Congiuntura Confcommercio: stagnazione più che recessione

 

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Roma, 14 marzo  2019

 

Stagnazione più che recessione. Così si può classificare la prima parte del 2019 sulla base dei dati congiunturali, certo non soddisfacenti e ampiamente contradditori. Sul fronte dei consumi, nonostante un andamento complessivamente non favorevole, si apprezza qualche elemento di vivacità, sintomo del tentativo delle famiglie di reagire ad una situazione di perdurante fragilità delle aspettative.

 

PIL MENSILE

Nel mese di gennaio la produzione industriale è tornata a crescere, dopo un quadrimestre negativo, registrando, al netto dei fattori stagionali, un +1,7% su base mensile. Ciò nonostante permane, su base annua, una tendenza alla riduzione (-0,9%). L'occupazione si è confermata stabile rispetto al mese precedente, e in crescita nel confronto annuo (+0,1% su base mensile, +0,7% rispetto a gennaio 2018).

Il clima di fiducia di imprese e famiglie ha segnalato, nel mese di febbraio un peggioramento. La fiducia delle famiglie è calata dell'1,3% congiunturale, mentre il sentiment delle imprese ha continuato a patire la debolezza del quadro economico, con un calo dello 0,8%. Solo la fiducia delle imprese al dettaglio ha mostrato un miglioramento (2,4% m/m).

Sulla base dell'andamento dei principali indicatori, debole ed incerto, si stima, a marzo, una variazione congiunturale negativa (-0,1%) del Pil mensile, dato che porterebbe ad una decrescita dello 0,3% rispetto allo stesso mese del 2018 (tab. 1).

Il primo trimestre 2019 dovrebbe, pertanto, registrare una crescita del PIL dello 0,1% in termini congiunturali, mentre il tasso di crescita tendenziale si attesterebbe al -0,1%.

 

ICC (INDICATORE CONSUMI CONFCOMMERCIO)

A febbraio 2019[1] l'indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) ha segnalato una diminuzione dello 0,1% in termini congiunturali e un aumento dell'1,0% nel confronto con lo stesso mese del 2018 (tabb. 2 e 3). In termini di media mobile a tre mesi, dopo il recupero degli ultimi periodi l'indicatore ripiega moderatamente (fig. 2).

 

LE DINAMICHE CONGIUNTURALI

La diminuzione dello 0,1% registrata in termini congiunturali dall'ICC, nel mese di febbraio, è sintesi di un aumento dello 0,2% della domanda relativa ai servizi e di una flessione di analoga dimensione per i beni.

Il dato è espressione di andamenti articolati delle diverse macro-funzioni di spesa, a conferma delle difficoltà dei consumi di instradarsi su un percorso di crescita consolidata. Variazioni positive apprezzabili si sono registrate solo per i beni e i servizi per la mobilità (+0,5 % sul mese precedente) e per gli alberghi e i pasti e le consumazioni fuori casa (+0,4%). Per contro, la diminuzione più significativa si è registrata per i beni e servizi per le comunicazioni (-0,7 su gennaio), al cui interno la componente relativa ai beni ha mostrato un rallentamento. In diminuzione sono risultate anche le spese per i beni ed i servizi per la casa e per gli alimentari le bevande ed i tabacchi (-0,5%). Per le altre voci di spesa si rileva una sostanziale stagnazione.

 

LE DINAMICHE TENDENZIALI

A febbraio 2019 l'ICC è risultato, nel confronto su base annua, in aumento dell'1,0%, in rallentamento rispetto a gennaio. Il dato dell'ultimo mese è sintesi di un'evoluzione positiva sia della domanda relativa ai servizi (+1,5%), sia della spesa per i beni (+0,9%).

In linea con quanto rilevato nei periodi più recenti sulla tenuta di quest'ultima componente ha influito l'andamento della domanda di beni inclusi nella mobilità e nelle comunicazioni.

Queste due funzioni di consumo fanno segnare rispettivamente, a febbraio, variazioni pari al +6,4% e al +4,7%.

Andamenti positivi si sono registrati anche per gli alberghi i pasti e le consumazioni fuori casa (+1,6%). Decisamente più contenuti sono risultati i tassi di crescita per i beni e i servizi per la casa (+0,5) e per i beni e i servizi ricreativi (+0,3). La domanda per i beni e i servizi per la cura della persona è risultata stabile. Per contro, la domanda relativa agli alimentari, alle bevande e ai tabacchi (-1,5%) e all'abbigliamento e alle calzature (-0,2%) continua a segnalare una tendenza alla riduzione.

 

PREZZI: LE TENDENZE A BREVE TERMINE DEI PREZZI AL CONSUMO

Sulla base delle dinamiche registrate dalle diverse variabili che concorrono alla formazione dei prezzi al consumo[1], per il mese di marzo 2019 si stima, rispetto a febbraio, un aumento dello 0,3%. Nel confronto con lo stesso mese del 2018 il tasso d'inflazione dovrebbe collocarsi all'1,0%, in modesta discesa rispetto a febbraio.

PROSSIMA USCITA: 16 APRILE  2019


[1] Stima mensile sull'andamento dei prezzi nel mese in corso relativa al NIC (Numero indice dei prezzi al consumo per l'intera collettività). Il dato è riferito ad un insieme più ampio di beni e servizi rispetto a quelli considerati nell'ICC.


[1] I dati dell'ultimo mese devono essere considerati come stime provvisorie in quanto ottenuti attraverso l'integrazione dei dati disponibili con uno specifico modello di previsione ARIMA applicato alle singole serie mensili che compongono l'ICC.

 

14 marzo 2019