CONFCOMMERCIO LANCIA IL NO DAY CONTRO IL REFERENDUM SULL'ARTICOLO 18

CONFCOMMERCIO LANCIA IL NO DAY CONTRO IL REFERENDUM SULL'ARTICOLO 18

Parte da Pavia lunedì prossimo l'iniziativa itinerante che per due settimane si sposterà in 13 città per sensibilizzare l'opinione pubblica e spiegare le ragioni del "no" di Confcommercio. Billè: "una proposta di riforma irricevibile e inaccettabile".

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21 febbraio 2003
02/00

Confcommercio lancia il “no day” contro il referendum sull’art.18

 

“Ci sembra una proposta di riforma irricevibile e inaccettabile ed è questa la ragione per la quale abbiamo deciso di scendere in campo con iniziative che impegneranno fin da ora tutte le nostre strutture territoriali, ma di dare anche il nostro massimo contributo per la creazione di un fronte del no che coinvolga tutte le altre rappresentanze imprenditoriali”. Nelle parole del presidente Sergio Billè è racchiusa tutta la determinazione di Confcommercio nel sostenere il “no” al referendum sull’estensione dell’applicabilità dell’articolo 18. Un impegno che - oltre alla costituzione prevista per giovedì 27 di un Comitato per il “no” insieme a Confartigianato, Confagricoltura, Coldiretti, Cia, Confindustria, Confapi, Confcooperative, Cna, Casartigiani, Abi, Confetra, Confesercenti e Compagnia delle Opere - comincia con il “No Day”, un’iniziativa itinerante presentata il 20 febbraio nella sede condeferale, che partirà lunedì 24 febbraio da Pavia (dove si svolgerà alle 10.30 presso il Collegio Borromeo un incontro sul tema dell’occupazione al quale parteciperanno il ministro del Welfare, Roberto Maroni, e il Presidente di Confcommercio, Sergio Billè) e che prevede tredici tappe in varie città italiane. Un motorhome, un pullman e due tir percorreranno l’Italia, per due settimane, per sensibilizzare l’opinione pubblica e spiegare le ragioni del “no” di Confcommercio ad un un referendum che “se venisse approvato – ha detto Billè - causerebbe danni irreparabili ad una delle parti più produttive del nostro sistema imprenditoriale, quella che oggi appare in grado di produrre nuovi posti di lavoro”.

In ogni tappa della manifestazione è prevista una iniziativa pubblica (assemblee, manifestazioni, talk show, incontri con gli amministratori locali, le forze politiche, esperti e rappresentanti del governo) caratterizzata da un tema specifico, connesso alle diverse problematiche che investono le imprese del terziario e le specifiche realtà locali (dalla riforma del mercato del lavoro alla valorizzazione del terziario, dal federalismo allo sviluppo territoriale, dal dissesto ambientale al turismo, dalle difficoltà e potenzialità dei piccoli comuni ai rapporti fra banche e imprese, dal mezzogiorno alla legalità, dai trasporti alla guerra).

Iniziative specifiche saranno inoltre attivate dalle diverse associazioni di categorie aderenti a Confcommercio: 6.000 tir, aderenti a Conftrasporto, percorreranno l’Italia con i loghi e lo slogan della manifestazione; i panificatori dell’Assipan creeranno pane a forma di No Day; la Federfiori ha personalizzato i manifesti con scritte composte da garofani arancio; nell’area delle diverse manifestazioni i bar aderenti alla Fipe, Federazione pubblici esercizi, serviranno il caffè No Day, accompagnato da bustine di zucchero e cioccolatini con il logo dell’iniziativa; la Fida, Federazione dettaglianti alimentari, in alcune città organizzerà composizioni di arance, limoncelli e trecce di mozzarella a forma di No.

Lo slogan dell’iniziativa “No Day”: contro un referendum che vuole mettere alle corde il mercato e soffocare la libertà d’impresa”, rappresenta la risposta unanime e condivisa delle imprese rappresentate da Confcommercio ad una ipotesi di modifica della legislazione in materia di lavoro che porterebbe conseguenze pesantissime sull’intera economia del nostro paese e sulla competitività del sistema. “Sul fatto che lo Statuto dei lavoratori abbia bisogno di una revisione e di un sostanziale aggiornamento – ha spiegato ancora Billè (vedi a fondo pagina il testo integrale del suo intervento, ndr) - che lo renda più compatibile con le esigenze di un assetto sociale ed economico che, rispetto a 30 anni fa, ha subito una rivoluzione quasi copernicana, credo che tutti, anche i sindacati, siano sostanzialmente d’accordo. Ma questa revisione non può essere fatta in modo  frammentario, a pezzi e bocconi, dando un colpo alla botte e uno al cerchio, sul filo della pura demagogia. Al contrario dovrà essere il risultato, il traguardo, la logica conclusione di un serrato e aperto confronto tra le parti sociali”. Né si può puntare sulle prime iniziative di carattere legislativo, che “non appaiono né congrue né convincenti”.

Per l’intera durata dell’iniziativa Confcommercio on-line pubblicherà con diversi aggiornamenti quotidiani tutte le informazioni sulle singole iniziative.

 

 

 

 

 

 

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