Indicatore Consumi Confcommercio: stabili a marzo, ma incertezza frena la ripresa

Indicatore Consumi Confcommercio: stabili a marzo, ma incertezza frena la ripresa

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7 maggio 2015
82/2015

82/15
Roma, 7.5.2015

 

A maggio probabile uscita da deflazione

 

INDICATORE CONSUMI CONFCOMMERCIO:
STABILI A MARZO, MA INCERTEZZA FRENA LA RIPRESA

 

L'indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) registra a marzo 2015 una variazione nulla rispetto a febbraio ed una crescita dello 0,4% tendenziale (tabb. 1 e 2) mostrando una stabilizzazione in termini di media mobile a tre mesi (fig. 2). La scarsa dinamicità dei consumi, che confermano comunque il graduale trend di ripresa, si inserisce in un contesto generale che, seppure in moderato miglioramento, è caratterizzato da grande incertezza. Questo anche perché diversi elementi contraddittori impediscono alla ripresa di assumere quel vigore necessario per un significativo recupero dei livelli produttivi ed occupazionali.

In particolare, il sentiment dei consumatori che, ad aprile, dopo i segnali positivi riscontrati nei tre mesi precedenti, ha evidenziato un moderato peggioramento - sebbene il livello della fiducia si mantenga su valori molto elevati rispetto a quelli riscontrati negli anni precedenti - e il sentiment delle imprese anch'esso in lieve riduzione ad aprile. Quest'ultimo dato, tuttavia, è sintesi di andamenti non univoci delle aspettative degli operatori dei diversi settori. Se da un lato migliora il clima di fiducia del manifatturiero e del commercio al dettaglio (l'indice esprime valori tra i più alti degli ultimi anni), dall'altro sale il pessimismo nel settore delle costruzioni e nei servizi di mercato.

Il miglioramento della fiducia nell'industria manifatturiera riflette la tendenza al recupero dei livelli produttivi. Stando alle valutazioni di Confindustria la produzione industriale dovrebbe tornare a crescere in aprile, in ripresa (+0,5% rispetto al mese precedente), dopo il lieve peggioramento stimato per marzo (-0,1%). Il trend di recupero, stando a quanto rilevato nello stesso mese per gli ordini (+0,7% congiunturale), dovrebbe consolidarsi nei prossimi mesi.

A marzo, per il secondo mese consecutivo, gli occupati hanno mostrato una riduzione in termini congiunturali (-59mila unità) e si è rilevato un aumento delle persone in cerca di occupazione (+52mila unità rispetto a febbraio), tornate a superare i 3,3 milioni. Il combinarsi di queste dinamiche ha riportato il tasso di disoccupazione al 13%. I dati dell'ultimo mese non possono essere interpretati come un segnale di inefficacia della riforma del mercato del lavoro, misura sulla quale una piena valutazione potrà essere espressa solo nei prossimi mesi con il completamento delle misure previste dal Jobs Act.

Va anche detto che nello stesso mese è proseguita la tendenza alla riduzione, su base annua, delle ore di CIG (-43,8%), fenomeno che, pur risultando molto intenso per la componente in deroga, coinvolge tutti gli istituti. Il complesso delle ore autorizzate nel primo trimestre risulta il più basso dal 2009.

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio

 

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio

 

LE DINAMICHE CONGIUNTURALI

La variazione nulla registrata dall'ICC a marzo rispetto a febbraio (tab. 1) sintetizza una stabilità della domanda per i beni e un calo limitato della domanda di servizi (-0,1%).

Relativamente alle singole macro-funzioni di spesa, modesti valori positivi hanno riguardato la dinamica della spesa per i beni e i servizi ricreativi (+0,2%), in lieve ripresa da febbraio, gli alimentari, le bevande e i tabacchi (+0,2%), che recuperano in parte la perdita registrata nel mese precedente, i beni e i servizi per le comunicazioni (+0,1%).

Una riduzione della spesa di scarso rilievo, rispetto a febbraio, si è riscontrata per i beni e i servizi per la mobilità (-0,2%), anche se il mercato delle auto ha evidenziato negli ultimi mesi segnali di decisa ripresa. Anche per gli alberghi, i pasti e i consumi fuori casa, per i beni e i servizi per la cura della persona e per i beni e i servizi per la casa, la riduzione è stata molto contenuta (-0,1%).

 

TAB. 1 - ICC IN QUANTITA' - VARIAZIONI CONGIUNTURALI (dati destagionalizzati)

 

2014

 

 

 

 

 

 

 

 

2015

 

 

 

APR

MAG

GIU

LUG

AGO

SET

OTT

NOV

DIC

GEN

FEB

MAR

SERVIZI

0,0

-0,1

0,1

-0,5

0,4

0,1

0,1

0,2

0,2

-0,2

-0,1

-0,1

BENI

0,2

-0,4

0,1

0,2

0,1

0,1

0,2

0,0

-0,2

0,4

-0,1

0,0

  di cui alimentari e bevande

0,8

-0,8

0,3

-0,3

-0,1

0,0

0,0

0,0

-0,1

0,2

-0,4

0,0

TOTALE

0,1

-0,3

0,1

0,0

0,2

0,1

0,2

0,0

-0,1

0,2

-0,1

0,0

 

Beni e servizi ricreativi

-0,2

0,3

-0,5

0,2

-0,3

0,2

-0,1

0,1

0,0

0,0

0,1

0,2

Alberghi, pasti e consumazioni fuori casa

0,0

-0,5

0,3

-0,7

0,4

0,3

0,5

0,3

0,2

-0,5

-0,2

-0,1

Beni e servizi per la mobilità

-1,6

0,1

0,7

1,4

1,1

0,0

1,2

-0,4

-0,1

0,4

0,5

-0,2

Beni e servizi per le comunicazioni

1,0

0,2

0,1

0,4

0,3

0,6

-0,6

0,3

0,1

1,2

0,1

0,1

Beni e servizi per la cura della persona

0,0

-0,2

-0,2

0,0

0,0

0,1

0,1

-0,1

0,2

0,0

-0,4

-0,1

Abbigliamento e calzature

0,0

-0,3

0,1

0,1

0,1

-0,4

-0,3

0,2

-0,2

0,6

-0,6

-0,1

Beni e servizi per la casa

0,1

-0,1

0,0

-0,4

0,0

0,1

0,1

-0,1

-0,3

0,3

0,1

-0,1

Alimentari, bevande e tabacchi

1,2

-1,0

0,2

-0,3

-0,2

0,1

0,0

0,1

-0,2

0,2

-0,5

0,2

 

 Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio

 

LE DINAMICHE TENDENZIALI

La dinamica tendenziale dell'ICC di marzo (+0,4%), in crescita rispetto al mese precedente, è il risultato dell'andamento positivo della sola domanda per i beni (+0,5%) mentre la domanda di servizi, dopo gli incrementi registrati nei primi due mesi dell'anno, è rimasta stabile.

A marzo variazioni positive si sono riscontrate, rispetto allo stesso mese dello scorso anno, per i beni e i servizi per le comunicazioni (+3,8%), per i beni ed i servizi per la mobilità (+3,0%) e, con valori più contenuti, per i beni e i servizi ricreativi (+0,1%); è rimasta invariata la spesa per gli alberghi, i pasti e le consumi fuori casa dopo il modesto incremento nei primi due mesi dell'anno.

Una riduzione dei consumi, su base annua, si è registrata per l'abbigliamento e le calzature (-0,8%) segmento che, escluso il mese di gennaio tradizionalmente legato ai saldi, non mostra sicuri segnali di ripresa. Più modesto è stato il calo della spesa per quanto riguarda i beni e i servizi per la cura della persona (-0,5%), gli alimentari, le bevande e i tabacchi (-0,3%), i beni e i servizi per la casa (-0,2%).

 

TAB. 2 - ICC IN QUANTITA' - VARIAZIONI TENDENZIALI (dati destagionalizzati)

 

2014

 

 

2015

 

 

 

 

Anno

III Trim

IV Trim

I Trim

Gen

Feb

Mar

SERVIZI

0,2

-0,2

0,2

0,4

0,5

0,5

0,0

BENI

-0,4

-0,4

0,2

0,4

0,5

0,2

0,5

TOTALE

-0,2

-0,4

0,2

0,4

0,5

0,3

0,4

 

Beni e servizi ricreativi

-0,4

-1,1

-0,9

-0,2

-0,5

-0,3

0,1

Alberghi, pasti e consumazioni fuori casa

-0,1

-0,7

0,7

0,5

0,9

0,7

0,0

Beni e servizi per la mobilità

0,9

1,0

3,1

2,6

2,3

2,6

3,0

Beni e servizi per le comunicazioni

5,1

5,7

3,7

4,0

4,3

3,8

3,8

Beni e servizi per la cura della persona

-0,7

-0,8

-0,1

-0,3

0,2

-0,4

-0,5

Abbigliamento e calzature

-0,7

-0,4

-0,7

-0,3

0,7

-0,8

-0,8

Beni e servizi per la casa

-1,4

-1,4

-0,9

-0,2

-0,3

0,0

-0,2

Alimentari, bevande e tabacchi

-1,1

-1,1

-0,9

-0,7

-0,5

-1,3

-0,3

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio

 

LE TENDENZE A BREVE TERMINE DEI PREZZI AL CONSUMO

Sulla base delle dinamiche registrate dalle diverse variabili che concorrono alla formazione dei prezzi al consumo, per il mese di maggio 2015 si stima, rispetto ad aprile, una variazione nulla dei prezzi. Rispetto ad aprile 2014 si stima una crescita del NIC pari allo 0,1%, che realizzerebbe l'uscita dalla deflazione

TAB. 3 - STIMA SULL'INFLAZIONE (VARIAZIONI CONGIUNTURALI E TENDENZIALI)

 

 

Di cui

 

 

 

 

INDICE GENERALE

Prodotti alimentari e bevande analcoliche

Abitazione, acqua, elettricità e combustibili

Trasporti

Servizi ricettivi e di ristorazione

 

 

VARIAZIONI CONGIUNTURALI

 

Giu'14

0,1

0,1

-0,1

0,6

-0,2

Lug

-0,1

-0,9

-1,2

1,1

0,1

Ago

0,2

-0,1

-0,1

2,1

-0,5

Set

-0,4

0,2

0,0

-3,0

0,6

Ott

0,1

0,0

1,1

-0,6

0,1

Nov

-0,2

0,7

0,1

-1,4

-1,1

Dic

0,0

0,0

-0,2

0,4

-0,5

Gen.'15

-0,4

0,6

-0,4

-3,3

-0,1

Feb.

0,4

0,6

0,1

0,7

0,1

Mar.

0,1

-0,2

0,2

1,3

0,3

Apr. (*)

0,3 (0,1)

-0,1 (0,2)

-0,5 (-1,0)

0,6 (0,6)

1,7 (1,0)

Mag. (**)

0,0

0,1

0,0

-0,2

0,3

 

 

VARIAZIONI TENDENZIALI

   

Giu'14

0,3

-0,6

0,6

1,3

1,0

Lug

0,1

-0,7

-0,9

1,5

0,9

Ago

-0,1

-0,5

-1,2

0,8

0,7

Set

-0,2

-0,1

-1,2

0,3

0,1

Ott

0,1

0,1

0,0

0,3

0,7

Nov

0,2

0,5

0,1

-0,3

1,0

Dic

0,0

-0,2

-0,4

-0,9

1,0

Gen.'15

-0,6

0,1

-1,2

-4,2

0,9

Feb.

-0,1

1,0

-1,4

-3,1

1,0

Mar.

-0,1

1,1

-1,3

-2,1

0,8

Apr. (*)

0,0 (-0,2)

1,0 (1,3)

-1,1 (-1,7)

-2,7 (-2,6)

1,1 (0,5)

Mag. (**)

0,1

1,1

-1,1

-1,9

0,8

(*)  Il dato ISTAT di aprile è provvisorio. Tra parentesi le previsioni del mese precedente.
(**) Previsioni.
Fonte: Istat e previsioni Ufficio Studi Confcommercio

 

PRODOTTI E SERVIZI CONSIDERATI

 

 

CONSUMI & PREZZI è uno strumento di analisi congiunturale che Confcommercio mette a disposizione dei propri associati e di tutti coloro che sono interessati alla dinamica di breve periodo della spesa reale delle famiglie e dei prezzi delle principali voci di consumo.

Per raggiungere tali obiettivi si utilizzano informazioni mensili fornite da istituti ed organizzazioni pubbliche e private e dati provenienti dalle diverse indagini congiunturali condotte dall'ISTAT.

I gruppi di prodotti e di servizi osservati sono attualmente 29, consistenti, nell'anno 2013, al 55,0% del valore dei consumi effettuati sul territorio. Per i servizi l'incidenza è del 35,5% e per i beni è del 72,9%. Escludendo le spese relative i fitti figurativi dal totale dei servizi di Contabilità Nazionale la rappresentatività, stimata, sale al 64,5% per il totale dei consumi e al 51,2% per i servizi.

La banca dati utilizzata si basa su serie mensili (primo dato gennaio 2000) dei livelli di spesa in valore ed in quantità da cui si desumono gli indici di prezzo. Nel caso di informazioni trimestrali si è proceduto all'interpolazione dei dati mancanti.

La base per i livelli in volume è rappresentata dall'anno 2010. Come indici di prezzo delle serie elementari si è utilizzato il relativo NIC a base 2010. Per l'abbigliamento e le calzature le serie elementari sono deflazionate con l'IPCA riportato a base 2010.

Le serie sono destagionalizzate con la procedura TRAMO-SEATS.

Per ulteriori informazioni sulla metodologia di costruzione dell'ICC si rimanda alla nota pubblicata il 28 marzo 2011. Per la metodologia di stima dell'indice dei prezzi si rimanda alla nota pubblicata il 6 settembre 2011 (Sito Confcommercio > Ufficio Studi)

 

PROSSIMA USCITA: 4 giugno 2015

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