Indicatore Consumi Confcommercio: tendenza al miglioramento

Indicatore Consumi Confcommercio: tendenza al miglioramento

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5 marzo 2015

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Roma, 5.3.2015

INDICATORE CONSUMI CONFCOMMERCIO:

TENDENZA AL MIGLIORAMENTO

L'indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) registra a gennaio 2015 un'invarianza rispetto a dicembre ed un calo dello 0,2% tendenziale (tabb. 1 e 2). In termini di media mobile a tre mesi l'indicatore mostra, dall'autunno, una modesta tendenza al miglioramento (fig. 2). Questa dinamica, che porta a ritenere ormai conclusa la fase più negativa del ciclo, è comunque ancora troppo debole per garantire in tempi ragionevoli il ritorno dei consumi sui valori, già depressi, di fine 2012.

La stabilizzazione dei consumi si inserisce in un contesto nel quale tutti gli indicatori congiunturali mostrano segnali di miglioramento, rafforzando le attese di una graduale ripresa della nostra economia nell'anno in corso.

Sul versante delle famiglie, il sentiment ha manifestato, anche a febbraio, un deciso incremento, raggiungendo il livello più alto dal 2010. Il dato è sintesi di giudizi ed aspettative positive sia per la componente personale, sia per la situazione del paese. Il miglioramento ha riguardato anche le attese sull'occupazione.

Anche le imprese hanno evidenziato, a febbraio, una buona crescita della fiducia, tornata sui livelli dell'estate del 2011. A questo andamento hanno contribuito aspettative positive da parte degli operatori del manifatturiero, del commercio e dei servizi. Solo gli imprenditori delle costruzioni segnalano attese negative.

La ripresa della fiducia si associa ad un graduale miglioramento dell'attività produttiva. Stando alle stime di Confindustria, la produzione industriale, a febbraio 2015, avrebbe evidenziato, per il quarto mese consecutivo, un incremento (+0,2% rispetto a gennaio). Questa tendenza dovrebbe rafforzarsi nei prossimi mesi in considerazione del permanere di un andamento positivo degli ordinativi (+0,6% congiunturale).

I segnali di miglioramento dell'attività economica cominciano a produrre i primi effetti sul mercato del lavoro. Anche a gennaio, stando alle stime provvisorie dell'Istat, il numero di occupati ha registrato un contenuto incremento (+11mila unità rispetto a dicembre). Più accentuato è risultato il calo delle persone in cerca di occupazione (-21mila rispetto al mese precedente). Il combinarsi di queste dinamiche ha determinato un modesto ridimensionamento del tasso di disoccupazione sceso al 12,6% (12,7% a dicembre).

 

 

 

LE DINAMICHE CONGIUNTURALI

La stabilità registrata dall'ICC a gennaio rispetto a dicembre (tab. 1) è il risultato di un'invarianza della domanda sia per i servizi, sia per i beni.

L'incremento più elevato, rispetto a dicembre, si rileva per i beni e i servizi per la mobilità (+0,8%). Positivo è risultato anche l'andamento della domanda per i beni e i servizi ricreativi (+0,5%) e per i beni e servizi per la casa (+0,3).

Nel mese di gennaio una tendenza al ridimensionamento, abbastanza marcata, ha interessato gli alimentari, le bevande e i tabacchi (-0,8%) ed i beni e servizi per la cura della persona (-0,6%).

LE DINAMICHE TENDENZIALI

La diminuzione tendenziale dell'ICC di gennaio (-0,2%), in attenuazione rispetto ai mesi precedenti, riflette un calo della domanda per i servizi e per i beni di analoga entità            (-0,2%).

A gennaio si sono riscontrate variazioni positive, su base annua, per i beni ed i servizi per la mobilità (+2,4%) e per i beni e servizi per le comunicazioni (+1,2%). Più contenuta è risultata la crescita per alberghi, pasti e consumi fuori casa (+0,3%).

Variazioni negative superiori al punto percentuale si rilevano per gli alimentari, bevande e tabacchi (-1,2%) e per i beni e i servizi per la cura della persona (-1,1%). In significativa riduzione sono risultati, su base annua, i consumi di beni e servizi per la casa (-0,8%) e di abbigliamento e calzature (-0,8%).

LE TENDENZE A BREVE TERMINE DEI PREZZI AL CONSUMO

Sulla base delle dinamiche registrate dalle diverse variabili che concorrono alla formazione dei prezzi al consumo, per il mese di marzo 2015 si stima un aumento dei prezzi dello 0,3% rispetto a febbraio e dello 0,1% su base annua. L'uscita dalla deflazione a marzo, in tempi più rapidi rispetto alle stime precedenti, è da attribuirsi agli effetti sui prezzi dei carburanti derivanti dalla ripresa dei corsi petroliferi e dal deprezzamento dell'euro.

 

PRODOTTI E SERVIZI CONSIDERATI

 

CONSUMI & PREZZI è uno strumento di analisi congiunturale che Confcommercio mette a disposizione dei propri associati e di tutti coloro che sono interessati alla dinamica di breve periodo della spesa reale delle famiglie e dei prezzi delle principali voci di consumo.

Per raggiungere tali obiettivi si utilizzano informazioni mensili fornite da istituti ed organizzazioni pubbliche e private e dati provenienti dalle diverse indagini congiunturali condotte dall'ISTAT.

I gruppi di prodotti e di servizi osservati sono attualmente 29, consistenti, nell'anno 2013, al 55,0% del valore dei consumi effettuati sul territorio. Per i servizi l'incidenza è del 35,5% e per i beni è del 72,9%. Escludendo le spese relative i fitti figurativi dal totale dei servizi di Contabilità Nazionale la rappresentatività, stimata, sale al 64,5% per il totale dei consumi e al 51,2% per i servizi.

La banca dati utilizzata si basa su serie mensili (primo dato gennaio 2000) dei livelli di spesa in valore ed in quantità da cui si desumono gli indici di prezzo. Nel caso di informazioni trimestrali si è proceduto all'interpolazione dei dati mancanti.

La base per i livelli in volume è rappresentata dall'anno 2010. Come indici di prezzo delle serie elementari si è utilizzato il relativo NIC a base 2010. Per l'abbigliamento e le calzature le serie elementari sono deflazionate con l'IPCA riportato a base 2010.

Le serie sono destagionalizzate con la procedura TRAMO-SEATS.

Per ulteriori informazioni sulla metodologia di costruzione dell'ICC si rimanda alla nota pubblicata il 28 marzo 2011. Per la metodologia di stima dell'indice dei prezzi si rimanda alla nota pubblicata il 6 settembre 2011 (Sito Confcommercio > Ufficio Studi)

 

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