Con la nuova tassa sui rifiuti aumenti fino ad oltre il 600%

Gli effetti sulle imprese del commercio, del turismo dei servizi in un'analisi di Confcommercio

Con la nuova tassa sui rifiuti aumenti fino ad oltre il 600%

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1 novembre 2013
220/2013

 

220/13
Roma, 1.11.2013

 

 

Gli effetti sulle imprese del commercio, del turismo dei servizi in un'analisi di Confcommercio

 

CON AL NUOVA TASSA SUI RIFIUTI AUMENTI FINO AD OLTRE IL 600%

 

Con il passaggio dalla TARSU alla TARI, la nuova tariffa sui rifiuti, nel 2014 l'incremento medio dei costi per il servizio urbano dei rifiuti sarà pari al 290% e, per alcune tipologie di impresa, sarà ancora più salato: per un bar, infatti, l'aumento sarà di oltre il 300%, fino ad arrivare ad una maggiorazione di circa sei volte per un ristorante (+480%) e, addirittura, di quasi otto volte per un negozio di ortofrutta (+650%) o una discoteca (+680%); incrementi molto rilevanti e ingiustificati che derivano essenzialmente dall'adozione di criteri presuntivi e potenziali e non dalla reale quantità di rifiuti prodotta; una pesante penalizzazione per il sistema delle imprese della distribuzione e dei servizi di mercato che impone la necessità di rivedere al più presto la struttura dell'attuale sistema di prelievo sulla base del principio "chi inquina paga" e ridefinire con maggiore puntualità coefficienti e voci di costo distinguendo, in particolare, tra utenze domestiche e non domestiche e tenendo conto anche degli aspetti riguardanti la stagionalità delle attività economiche.

Questi, in sintesi, i principali risultati che emergono da un'analisi di Confcommercio sugli effetti per le imprese nel 2014 derivanti dal nuovo tributo TARI introdotto dalla Legge di Stabilità.

 

Il nuovo tributo TARI sui rifiuti

La legge di stabilità, agli articoli 19 e seguenti, istituisce un nuovo tributo sui servizi comunali, denominato TRISE. Esso si articola in due componenti: la prima, denominata TARI, a copertura dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani; la seconda, denominata TASI, a fronte della copertura dei costi relativi ai servizi indivisibili dei comuni.

La struttura della TARI riflette quasi pedissequamente la precedente formulazione della TARES e, quindi, della vecchia TIA, in quanto ripropone tariffe determinate sulla base di coefficienti di produzione potenziali e non sui reali quantitativi di rifiuti prodotti. Quello che manca, ancora una volta, è la volontà di instaurare un legame diretto tra produzione di rifiuto e spesa, secondo il principio comunitario del "chi inquina paga". In pratica, il mantenimento dei vecchi criteri di produzione "presuntiva" non solo rischiano di tradursi in condizioni di costo estremamente diversificate sul territorio a parità di attività economica, ma ripresentano tutte le criticità e i limiti che i precedenti regimi di prelievo hanno mostrato e che più volte Confcommercio ha denunciato.

Infatti, nei Comuni dove è stato operato il passaggio dalla TARSU alla TIA, si è assistito ad aumenti tariffari medi del 200%, generati non tanto da un incremento della quantità dei rifiuti prodotti ma, più semplicemente, da una non adeguata determinazione dei coefficienti potenziali di produzione.

 

Gli effetti per le imprese del commercio, del turismo e dei servizi

Considerando che la maggior parte dei comuni italiani, ben l'82%, applica ancora la TARSU, mentre solo il 16% utilizza la TIA e pochissimi (2%) sono passati a TARES, l'applicazione della TARI comporterà, secondo un'elaborazione di Confcommercio, un incremento medio dei costi per il servizio urbano dei rifiuti del 290% e per alcune tipologie di attività incrementi medi di quasi il 500%, come per la ristorazione, o addirittura superiori al 600%, come per l'ortofrutta e le discoteche.

Dall'analisi su alcune tipologie di attività economica illustrata nelle tabelle seguenti, risulta in maniera evidente il pesante aumento di fiscalità che il passaggio al nuovo tributo dal 1° gennaio 2014 comporta. Una situazione che, anche in considerazione dell'attuale crisi economica, sarebbe davvero insostenibile per le imprese e graverebbe, in generale, sull'intero sistema Paese con conseguenti effetti in termini di riduzione dei consumi.

 

DISCOTECHE, NIGHT CLUB (sup. media 200 MQ)

Regime tariffario: TARSU
Tributo annuo: 486,00 Euro
Imposte: 72,90 Euro
 

Spesa annua tutto compreso: 558,90 Euro

Regime tariffario: TARI
Quota Fissa: 2.174,20 Euro
Quota variabile: 1.629,20 Euro
Imposte: 570,51 Euro
Spesa annua tutto compreso: 4.373,91 Euro
+682%

Fonte: elaborazioni Confcommercio su dati Camera Commercio Milano, Ref

 

ORTOFRUTTA, PESCHERIE, FIORI, PIZZA AL TAGLIO (sup. media 100 MQ)

Regime tariffario: TARSU
Tributo annuo: 349,00 Euro
Imposte: 52,35 Euro
 

Spesa annua tutto compreso: 401,35 Euro

Regime tariffario: TARI
Quota Fissa: 1.496,10 Euro
Quota variabile: 1.119,90 Euro
Imposte: 392,40 Euro
Spesa annua tutto compreso: 3.008,40 Euro
+650%

Fonte: elaborazioni Confcommercio su dati Camera Commercio Milano, Ref

 

RISTORANTI, TRATTORIE, PIZZERIE (sup. media 200 MQ)

Regime tariffario: TARSU
Tributo annuo: 698,00 Euro
Imposte: 104,70 Euro
 

Spesa annua tutto compreso: 802,70 Euro

Regime tariffario: TARI
Quota Fissa: 2.324,40 Euro
Quota variabile: 1.740,80 Euro
Imposte: 609,78 Euro
Spesa annua tutto compreso: 4.674,98 Euro
+482%

Fonte: elaborazioni Confcommercio su dati Camera Commercio Milano, Ref

 

BAR, CAFFÈ, PASTICCERIA (sup. media 100 MQ)

Regime tariffario: TARSU
Tributo annuo: 349,00 Euro
Imposte: 52,35 Euro
 

Spesa annua tutto compreso: 401,35 Euro

Regime tariffario: TARI
Quota Fissa: 826,30 Euro
Quota variabile: 618,30 Euro
Imposte: 216,69 Euro
Spesa annua tutto compreso: 1.661,29 Euro
+314%

Fonte: elaborazioni Confcommercio su dati Camera Commercio Milano, Ref

 

SUPERMERCATO, MACELLERIA, GENERI ALIMENTARI (sup. media 300 MQ)

Regime tariffario: TARSU
Tributo annuo: 1.047,00 Euro
Imposte: 157,05 Euro
 

Spesa annua tutto compreso: 1.204,05 Euro

Regime tariffario: TARI
Quota Fissa: 1.727,70 Euro
Quota variabile: 1.296,30 Euro
Imposte: 453,60 Euro
Spesa annua tutto compreso: 3.477,60 Euro
+188%

Fonte: elaborazioni Confcommercio su dati Camera Commercio Milano, Ref

 

ALBERGO SENZA RISTORANTE (sup. media 200 MQ)

Regime tariffario: TARSU
Tributo annuo: 336,00 Euro
Imposte: 50,40 Euro
 

Spesa annua tutto compreso: 386,40 Euro

Regime tariffario: TARI
Quota Fissa: 423,60 Euro
Quota variabile: 317,20 Euro
Imposte: 111,12 Euro
Spesa annua tutto compreso: 840,92 Euro
+118%

Fonte: elaborazioni Confcommercio su dati Camera Commercio Milano, Ref

 

CAMPEGGI, DISTRIBUTORI DI CARBURANTE, IMPIANTI SPORTIVI (sup. media 3000 MQ)

Regime tariffario: TARSU
Tributo annuo: 4.749,00 Euro
Imposte: 712,35 Euro
 

Spesa annua tutto compreso: 5.461,35 Euro

Regime tariffario: TARI
Quota Fissa: 5.133,00 Euro
Quota variabile: 3.849,00 Euro
Imposte: 1.347,30 Euro
Spesa annua tutto compreso: 10.329,30 Euro
+89%

Fonte: elaborazioni Confcommercio su dati Camera Commercio Milano, Ref

 

EDICOLA, FARMACIA, TABACCHI (sup. media 30 MQ)

Regime tariffario: TARSU
Tributo annuo: 90,00 Euro
Imposte: 13,50 Euro
 

Spesa annua tutto compreso: 103,50 Euro

Regime tariffario: TARI
Quota Fissa: 91,08 Euro
Quota variabile: 68,22 Euro
Imposte: 23,90 Euro
Spesa annua tutto compreso: 183,20 Euro
+77%

Fonte: elaborazioni Confcommercio su dati Camera Commercio Milano, Ref

 

NEGOZI ABBIGLIAMENTO, CALZATURE, LIBRERIE, CARTOLERIE, FERRAMENTA (sup. media 200 MQ)

Regime tariffario: TARSU
Tributo annuo: 600,00 Euro
Imposte: 90,00 Euro
 

Spesa annua tutto compreso: 690,00 Euro

Regime tariffario: TARI
Quota Fissa: 500,80 Euro
Quota variabile: 375,40 Euro
Imposte: 131,43 EuroSpesa annua tutto compreso: 1.007,63 Euro
+46%

Fonte: elaborazioni Confcommercio su dati Camera Commercio Milano, Ref

 

Le proposte

Per superare queste criticità, secondo Confcommercio occorre rivedere completamente la struttura dell'attuale sistema di prelievo affinché, in conformità con il principio comunitario del "chi inquina paga", lo stesso rifletta in modo puntuale la reale produzione dei rifiuti da parte delle utenze domestiche e non domestiche.

Bisogna, poi, ridisegnare gli indici e le voci di costo che determinano i coefficienti in termini di ripartizione tra quota fissa e variabile e tra componente domestica e non domestica. E allo stesso modo è importante formalizzare specifiche linee guida tecnico-operative per individuare un range di costi a totale copertura del servizio, affinché anche questa voce possa venire imputata, da parte dei comuni, in maniera uniforme sul territorio.

In particolare, occorre individuare e definire in maniera puntuale:

  • costi del servizio: introdurre il riferimento ai costi standard o a un preciso range dal quale i comuni non possano discostarsi;
  • utenze domestiche e non domestiche: prevedere criteri oggetti per la ripartizione del peso del nuovo tributo;
  • coefficienti: superare la logica presuntiva e introdurre coefficienti di produttività determinati sulla base di campagne di pesatura che rispecchino la reale produzione di rifiuti;
  • agevolazioni/riduzioni: introdurre criteri premiali per la raccolta differenziata e riconoscere le differenze di qualità del rifiuto prodotto (alleggerendo il carico sulle attività economiche a elevata produzione di rifiuto differenziato) e di quantità (considerando la stagionalità di alcune attività).

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