento della domanda dei beni (-0,1%).

Per quanto riguarda le singole macro-funzioni di spesa, l'unico rialzo ha interessato la domanda per i beni e i servizi per le comunicazioni (+0,5%), che evidenziano un risultato migliore rispetto al mese precedente.

Rimane stabile la domanda per gli alberghi, i pasti e i consumi fuori casa, dopo il modesto incremento di agosto; la tendenza alla stabilizzazione ha interessato anche la domanda di prodotti per l'abbigliamento e le calzature, che ad agosto aveva fatto registrare una modesta crescita, e la spesa per gli alimentari, le bevande e i tabacchi.

In flessione la domanda dei beni e servizi per la casa (-0,4%), evoluzione determinata, come già accaduto ad agosto, dalla minore domanda di energia da parte delle famiglie.

Una riduzione, in linea con il risultato di agosto, ha interessato la domanda per i beni e i servizi per la mobilità (-0,2%) determinata dal minor consumo di carburanti a fronte di un buon andamento delle vendite di auto ai privati.

In calo contenuto anche la domanda per i beni e servizi ricreativi (-0,2%) e la spesa per beni e servizi per la cura della persona (-0,1%).

LE DINAMICHE TENDENZIALI

La dinamica tendenziale dell'ICC registra a settembre una crescita dell'1,9%, dato lievemente inferiore rispetto a quanto rilevato nel mese precedente. Questo risultato sintetizza l'andamento positivo sia della domanda relativa ai beni (+2,0%), sia di quella per i servizi (+1,5%).

Il dato di settembre è stato determinato dalla domanda di beni e servizi per la mobilità (+7,4%), e dei beni e servizi per le comunicazioni (+4,1%) e, con un incremento di minore entità, dalla domanda per i servizi e i pasti e i consumi fuori casa (+1,7%).

Più contenuto è stato l'aumento, su base annua, della spesa per l'abbigliamento e le calzature (+1,0%) e della spesa per i beni e i servizi ricreativi (+0,8%).

Positivi sono risultati anche gli andamenti della spesa per i beni e servizi per la casa (+0,7%), per gli alimentari, le bevande e i tabacchi (+0,6%) e per i beni e i servizi per la cura della persona (+0,5%).

LE TENDENZE A BREVE TERMINE DEI PREZZI AL CONSUMO

Sulla base delle dinamiche registrate dalle diverse variabili che concorrono alla formazione dei prezzi al consumo, per il mese di novembre 2015 si stima, rispetto a settembre, una stabilità dei prezzi. Nel confronto con novembre 2014 la variazione del NIC dovrebbe attestarsi al +0,5%.

PRODOTTI E SERVIZI CONSIDERATI

Beni e servizi ricreativi

Servizi postali

Cinema, sport e altri spettacoli

Servizi per le comunicazioni

Concorsi e pronostici

Beni e servizi per la cura della persona

Cartoleria, libri, giornali e riviste

Sanità

Foto-ottica e pellicole, compact disk, supporti magnetici

Prodotti farmaceutici e terapeutici

audio, video e  strumenti musicali

Prodotti di profumeria e cura della persona

Giochi, giocattoli, articoli per lo sport ed il campeggio

Abbigliamento e calzature

Altri prodotti

Abbigliamento, pellicce e pelli per pellicceria

Alberghi, pasti e consumazioni fuori casa

Calzature, articoli in pelle e da viaggio

Alberghi

Beni e servizi per la casa

Pubblici esercizi

Affitti

Beni e servizi per la mobilità

Energia elettrica

Motocicli

Mobili, articoli tessili, arredamento per la casa

Automobili

Elettrodomestici, radio, tv, registratori

Carburanti

Generi casalinghi durevoli e non durevoli

Pedaggi

Utensileria per la casa e ferramenta

Trasporti aerei

Alimentari, bevande e tabacchi

Beni e servizi per la comunicazione

Alimentari e bevande

Telecomunicazioni, telefonia e dotazioni per l'informatica

Tabacchi

 

FONTI: AISCAT, AAMS, ANCMA, ASSAEROPORTI, FEDERALBERGHI, FIPE, FIT, ISTAT, MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, SIAE, SITA, TERNA, UNRAE.

CONSUMI & PREZZI è uno strumento di analisi congiunturale che Confcommercio mette a disposizione dei propri associati e di tutti coloro che sono interessati alla dinamica di breve periodo della spesa reale delle famiglie e dei prezzi delle principali voci di consumo.

Per raggiungere tali obiettivi si utilizzano informazioni mensili fornite da istituti ed organizzazioni pubbliche e private e dati provenienti dalle diverse indagini congiunturali condotte dall'ISTAT.

I gruppi di prodotti e di servizi osservati sono attualmente 29, che complessivamente rappresentano, nell'anno 2014, il 54,5% del valore dei consumi effettuati sul territorio. Per i servizi l'incidenza è del 32,0% e per i beni è del 79,5%. Escludendo le spese relative i fitti figurativi dal totale dei consumi e dei servizi di Contabilità Nazionale la rappresentatività, stimata, sale al 63,8% per il totale dei consumi e al 44,2% per i servizi.

La banca dati utilizzata si basa su serie mensili (primo dato gennaio 2000) dei livelli di spesa in valore ed in quantità da cui si desumono gli indici di prezzo. Nel caso di informazioni trimestrali si è proceduto all'interpolazione dei dati mancanti.

La base per i livelli in volume è rappresentata dall'anno 2010. Come indici di prezzo delle serie elementari si è utilizzato il relativo NIC a base 2010. Per l'abbigliamento e le calzature le serie elementari sono deflazionate con l'IPCA riportato a base 2010.

Le serie sono destagionalizzate con la procedura TRAMO-SEATS.

Per ulteriori informazioni sulla metodologia di costruzione dell'ICC si rimanda alla nota pubblicata il 28 marzo 2011. Per la metodologia di stima dell'indice dei prezzi si rimanda alla nota pubblicata il 6 settembre 2011 (Sito Confcommercio > Ufficio Studi)

 

 

PROSSIMA USCITA: 3 dicembre 2015

 

 

 

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