Confcommercio: non far passare un assalto alla diligenza della spesa pubblica

Appello al Parlamento

Confcommercio: non far passare un assalto alla diligenza della spesa pubblica

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8 dicembre 1997
151/1997

"Si sta alzando il sipario sulla commedia degli inganni: la riforma del Welfare, così propagandata in Italia e in Europa, non può essere una operazione di bassa cucina pagata solo dal lavoro autonomo. Confcommercio si appella al Parlamento perché non avalli il tentativo, neppure scoperto, di far passare per riforma quello che, invece, è un maldestro assalto alla diligenza della spesa pubblica": è il commento di Confcommercio al "maxiemendamento" approvato dalla Commissione Bilancio della Camera.

Oggi ci troviamo di fronte, a meno di ripensamenti dell'ultima ora, ad una incredibile situazione: la riforma riguarda solo i lavoratori autonomi, il ceto produttivo mentre vengono "stralciate" quelle fasce di lavoratori dipendenti che hanno "benemerenze" politiche; nel Welfare non tutti i cittadini sono eguali ma anzi qualcuno è più "benemerito" di altri.

Nella logica stringente delle convenienze politiche la Finanziaria si rivela una "OPA ostile" contro il lavoro autonomo, contro le piccole imprese che creano sviluppo e posti di lavoro.

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