Osservatorio Confcommercio sulla demografia delle imprese: nel 2014 cresce il terziario (+11.470), cala il commercio (-3.471)

Andamenti del terziario di mercato positivi soprattutto al Centro e al Sud, si riduce il commercio in sede fissa non alimentare.

Osservatorio Confcommercio sulla demografia delle imprese: nel 2014 cresce il terziario (+11.470), cala il commercio (-3.471)

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16 marzo 2015
53/2015

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Roma, 14.03.2015

 

 

 

Cresce lo stock di imprese del terziario di mercato nel 2014 con un incremento pari a 11.470 unità, riflesso di andamenti positivi in tutte le ripartizioni, ma in modo particolare nel Centro (+5.879 unità) e nel Sud (+4.659 unità) dove il settore sembra rappresentare la modalità prevalente per avviare un'attività imprenditoriale; fa eccezione a questo trend positivo il commercio che registra invece un ridimensionamento di 3.471 unità, decisamente più spiccato nell'ingrosso (-3.265) rispetto al dettaglio (-843); nel commercio in sede fissa, dove gli effetti della crisi di questi anni hanno frenato la capacità espansiva del tessuto imprenditoriale, lo stock di imprese nel 2014 si riduce di oltre 7mila unità, con un calo concentrato quasi esclusivamente nel non alimentare (-7.435), mentre nell'alimentare si registra un modesto incremento (+37); in Italia le imprese del terziario di mercato sono il 54,5% del totale delle imprese, con punte di circa il 60% in Liguria, Lazio e Lombardia.

Questi, in sintesi, i principali risultati che emergono dal quarto numero dell'Osservatorio sulla demografia delle imprese realizzato dall'Ufficio Studi Confcommercio, strumento di analisi quadrimestrale sui cambiamenti nella struttura produttiva del terziario di mercato.

Il confronto 2013-2014 evidenzia per l'Area Confcommercio una variazione positiva pari a 11.470 unità. All'interno dell'aggregato la crescita dello stock è stata generalizzata con la sola esclusione del commercio, settore che ha un peso numerico rilevante, dove si è un ridimensionamento del  numero di imprese (-3.471 unità) che ha interessato soprattutto il commercio all'ingrosso e, in parte, il commercio al dettaglio (tab. 1).

Approfondimenti settoriali

Complessivamente, il ridimensionamento dello stock delle imprese registrate del commercio al dettaglio rispetto al 2013 è stato di modesta entità (-843 unità), ma l'approfondimento dei risultati nei diversi canali di vendita e comparti merceologici, evidenzia andamenti differenziati (tab. 2).

Pur non mancando opportunità di impresa soprattutto per giovani, donne e immigrati, gli effetti della crisi di questi anni hanno frenato la capacità espansiva del tessuto imprenditoriale soprattutto del commercio in sede fissa, ampliando il numero delle imprese messe fuori mercato con gravi conseguenze sul piano occupazionale e sulla capacità di assicurare ai consumatori diversi servizi.

In questo settore lo stock si è ridotto di oltre 7mila unità, calo che si è concentrato quasi esclusivamente nell'area non alimentare, mentre l'area alimentare ha registrato un modesto incremento. In particolare va evidenziato l'incremento dello stock delle imprese che operano nella vendita dei farmaci, dove hanno inciso gli interventi normativi favorevoli ad una maggiore liberalizzazione del settore, e il forte calo dello stock delle imprese non specializzate a prevalenza alimentare.

Focus territoriale

L'incremento di 11.470 unità nel 2014 della rete di imprese dell'area Confcommercio è il riflesso di andamenti positivi in tutte le ripartizioni, ma in modo particolare nel Centro (+5.879 unità) e nel Sud (+4.659 unità), aree dove il terziario di mercato sembra rappresentare la modalità prevalente per avviare un'attività imprenditoriale. La crescita è risultata più accentuata nel Lazio, in Campania e in Calabria.

Modesto, invece, l'incremento delle imprese registrate nelle ripartizioni del Nord, trainato soprattutto dalla Lombardia.  Da registrare, comunque, un ridimensionamento del numero delle imprese soprattutto in Piemonte ed Emilia Romagna (tab. 3).

Il rapporto tra l'aggregato delle imprese dell'Area Confcommercio e il totale delle imprese di tutti i settori economici, evidenzia che in tutte le regioni, anche se con valori differenziati, l'Area Confcommercio ha un peso rilevante nell'economia locale. Il valore medio dell'Italia è pari al 54,5%, ma in Liguria, nel Lazio e in Lombardia si avvicina o è pari al 60%; valori lontani dalla media si riscontrano, invece, in Basilicata e Molise.

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Nota metodologica e descrizione della banca dati

In questo numero dell'Osservatorio le dinamiche della demografia d'impresa si basano sul confronto tra stock di imprese registrate a fine dicembre 2013 e 2014. I dati di stock di fine anno sono al netto delle cancellazioni d'ufficio, non risentono degli effetti dei cambiamenti di classificazione che su base settoriale intervengono durante l'anno (ad esempio, dalle "non classificate" al settore del commercio al dettaglio). Pertanto, i saldi di nati-mortalità misurati sugli stock risultano meno ampi di quelli basati sui saldi tra iscrizioni e cessazioni.

Il campo di interesse dell'Osservatorio è rappresentato dall'area dei servizi di mercato (Area Confcommercio) corrispondenti alle sezioni dell'Ateco 2007: G (Commercio), H (Trasporto e magazzinaggio), I (Attività dei servizi di alloggio e ristorazione), J (Servizi di informazione e comunicazione), L (Attività immobiliari), M (Attività professionali, scientifiche e tecniche), N (Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese), P (Istruzione), Q (sanità e assistenza sociale), R (Attività artistiche, sportive, di intrattenimento), S (Altre attività di servizi); è escluso il settore K che rappresenta le attività finanziarie e assicurative.

L'indicatore preso in esame è il numero delle imprese registrate. Tale aggregato fotografa in un dato periodo lo stock dei soggetti presenti nel Registro delle imprese (imprese attive, inattive, in liquidazione), suddivisi secondo la classificazione delle attività economiche Ateco 2007. Il numero delle imprese registrate varia nel tempo in quanto è il risultato finale delle attività amministrative che si sono verificate presso le camere di commercio e che hanno riguardato le iscrizioni di nuove imprese, le cancellazioni di imprese e la collocazione nei settori di appartenenza delle imprese che all'atto dell'iscrizione non sono state classificate.

Le informazioni su cui si basa l'Osservatorio provengono da Movimprese, la rilevazione statistica condotta da Infocamere (la società che gestisce il patrimonio informativo delle Camere di Commercio italiane) di tutti gli atti amministrativi riguardanti la costituzione, la vita e la cessazione di un'impresa. Differentemente dai dati trimestrali diffusi da Movimprese, i quali si limitano alla sola divisione Ateco 2007, la nostra analisi si basa su dati a cadenza mensile e fornisce maggiori informazioni sull'attività prevalente dell' impresa identificata dalla classe di appartenenza dell'Ateco 2007. Sia per la divisione Ateco "commercio al dettaglio (G47)", sia per la divisione "Attività dei servizi di alloggio e ristorazione (I) si forniscono gli andamenti delle imprese registrate di tutte le classi raggruppate, per necessità di sintesi, secondo lo schema della tab.2.

 

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