Oltre 400 mila posti di lavoro a rischio, in vacanza solo il 20% degli italiani - Asset Display Page

Oltre 400 mila posti di lavoro a rischio, in vacanza solo il 20% degli italiani

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13 maggio 2020

Le imprese a rischio nel commercio e nel turismo sono il 10% del totale pari a circa 270.000 mentre i  posti di lavoro che potrebbero essere persi con l'emergenza  Covid sono 420.000. Lo ha detto Enrico Postacchini, membro di  Giunta di Confcommercio in una audizione alla Commissione  Industria del Senato.  Confcommercio chiede interventi immediati a ristoro delle  perdite subite. "Gli operatori hanno perso la pazienza - ha  detto - non hanno visto nulla oltre ai 600 euro".  "Il crollo dei consumi di 84 milioni, come da noi stimato, da parte delle famiglie determinerà per la stragrande maggioranza delle imprese problemi di bilancio molto seri. Per questo bisognerà preoccuparsi per chi resisterà, parliamo di 2,7 milioni di imprese alimentari e dei servizi, di cui stimiamo il 10% di mortalità, 420 mila persone che non avranno più lavoro. Numeri inesorabili e purtroppo non ci sono strumenti immediati per mantenere in piedi le attività".  

"C'è grande enfasi sulla riapertura - ha osservato Postacchini - in assoluta sicurezza, delle attività dal 18 maggio. Un'enfasi ingiustificata perché se siamo riusciti a garantire nella Fase1 servizi ed efficienza oltre che un bassissimo livello di contagi non si capisce perché dal 18 si dovrebbe assistere a un fenomeno di congestionamento e pericolosità delle attività commerciale nei confronti della collettività". "Le prescrizioni sono quelle dei protocolli. La rarefazione dei prossimi mesi che ci aspetta sotto il fronte commerciale e turistico giocherà da sé il ruolo di distanziamento e ne è prova la caduta di timori da parte del gruppo Colao sul congestionamento delle città. Non è stato così e non sarà così da lunedì".

"Siamo destinati a vivere il 2020 con uno scenario da Ferragosto con l'aggravante che non ci saranno turisti. Non ci sarà nessuna corsa agli acquisti né a mangiare fuori. Se la sfida è ripensare il modello distributivo del nostro Paese ci dobbiamo dare un lungo periodo di respiro e lavorare insieme ma non è mettendo ora paletti a chi deve riaprire che possiamo adattare un nuovo modello".  

Per quel che riguarda i numeri del turismo, Postacchini ha osservato che "Confcommercio stima un crollo del turismo che arriva al 50% di presenze e di riempimenti e crolli strutturali nel comparto dei beni durevoli, che in questo periodo sono stati chiusi e ora riaprono con forze lavoro ridotte. Le stime sono, parlando di infrastrutture, di recuperare i volumi del 2019 non prima del 2024-2025. Rischiamo di essere isolati rispetto al resto d'Europa se per la stagione estiva la normativa non fosse comune a tutti in tema di riempimento di aerei, treni e navi. Noi abbiamo mitigato un calo strutturale e progressivo dei consumi dal 2008 a oggi - hanno concluso - grazie a straordinari flussi turistici". 

"E indispensabile - ha concluso Postacchini - che la cassa in deroga venga prorogata ulteriormente, ancorché purtroppo non pagata, perché a fine giugno pensare a scadenze fiscali previste a marzo nel primo decreto e a una serie di incombenze è improponibile, le attività lavoreranno a basso regime.  

Il turismo rischia perdite per 120 miliardi

Sempre nel corso della stessa audizione, il responsabile turismo, Alberto Corti,  ha osservato che la stagione turistica sarà tutta in perdita. Finita l'emergenza sanitaria "ci sarà il problema di riempire le stanze degli alberghi". Potrà andare in vacanza, ad esclusione di chi ha le seconde case, solo il 20% degli italiani. "Nel settore turistico - ha spiegato Corti - a causa dell'emergenza da Covid, le perdite potrebbero essere di 120 miliardi da qui a fine 2020. Degli oltre 200 miliardi di volume d'affari complessivo che il turismo genera - spiega Corti - "le previsioni meno pessimistiche indicano, entro fine anno, una riduzione nell'ordine del 60%. Quindi più di 120 miliardi di euro di perdita, che significano non solo 500 mila lavoratori stagionali del settore con altissima probabilità di mancato impiego durante l'estate, ma, nel complesso, oltre 1 milione di
posti di lavoro a rischio". "Nel trimestre marzo-maggio, erano attesi in Italia turisti nazionali ed esteri per poco meno di 30 milioni di arrivi e per quasi 90 milioni di presenze. Ne avremo (forse) una minima parte. In particolare, degli oltre 58 milioni di turisti stranieri attesi da marzo a fine anno - aggiunge è probabile che ne arrivi meno del 20%, e comunque dopo l'estate".

Secondo la Confcommercio potremmo contare, almeno per questa estate, "solo sul 20% del traffico turistico domestico". Sono totalmente fermi - almeno fino a estate inoltrata - i viaggi degli italiani all'estero: avrebbero dovuto essere quasi 30 milioni da marzo a fine anno; 22,5 milioni fino a settembre. "E' quindi di tutta evidenza - conclude l'associazione -la necessità di un intervento urgente a supporto delle categorie più direttamente coinvolte: attività ricettive alberghiere ed extra alberghiere, pubblici esercizi come ristoranti, bar e locali di intrattenimento, attività dell'intermediazione come agenzie di viaggi e tour operator, stabilimenti balneari, porti turistici e professionisti come guide e accompagnatori

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