Confcommercio su vendite al dettaglio: ripresa tutta da costruire, necessario e urgente taglio tasse

Confcommercio su vendite al dettaglio: ripresa tutta da costruire, necessario e urgente taglio tasse

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25 febbraio 2014
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Roma, 25.02.2014

 

 

Consumi e fiducia in calo

 

CONFCOMMERCIO SU VENDITE AL DETTAGLIO:

RIPRESA TUTTA DA COSTRUIRE, NECESSARIO E URGENTE TAGLIO TASSE

 

Le vendite al dettaglio in dicembre evidenziano l'ennesimo calo congiunturale. Il dato è molto peggiore del previsto, soprattutto per la componente non alimentare, e contribuisce a chiarire che se ripresa sarà, è tutta da costruire: è il commento dell'Ufficio Studi di Confcommercio sui dati Istat di oggi.

Nel complesso dell'anno 2013 – continua la nota - la riduzione delle vendite a valore è la più grave da quando è disponibile l'indice. Considerando i dati al netto dell'inflazione, per quanto riguarda i consumi commercializzabili, il 2013 appare negativo almeno quanto il 2012, che fu l'anno del record storico del crollo dei consumi nel complesso.

E' la combinazione di questi due dati consecutivi  che fa del passato biennio lo spartiacque tra la grande crisi, che sta finendo, e un periodo di faticosa risalita che può essere messa da subito in discussione dall'assenza di provvedimenti incisivi sul fronte fiscale.

L'Italia – secondo Confcommercio - appare debolissima in questo frangente storico che è davvero un nuovo punto di partenza. I danni subiti in termini economici (Pil a -10,8% in termini pro capite rispetto al 2007) e sociali (probabilmente sono ormai più di 5 milioni le persone assolutamente povere) non devono spaventare, ma anzi costituire uno stimolo a lasciarsi indietro il passato.

E' assolutamente prioritario – sottolinea l'Ufficio Studi di piazza Belli -  intraprendere un'azione di riduzione del carico fiscale su famiglie e imprese utilizzando una frazione rilevante delle risorse derivanti tanto dalla lotta all'evasione quanto dalla riduzione degli sprechi nella pubblica amministrazione per il taglio delle prime aliquote dell'Irpef a partire già dalla prossima primavera.

L'urgenza di questi auspicati provvedimenti – conclude la nota -  è confermata dal profilo del clima di fiducia delle famiglie, nuovamente in calo in questo mese di febbraio e con articolazione eloquente: mentre sale la fiducia nel futuro - la speranza - si riducono gravemente le valutazioni sul clima corrente e sulla situazione personale.

 

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