Indicatore Consumi Confcommercio: a marzo ancora negativo

Dato peggiore del previsto: la fiducia c'è, i consumi ancora no

Indicatore Consumi Confcommercio: a marzo ancora negativo

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7 maggio 2014
93/2014

 

93/14
Roma, 7.5.2014

 

Dato peggiore del previsto: la fiducia c'è, i consumi ancora no

 

INDICATORE CONSUMI CONFCOMMERCIO: A MARZO ANCORA NEGATIVO

 

L'indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) registra, a marzo, una diminuzione del 2,1% in termini tendenziali ed una flessione dello 0,1% rispetto a febbraio (tabb. 2 e 3). Il dato relativo alla variazione rilevata rispetto all'analogo mese del 2013 va valutato con estrema cautela, in considerazione del diverso periodo in cui è caduta la Pasqua, elemento che ha comportato sensibili effetti sulle dinamiche registrate da alcuni capitoli di spesa. La media mobile a tre mesi, corretta dai fattori stagionali conferma la stabilità registrata nei mesi più recenti (fig. 2). Al di là degli effetti derivanti dalla diversa tempistica in cui sono cadute le festività pasquali emerge una situazione dei consumi ancora molto incerta, in linea con una dinamica dell'economia italiana che, seppure non più in recessione, stenta ad avviarsi in una fase di solida ripresa. Ad aprile, dopo alcuni mesi di graduale miglioramento, il sentiment delle imprese ha mostrato un contenuto calo, sintesi di andamenti non univoci delle aspettative degli operatori dei diversi settori produttivi. Stando alle stime di Confindustria, ad aprile, dopo il contenuto miglioramento rilevato a marzo, la produzione industriale avrebbe segnalato una variazione nulla sul mese precedente. Nello stesso mese i dati sugli ordini registrano un miglioramento (+0,8% su marzo). Ad aprile il clima di fiducia delle famiglie ha mostrato un ulteriore miglioramento raggiungendo il livello più alto dall'inizio del 2010. Il recupero del sentiment appare diffuso sul territorio e legato sia ad aspettative di miglioramento del quadro economico generale che personale. La percezione di una situazione meno negativa, legata a dinamiche inflazionistiche contenute e a prospettive di parziale riduzione del carico fiscale, non si sono ancora tradotte in una ripresa della domanda per consumi. A sostenere le aspettative delle famiglie potrebbe contribuire il miglioramento del mercato del lavoro. A marzo 2014 si è registrata una prima inversione di tendenza con un incremento degli occupati di 73mila unità rispetto a febbraio (-124mila rispetto all'analogo mese del 2013) ed una modesta flessione dei disoccupati (-5mila unità su base congiunturale, +194mila su base annua). Il tasso di disoccupazione si è attestato sul 12,7%. 

   Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio

 

Difficilmente nei prossimi mesi si assisterà ad una sensibile ripresa dei livelli occupazionali atta ad assorbire la forza lavoro disoccupata (effettiva e potenziale), in considerazione delle dinamiche che ancora si registrano sul versante della CIG che per la componente straordinaria ed in deroga risulta ancora in aumento.

   Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio

La dinamica tendenziale dell'ICC di marzo riflette una diminuzione del 2,3% della domanda relativa ai servizi e dell1,6% della spesa per i beni.

A marzo 2014, variazioni positive, rispetto allo stesso mese dello scorso anno, si rilevano per la spesa reale in beni e servizi per le comunicazioni (+4,4%), in beni e servizi per ricreativi (+0,8%). Le riduzioni più significative si sono registrate per gli alimentari le bevande ed i tabacchi (-3,9%), l'abbigliamento e le calzature (-3,4%) e gli alberghi, pasti e consumazioni fuori casa (-3,2%). In calo è risultata anche la spesa per i beni e servizi per la mobilità (-2,5%) al cui interno le vendite di auto a privati sono tornate a registrare, dopo un trimestre, segno negativo tendenza che stando alle prime indicazioni è stata confermata anche ad aprile.

   Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio

   Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio

LE DINAMICHE CONGIUNTURALI

I dati destagionalizzati mostrano a marzo un modesto ridimensionamento (-0,1%, tab. 3). In termini di media mobile a tre mesi, l'indicatore rimane sostanzialmente stabile (fig.2). Il dato di marzo riflette una flessione dello 0,1% della domanda sia per la componente relativa ai servizi, sia per quella relativa ai beni. Il dato destagionalizzato, seppure meno negativo rispetto al tendenziale, per la correzione "dell'effetto Pasqua" su alcune voci quali l'alimentare e gli alberghi e pasti e consumazioni fuori casa, evidenzia il permanere di difficoltà sul versante della domanda per consumi. La ripresa della domanda appare ormai procrastinata alla fine della primavera o all'inizio dell'estate, quando potrebbero avvertirsi i primi effetti sui redditi della riduzione del carico fiscale su parte dei contribuenti.

Relativamente alle singole macro-funzioni di spesa i dati destagionalizzati sottolineano il permanere di difficoltà per il segmento dei beni e servizi per la mobilità (-0,8%) e per l'abbigliamento e le calzature (-0,4%). Per gli alimentari e le bevande il dato destagionalizzato segnala un aumento rispetto a febbraio dello 0,5%, dato che porta ad ipotizzare un assestamento della domanda dopo un periodo di sensibili ridimensionamenti.

   Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio

LE TENDENZE A BREVE TERMINE DEI PREZZI AL CONSUMO

Sulla base delle dinamiche registrate dalle diverse variabili che concorrono alla formazione dei prezzi al consumo, per il mese di maggio 2014 si stima una variazione congiunturale nulla, con un tasso di crescita tendenziale dell'inflazione pari allo 0,5%, in contenuta diminuzione rispetto allo 0,6% registrato ad aprile. 

   (*)  Il dato ISTAT di aprile è provvisorio.
   (**) Previsioni.
   Fonte: Istat e previsioni Ufficio Studi Confcommercio

PRODOTTI E SERVIZI CONSIDERATI

Beni e servizi ricreativi

Servizi postali

Cinema, sport e altri spettacoli

Servizi per le comunicazioni

Concorsi e pronostici

Beni e servizi per la cura della persona

Cartoleria, libri, giornali e riviste

Sanità

Compact disk, supporti magnetici audio, video e

Prodotti farmaceutici e terapeutici

strumenti musicali

Prodotti di profumeria e cura della persona

Giochi, giocattoli, articoli per lo sport ed il campeggio

Abbigliamento e calzature

Altri prodotti

Abbigliamento, pellicce e pelli per pellicceria

Alberghi, pasti e consumazioni fuori casa

Calzature, articoli in pelle e da viaggio

Alberghi

Beni e servizi per la casa

Pubblici esercizi

Affitti

Beni e servizi per la mobilità

Energia elettrica

Motocicli

Mobili, articoli tessili, arredamento per la casa

Automobili

Elettrodomestici, radio, tv, registratori

Carburanti

Generi casalinghi durevoli e non durevoli

Pedaggi

Utensileria per la casa e ferramenta

Trasporti aerei

Alimentari, bevande e tabacchi

Beni e servizi per la comunicazione

Alimentari e bevande

Telecomunicazioni, telefonia e dotazioni per l'informatica

Tabacchi

Foto-ottica e pellicole

 

 

FONTI: AISCAT, AAMS, ANCMA, ASSAEROPORTI, FEDERALBERGHI, FIPE, FIT, ISTAT, MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, SIAE, SITA, TERNA, UNRAE.

CONSUMI & PREZZI è uno strumento di analisi congiunturale che Confcommercio mette a disposizione dei propri associati e di tutti coloro che sono interessati alla dinamica di breve periodo della spesa reale delle famiglie e dei prezzi delle principali voci di consumo.

Per raggiungere tali obiettivi si utilizzano informazioni mensili fornite da istituti ed organizzazioni pubbliche e private e dati provenienti dalle diverse indagini congiunturali condotte dall'ISTAT.

I gruppi di prodotti e di servizi osservati sono attualmente 29, consistenti, nell'anno 2012, al 57,2% del valore dei consumi effettuati sul territorio. Per i servizi l'incidenza è del 33,7% e per i beni è dell'82,9%. Escludendo le spese relative i fitti figurativi dal totale dei servizi di Contabilità Nazionale la rappresentatività, stimata, sale al 66,4% per il totale dei consumi e al 45,9% per i servizi

La banca dati utilizzata si basa su serie mensili (primo dato gennaio 2000) dei livelli di spesa in valore ed in quantità da cui si desumono gli indici di prezzo. Nel caso di informazioni trimestrali si è proceduto all'interpolazione dei dati mancanti.

La base per i livelli in volume è rappresentata dall'anno 2010. Come indici di prezzo delle serie elementari si è utilizzato il relativo NIC a base 2010. Per l'abbigliamento e le calzature le serie elementari sono deflazionate con l'IPCA riportato a base 2010.

Le serie sono destagionalizzate con la procedura TRAMO-SEATS.

Per ulteriori informazioni sulla metodologia di costruzione dell'ICC si rimanda alla nota pubblicata il 28 marzo 2011. Per la metodologia di stima dell'indice dei prezzi si rimanda alla nota pubblicata il 6 settembre 2011 (www.confcommercio.it/ufficio-studi)

 

PROSSIMA USCITA: 5 giugno 2014

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