Indicatore Consumi Confcommercio: ad agosto lieve crescita ma ancora sotto i minimi di 1 anno fa

Ad ottobre modesto aumento dei prezzi per l'incremento delle tariffe energetiche

Indicatore Consumi Confcommercio: ad agosto lieve crescita ma ancora sotto i minimi di 1 anno fa

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8 ottobre 2014
194/2014

 

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Roma, 8.10.2014

 

 

L'indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) registra ad agosto una crescita dello 0,1% rispetto a luglio e un calo dello 0,1% rispetto ad agosto del 2013 (tabb. 1 e 2). L'osservazione di tre consecutive variazioni congiunturali positive, pur rappresentando un indubbio segnale di miglioramento che non può essere trascurato, non permette, comunque, una lettura ottimistica della situazione attuale. Infatti, l'entità delle variazioni appare troppo contenuta e insufficiente a garantire una significativa ripresa dei livelli di consumo delle famiglie che restano ancora al di sotto dei valori minimi dello scorso anno (le variazioni tendenziali dei primi otto mesi del 2014 sono tutte negative).

 

Sul versante della fiducia, a fronte di un modesto recupero del sentiment delle famiglie nel mese di settembre, le imprese evidenziano aspettative negative con un calo, il secondo consecutivo, del clima di fiducia degli operatori di tutti i settori economici, soprattutto nei servizi di mercato e nel commercio al dettaglio. In linea con prospettive di ripresa ancora molto incerte, anche la produzione industriale, stando alle stime di Confindustria, registra a settembre, dopo il recupero di agosto, un calo dello 0,2%. I dati sugli ordinativi, riferiti allo stesso mese, sembrano indicare il permanere di una situazione di sostanziale stagnazione anche nell'ultimo quarto dell'anno.

 

Segnali migliori sembrano emergere dal mercato del lavoro. Ad agosto gli occupati sono aumentati di 32mila unità, in termini congiunturali, ed i disoccupati sono diminuiti di 82mila unità, con un conseguente modesto ridimensionamento del tasso di disoccupazione sceso al 12,3% (12,6% a luglio). Il superamento della fase più difficile del mercato del lavoro sembra confermata dalle medie mobili a tre mesi, con una lieve, ma stabile, tendenza all'aumento degli occupati ed un ridimensionamento del numero di disoccupati.

Segnali di conferma in questo senso provengono anche dalla CIG, che registra, anche ad agosto, una riduzione delle ore autorizzate (-14,4%, rispetto all'analogo mese del 2013, -8,5% nel complesso dei primi otto mesi dell'anno). A questa tendenza continua a fare eccezione la componente relativa alla CIG straordinaria (+74% ad agosto, +25% nel periodo gennaio-agosto).

LE DINAMICHE CONGIUNTURALI

Rispetto a luglio il modesto incremento che ha registrato l'ICC (+0,1%, tab. 1) deriva da un aumento sia della domanda per la componente relativa ai servizi, cresciuta dello 0,2% dopo il calo di luglio, sia della componente relativa ai beni che ha evidenziato un incremento di minore entità (+0,1%). Relativamente alle singole macro-funzioni di spesa, aumenti significativi, rispetto a luglio, si registrano per i beni e servizi per le comunicazioni (+0,6%), per gli alimentari e bevande e tabacchi (+0,4%) e per gli alberghi, pasti e consumazioni fuori casa (+0,3%). In lieve incremento i beni e servizi per la casa (+0,1%), mentre ha registrato una variazione pari a zero la spesa per i beni e servizi per la cura della persona. Si è, invece, ridotta ad agosto la spesa per i beni e servizi per la mobilità (-0,2%), per i beni e servizi ricreativi (-0,2%) e per l'abbigliamento e le calzature (-0,1%). 

LE DINAMICHE TENDENZIALI

La dinamica tendenziale dell'ICC di agosto mostra una diminuzione dello 0,1%, come registrato anche nel mese di luglio. Questo risultato sintetizza una modesta crescita dello 0,2% della domanda relativa ai servizi, mentre la spesa per i beni ha registrato un calo dello 0,3%. Ad agosto 2014, le uniche variazioni positive, su base annua, si rilevano per i beni e servizi per le comunicazioni (+6,0%), per i beni ed i servizi per la mobilità (+0,4%) grazie ad un incremento delle vendite di auto, e per i beni e servizi ricreativi (+0,3%); la spesa per i beni e servizi per la cura della persona registra una variazione pari a zero. La spesa si riduce nel segmento dei beni e servizi per la casa (-1,6%) per gli alberghi, pasti e consumazioni fuori casa (-0,8%), per l'abbigliamento e le calzature (-0,5%) e in misura modesta anche per gli alimentari, bevande e tabacchi (-0,2%). 

LE TENDENZE A BREVE TERMINE DEI PREZZI AL CONSUMO

Sulla base delle dinamiche registrate dalle diverse variabili che concorrono alla formazione dei prezzi al consumo, per il mese di ottobre 2014 si stima una crescita dell'inflazione in termini congiunturali dello 0,1%, con un tasso di variazione tendenziale dei prezzi al consumo pari allo 0,2%. Stando a queste indicazioni dopo un bimestre caratterizzato dalla deflazione i prezzi tornerebbero ad aumentare, sia pure di poco, andamento a cui dovrebbero contribuire anche i recenti aumenti delle tariffe energetiche.

CONSUMI & PREZZI è uno strumento di analisi congiunturale che Confcommercio mette a disposizione dei propri associati e di tutti coloro che sono interessati alla dinamica di breve periodo della spesa reale delle famiglie e dei prezzi delle principali voci di consumo.

Per raggiungere tali obiettivi si utilizzano informazioni mensili fornite da istituti ed organizzazioni pubbliche e private e dati provenienti dalle diverse indagini congiunturali condotte dall'ISTAT.

I gruppi di prodotti e di servizi osservati sono attualmente 29, consistenti, nell'anno 2012, al 57,2% del valore dei consumi effettuati sul territorio. Per i servizi l'incidenza è del 33,7% e per i beni è dell'82,9%. Escludendo le spese relative i fitti figurativi dal totale dei servizi di Contabilità Nazionale la rappresentatività, stimata, sale al 66,4% per il totale dei consumi e al 45,9% per i servizi

La banca dati utilizzata si basa su serie mensili (primo dato gennaio 2000) dei livelli di spesa in valore ed in quantità da cui si desumono gli indici di prezzo. Nel caso di informazioni trimestrali si è proceduto all'interpolazione dei dati mancanti.

La base per i livelli in volume è rappresentata dall'anno 2010. Come indici di prezzo delle serie elementari si è utilizzato il relativo NIC a base 2010. Per l'abbigliamento e le calzature le serie elementari sono deflazionate con l'IPCA riportato a base 2010.

Le serie sono destagionalizzate con la procedura TRAMO-SEATS.

Per ulteriori informazioni sulla metodologia di costruzione dell'ICC si rimanda alla nota pubblicata il 28 marzo 2011. Per la metodologia di stima dell'indice dei prezzi si rimanda alla nota pubblicata il 6 settembre 2011 (www.confcommercio.it/ufficio-studi)

                                                                                                      PROSSIMA USCITA: 6 NOVEMBRE 2014

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