Confcommercio su inflazione: nessun allarmismo

Evitare qualsiasi incremento di imposizione fiscale

Confcommercio su inflazione: nessun allarmismo

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15 maggio 2017
77/17

 

77/17
Roma, 15 maggio 2017

 

E' un dato lievemente superiore alla stima preliminare, con l'avvicinamento alla soglia del 2%, che non contiene elementi tali da generare eccessive preoccupazioni: questo il commento dell'Ufficio Studi Confcommercio ai dati definitivi sull'inflazione ad aprile diffusi oggi dall'Istat.

 

Sull'andamento del mese - continua la nota -  hanno, infatti, pesato in misura di rilevo fattori stagionali che hanno inciso in misura significativa sui prezzi di alcuni servizi. In positivo va valutato il parziale rientro dei prezzi dei beni e dei servizi ad alta frequenza d'acquisto, che incidono in misura rilevante nel determinare il sentiment delle famiglie.

 

Va ricordato che, essendo gli impulsi inflazionistici attuali importati via materie prime energetiche, l'aumento dei prezzi costringe le famiglie a fare i conti con un possibile ridimensionamento del reddito disponibile reale. In quest'ottica – conclude l'Ufficio Studi - è fondamentale che non vi siano interventi di aggravio sul versante dell'imposizione fiscale.

 

 
 

DIREZIONE COMUNICAZIONE E IMMAGINE

UFFICIO STAMPA

 

 

 

77/17                                                                                        Roma, 15 maggio 2017

 

 

 

 

Evitare qualsiasi incremento di imposizione fiscale

 

CONFCOMMERCIO SU INFLAZIONE:

NESSUN ALLARMISMO

 

 

E' un dato lievemente superiore alla stima preliminare, con l'avvicinamento alla soglia del 2%, che non contiene elementi tali da generare eccessive preoccupazioni: questo il commento dell'Ufficio Studi Confcommercio ai dati definitivi sull'inflazione ad aprile diffusi oggi dall'Istat.

 

Sull'andamento del mese - continua la nota -  hanno, infatti, pesato in misura di rilevo fattori stagionali che hanno inciso in misura significativa sui prezzi di alcuni servizi. In positivo va valutato il parziale rientro dei prezzi dei beni e dei servizi ad alta frequenza d'acquisto, che incidono in misura rilevante nel determinare il sentiment delle famiglie.

 

Va ricordato che, essendo gli impulsi inflazionistici attuali importati via materie prime energetiche, l'aumento dei prezzi costringe le famiglie a fare i conti con un possibile ridimensionamento del reddito disponibile reale. In quest'ottica – conclude l'Ufficio Studi - è fondamentale che non vi siano interventi di aggravio sul versante dell'imposizione fiscale.

 

 

 

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