Confcommercio Abruzzo dice no a nuovi insediamenti commerciali

L'Associazione contesta con veemenza la nuova proposta di legge regionale che intende trasformare le vaste aree industriali abruzzesi in luoghi dove far sorgere altre aree commerciali di distribuzione organizzata.

"Così come abbiamo condiviso il metodo ed il merito del nuovo Testo Unico della Legge Regionale sul Commercio recentemente approvata, ci vediamo costretti a disapprovare, senza se e senza ma,  la nuova proposta di legge regionale che intende trasformare le vaste aree industriali abruzzesi in luoghi dove far sorgere altre aree commerciali di distribuzione organizzata". Così Abruzzo Confcommercio, che ricorda come la regione detenga "in tutt'Italia e nell'intera Europa il più alto indice di distribuzione organizzata per metro quadro ad abitante e quindi non vi  è alcuna ragione comprensibile per varare un tale provvedimento in tale contesto di primati non invidiabili"  e come nel Patto per l'Abruzzo sottoscritto dal presidente D'Alfonso con tutte le Associazioni di categoria e i sindacati si sostenesse la necessità di riequilibrare la distribuzione organizzata con i negozi di vicinato. Di qui il no e l'appello a D'Alfonso "per scongiurare l'ennesima sveltina  che danneggerebbe ulteriormente un settore, quello del terziario di mercato, che già ha dovuto subire per decenni le conseguenze nefaste di scelte miopi che sono andate esattamente nella direzione contraria dell'interesse dell'intero Abruzzo, della sua economia, del lavoro, dell'occupazione". 

11 luglio 2018